LE ORIGINII pony precursori Il Palio del 1981, vinto da Ferruzza, fu la prima edizione della manifestazione. Nel 1980, però, ci fu un curioso “antipasto”: negli anni 80 a Fucecchio il gruppo dei…
LE ORIGINI
I pony precursori
Il Palio del 1981, vinto da Ferruzza, fu la prima edizione della manifestazione. Nel 1980, però, ci fu un curioso “antipasto”: negli anni 80 a Fucecchio il gruppo dei donatori di sangue Fratres era solito organizzare delle feste per celebrare la propria associazione, con lo scopo principe di promuovere la donazione del sangue. Nel 1980, il direttivo di allora, da un’intuizione di Francesco Ghimenti, decise di organizzare una corsa non coi cavalli, ma coi più piccoli pony, lungo viale Carducci. A vincere fu il pony ribattezzato “Occhiobello”.
SECONDI E VINCENTI
Come nasce una rivalità
In un unico caso la contrada che è arrivata prima non ha poi vinto il Palio: siamo nel 1985, quando esplode la rivalità fra Borgonovo e Botteghe. Fu il fantino biancorosso Alberto Antinori detto Albertino ad essere protagonista del fattaccio: gli strattoni dati al cavallo di Botteghe e anche a quello di Samo costarono la squalifica alla sua contrada. All’epoca infatti si montava a sella, cioè con le staffe ed era vietato prendere per le briglie il cavallo dell’avversario. Così a Borgonovo venne revocato il cencio ed assegnato alla seconda classificata, Botteghe appunto. In seguito a questo verdetto, di certo molto discusso e al centro di grandi polemiche, i rapporti tra le due contrade si incrinarono e nacque la rivalità.
OCCHIO AI KILLER
Quando i fantini vengono… “scesi”
Come si fa a non far vincere la contrada rivale? Semplice, si tira giù da cavallo il fantino avversario. In gergo paliesco si dice “scendere” il fantino rivale e a Fucecchio è successo in maniera eclatante nel 2006, 2007 e 2015. Nel primo caso Massimo Columbu detto Veleno II (Cappiano) spezzò i sogni di Ferruzza, nel secondo fu Franco Casu detto Spirito (per Porta Raimonda) a non far correre Porta Bernarda. Otto anni dopo è stato il turno di Giosuè Carboni, che coi colori di Torre rovinò i piani di Massarella. Tutti e tre hanno preso pesanti squalifiche (10 palii Columbu e Casu, 5 Carboni) ma le contrade rivali non hanno poi vinto.
L’APPRODO DEL RE
La consacrazione con Aceto
La definitiva consacrazione del Palio di Fucecchio nell’universo paliesco è di fine anni ottanta. Porta Bernarda, che voleva vincere, andò a prendere Andrea Degortes detto “Aceto”, il fantino con la effe maiuscola del Palio di Siena. Dopo un primo anno difficile, Aceto farà valere la sua legge. Poi, nel 1990, un suo “litigio” col collega senese Bazzino (Massimo Alessandri), valse il ripescaggio di Botteghe, poi vincitrice.
IL PALIO AL BUIO
Testa a testa dopo il traguardo
Oggi sarebbe impossibile ed anche impensabile, per mille motivi: ma nel 2000, per festeggiare il Giubileo, l’amministrazione comunale decise di osare, organizzando un Palio straordinario in notturna. In una Buca mai vista in questa versione, fu Porta Bernarda con Salvatore Ladu detto “Cianchino” sul cavallo Bandito a prevalere su tutti, a partire da Ferruzza con Massimo Coghe detto Massimino II. Curioso il fatto che i due fantini continuarono a spingere anche finita la corsa, percorrendo praticamente un giro in più, il quarto. Una lotta d’altri tempi, tra due grandissimi fantini di Piazza del Campo. Per la cronaca, rimase in testa Cianchino, anche a corsa finita.
INDRO E IL PALIO
Il giornalista che non amava i bagni di folla
Chi è il fucecchiese più noto del secolo scorso? Sicuramente il giornalista Indro Montanelli. Un uomo profondamente legato alle sue origini insuesi, che si spese anche economicamente per la ristrutturazione del palazzo Della Volta. Indro, tuttavia, non
prese mai parte al Palio, per quanto più volte invitato. Non amava i bagni di folla, che lui, personaggio pubblico, inevitabilmente attirava. E se nel giorno del Palio avesse assistito a una sfilata storica o alla corsa, avrebbe dovuto sopportare l’assedio di giornalisti e curiosi.
Fonte: Il Tirreno Edizione Empoli
