Siena, Associazione Pratelli: La Marcia del Palio – Presentazione della nuova registrazione a Palazzo Pubblico
Lunedì 20 Aprile alle ore 18:00, nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico, verrà riprodotto il risultato finale del progetto, proposto e finanziato dall’Associazione Arturo Pratelli in collaborazione con il Comune di Siena.
L’ultima incisione della musica della Marcia del Palio era datata 1959, ed è sembrato opportuno registrare nuovamente la traccia con strumentazioni e tecniche moderne e professionali. Per il progetto sono risultate fondamentali le collaborazioni di enti e istituzioni locali: la Banda Città del Palio – Unione Bandistica Senese, diretta dal M° Matteo Cancelli, che ha suonato la Marcia del Palio; il Virus Studio, che ha registrato, mixato e masterizzato il brano; il Comune di Siena, che ha concesso la chiesa di Sant’Agostino per la registrazione e la Sala delle Lupe per la presentazione del progetto.
Al termine dell’evento di lunedì 20 aprile, la nuova traccia audio sarà riprodotta e donata all’Amministrazione Comunale, che la renderà pubblica tramite i suoi canali ufficiali.
Vi ricordiamo inoltre che è possibile tesserarsi alla nostra associazione per l’anno 2026, facendo un bonifico di almeno 10 euro all’IBAN: IT52Q0707572051000000725297.
Videoconferenza internazionale sul rafforzamento della sicurezza dello spazio digitale per i minori
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha preso parte ad una videoconferenza, promossa dal Presidente francese Emmanuel Macron, sulle possibili iniziative nazionali ed europee per rafforzare la sicurezza dello spazio digitale per i minori. Alla videoconferenza hanno partecipato, oltre al Presidente della Commissione Europea von der Leyen, i Leader di Germania, Grecia, Irlanda, Repubblica Ceca, Spagna, oltre ai rappresentanti dei governi di Austria, Danimarca, Cipro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia.
Nel corso della discussione, il Presidente Meloni ha sottolineato come il tema sia seguito con grande attenzione in Italia e ha valorizzato le iniziative sinora adottate dal Governo a livello nazionale per assicurare un ambiente digitale sicuro per i minori.
In particolare, il Presidente Meloni ha ricordato le seguenti misure:
il divieto dell’uso dei telefoni cellulari in classe;
la verifica della maggiore età per l’accesso a materiale pornografico online;
il diniego automatico di accesso ai domini relativi a pornografia, violenza, droghe, razzismo e scommesse per sim-card e contratti intestati a minori (cd. “parental control”);
la possibilità di rimuovere contenuti on-line ritenuti nocivi per lo sviluppo psico-fisico dei minori o di incitazione all’odio o alla violenza;
la progressiva diffusione dei percorsi di alfabetizzazione digitale e mediatica nelle scuole medie e superiori (cd. “patentino digitale”).
Il Presidente Meloni ha inoltre confermato la piena disponibilità del Governo italiano a lavorare alla costruzione, anche a livello europeo, di un approccio integrato al tema che non si limiti alla sola verifica dell’età, oggetto comunque di attento esame e specifiche iniziative attualmente in discussione al Parlamento italiano. In questo ambito, il Presidente ha richiamato le piattaforme a una più incisiva assunzione di responsabilità, per evitare che la loro attività possa compromettere il benessere psico-fisico dei più giovani e per prevenire e ridurre i fenomeni di dipendenza comportamentale connessi, in particolare, all’utilizzo dei social media.
Un altro punto centrale dell’intervento del Presidente Meloni ha riguardato l’imprescindibile esigenza di non perdere di vista il tema della privacy, tanto a livello nazionale che a livello europeo. Ulteriori elementi di tale approccio dovranno essere la promozione dell’educazione digitale e il sostegno alle famiglie.
Come stabilito anche dalle Conclusioni dello scorso Consiglio Europeo, il Presidente del Consiglio ha infine sottolineato che ogni intervento europeo dovrà essere allineato alle specificità normative nazionali e, allo stesso tempo, subordinato alla massima tutela della riservatezza dei cittadini.
Partecipazione alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, a Parigi presso il Palazzo dell’Eliseo. Al termine ha rilasciato le dichiarazioni congiunte con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, il Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, e il Cancelliere federale della Germania, Friedrich Merz.
ovviamente grazie al Presidente Macron e al Primo Ministro Starmer per questa iniziativa.
Iniziativa che io considero estremamente importante ed è la ragione per la quale ci ho tenuto a esserci personalmente. Chiaramente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per la nostra Nazione, per l’Italia, per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso.
Si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, principio che vale per Hormuz e per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale.
Ma si tratta, ovviamente, di una questione di enorme rilevanza economica: dallo Stretto di Hormuz – come si sa – transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido. Non solo. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale e da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili. Penso anche alle importazioni nelle Nazioni del Golfo, che sono partner strategici dell’Italia e dell’Europa, e che vedono transitare per Hormuz il 60% dei loro consumi alimentari.
E quindi si capisce facilmente come riaprire Hormuz significhi far fronte a queste criticità, ma significa anche costruire un elemento che è essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale. E questo, chiaramente, si vede bene in queste ore: la centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale è particolarmente chiaro, sulla base degli sviluppi di queste ore, quando – come ricordava Macron – in risposta al cessate il fuoco in Libano è stato riaperto – almeno da parte iraniana – il passaggio delle navi nello Stretto per il periodo del cessate il fuoco che è stato negoziato tra Stati Uniti, Iran è Israele. E quindi è parte, la riapertura di Hormuz, di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente.
Chiaramente non è l’unico. Sappiamo che il tema della rinuncia, da parte dell’Iran, alla corsa nucleare, così come costruire un quadro di sicurezza nel quale nessuna Nazione venga minacciata, per il futuro saranno gli altri elementi fondamentali. Ma è la ragione per la quale siamo qui oggi.
Tutti comprendiamo la portata di questa sfida. Voglio ringraziare Keir, Emmanuel, ma anche le tante Nazioni che hanno preso parte, da contesti molto differenti tra loro, alla riunione di questa mattina. Dimostra che il lavoro che stiamo facendo non è un lavoro che è mosso da un interesse di parte, ma è mosso da un interesse generale.
L’obiettivo necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche umanitario, se si pensa ai marittimi bloccati nel Golfo e se si pensa alle Nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi.
Su tutti questi ambiti l’Italia è pronta a fare la sua parte. Ovviamente, l’attenzione di tutti è concentrata soprattutto sulla presenza navale a Hormuz, aspetto irrinunciabile per diversi motivi: per esigenze concrete, come quella di sminamento del tratto di mare intorno a Hormuz, e più in generale – come veniva ricordato – per rassicurare l’industria marittima e fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello Stretto.
Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva. Mi pare che anche su questo ci fosse questa mattina pieno accordo.
Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale, l’Italia offre – nel quadro che ho appena disegnato – la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare, per quelle che sono le nostre regole costituzionali.
Ma è un impegno in linea con quanto abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione, ricordo Aspides, ricordo Atalanta, le operazioni europee. E particolarmente Aspides, che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz, dal mio punto di vista, può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora.
Quindi è stato un confronto molto produttivo, dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale, insieme ai suoi partner.
Ed è una iniziativa che si inserisce in uno sforzo più ampio che continuiamo a portare avanti, che vede costantemente impegnate le nostre Nazioni di fronte a un ciclo di conflittualità che si ripropone ormai costantemente, che quindi non coinvolge solamente il Medio Oriente, ma l’Ucraina e i tanti altri fronti ai quali ormai siamo abituati.
Per quello che ci riguarda faremo tutto il possibile per aiutare a consolidare tanto il cessate il fuoco in Libano, preziosissimo, ottenuto anche con la mediazione degli Stati Uniti, così come la prospettiva di una ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto in Iran. Insomma, i fronti aperti sono molti, ma non rinunciamo a costruire soluzioni giuste, durature e pragmatiche con determinazione e pazienza, come l’Italia cerca di fare ogni giorno.
Grazie mille Emmanuel, grazie Keir.
Dichiarazione congiunta sul secondo dialogo spaziale italo-statunitense
Il testo della seguente dichiarazione è stato diffuso dai governi degli Stati Uniti d’America e della Repubblica Italiana in occasione del secondo dialogo spaziale italo-statunitense.
In linea con l’obiettivo comune di promuovere la cooperazione bilaterale in materia spaziale, come dichiarato dai loro leader, il Governo degli Stati Uniti d’America e il Governo della Repubblica Italiana hanno tenuto il loro secondo Dialogo bilaterale sullo spazio a Washington, D.C. il 9 e 10 aprile 2026. Il secondo Dialogo spaziale USA-Italia fa seguito all’impegno assunto nell’aprile 2025 dal Primo Ministro Meloni e dal Presidente Trump di rafforzare la cooperazione spaziale.
Entrambe le delegazioni hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione bilaterale in materia spaziale nel quadro della cooperazione strategica tra Italia e Stati Uniti.
Nei loro discorsi di benvenuto, il Generale di Corpo d’Armata Franco Federici, Consigliere Militare del Presidente del Consiglio dei Ministri e Segretario del Comitato Interministeriale per le politiche spaziali e aerospaziali; John Thompson, alto funzionario dell’Ufficio per gli oceani e gli affari ambientali e scientifici internazionali del Dipartimento di Stato; il sottosegretario Taylor Jordan del Dipartimento del Commercio e Lloyd Freeman, vice sottosegretario di Stato aggiunto per l’Ufficio delle minacce emergenti, hanno sottolineato che il Dialogo spaziale bilaterale in corso approfondirà la cooperazione spaziale e la sicurezza per il mutuo beneficio dei due Paesi.
Nel corso del dialogo, i funzionari italiani e statunitensi hanno scambiato informazioni sulle rispettive politiche spaziali nazionali, tra cui la nuova legge spaziale italiana e gli aggiornamenti alla politica spaziale statunitense annunciati con l’Ordine Esecutivo 14369 sul Garantire la Superiorità Spaziale americana. Entrambe le parti hanno ribadito la loro ferma determinazione a potenziare la già solida cooperazione bilaterale, promuovendo in particolare la cooperazione spaziale in materia di sicurezza nazionale e della condivisione di informazioni, nonché rafforzando la cooperazione bilaterale nel settore spaziale commerciale e civile. In questo contesto, gli Stati Uniti e l’Italia hanno riconosciuto la crescente importanza strategica di partnership spaziali commerciali e civili affidabili per promuovere i loro interessi comuni in ambito civile, istituzionale e di sicurezza nazionale. Entrambe le parti hanno riconosciuto il valore di salvaguardare e favorire la cooperazione tra enti governativi italiani e operatori spaziali commerciali statunitensi in settori di rilevanza strategica, comprese le attività nell’orbita terrestre bassa, la connettività sicura e altri servizi spaziali. Gli Stati Uniti e l’Italia si impegnano a facilitare l’adozione di quadri normativi non invasivi per le attività spaziali e a promuovere la sicurezza dei voli spaziali. In tal modo, entrambe le parti mirano a promuovere un ambiente più favorevole agli investimenti, all’innovazione e alla competitività globale. Entrambe le parti hanno espresso preoccupazione nei confronti di un’eccessiva regolamentazione in materia spaziale e hanno sottolineato l’importanza di quadri normativi che facilitino il commercio e la cooperazione spaziale transatlantica.
I partecipanti hanno esaminato le sfide che incombono sui loro interessi comuni in materia economica e di sicurezza e nazionale. Entrambe le parti si sono impegnate ad approfondire il coordinamento bilaterale in materia di politiche, prassi e capacità spaziali relative alla sicurezza nazionale, in particolare alla luce della crescente gamma di minacce e del potenziale utilizzo dello spazio per monitorare e, eventualmente, prendere di mira le forze, le esercitazioni e altre attività della NATO e degli Alleati. Hanno riconosciuto l’importanza di rafforzare il contributo dell’Italia e degli altri partner alleati alla sicurezza spaziale collettiva. A questo proposito, hanno sottolineato l’importanza di un maggiore coordinamento operativo delle attività spaziali di sicurezza nazionale, sfruttando le innovative capacità spaziali commerciali. Entrambe le parti hanno inoltre confermato il loro interesse a collaborare per rafforzare la sicurezza informatica dei sistemi spaziali e la sicurezza e la resilienza delle attività e dei servizi critici legati allo spazio contro l’intera gamma di minacce.
I partecipanti hanno discusso della cooperazione in corso nell’esplorazione spaziale e nella scienza e delle opportunità di rafforzare la partnership in questi settori, ricordando la recente dichiarazione congiunta d’intenti firmata dall’amministratore della NASA Isaacman e dall’autorità delegata italiana per lo spazio, il Ministro Urso. Gli Stati Uniti hanno preso atto delle capacità e delle competenze dell’Italia nelle tecnologie di esplorazione che potrebbero fornire capacità critiche al programma Artemis e alla base lunare, conducendo potenzialmente ad affiancare un astronauta italiano ad uno americano sulla superficie lunare. Entrambe le parti intendono collaborare alla realizzazione di una base lunare sostenibile e permanente a guida statunitense, che sfrutti la tecnologia italiana per rafforzare le priorità comuni in materia di esplorazione, ampliare le conoscenze scientifiche, promuovere lo sviluppo commerciale, ispirare le generazioni future e prepararsi alle prime missioni umane su Marte.
Gli Stati Uniti hanno accolto con favore la prossima presidenza italiana del Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (UNCOPUOS). Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione spaziale internazionale, compresa la necessità di riforme per garantire che l’UNCOPUOS adempia in modo efficiente ai propri compiti fondamentali. L’Italia ha illustrato la proposta di tenere UNISPACE IV nel 2027, che, a suo avviso, potrebbe fornire un’opportunità per compiere progressi concreti su queste e altre questioni. Entrambe le delegazioni hanno esaminato gli sforzi congiunti per promuovere la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali, compreso il lavoro in seno all’UNCOPUOS e ad altri organismi delle Nazioni Unite.
In qualità di firmatari fondatori degli Accordi Artemis, che ribadiscono l’importanza del rispetto del Trattato sullo spazio extra-atmosferico e di altri trattati spaziali fondamentali e stabiliscono una visione condivisa per un uso sicuro, responsabile e trasparente dello spazio extra-atmosferico, entrambe le delegazioni hanno sottolineato l’importanza di sostenere questi principi in seno agli organismi delle Nazioni Unite e in altri fori multilaterali. Gli Stati Uniti e l’Italia riconoscono che la ricerca, lo sfruttamento e l’uso delle risorse spaziali saranno essenziali nel loro intento di tornare sulla superficie lunare insieme a nazioni che condividono gli stessi principi, stabilirvi una presenza umana a lungo termine e consentire viaggi a minor costo verso i confini più remoti dello spazio, nonché collaborare per promuovere le attività relative alle risorse spaziali nel rispetto degli obblighi internazionali. Entrambi i paesi hanno inoltre ribadito la necessità di proseguire le iniziative di sensibilizzazione sugli Accordi Artemis verso i paesi non firmatari.
Le due delegazioni hanno deciso di mantenere stretti contatti sull’espansione dei legami spaziali commerciali, e sullo sfruttamento delle capacità commerciali di consapevolezza della situazione spaziale (SSA) e hanno riconosciuto l’importanza di affrontare la questione dei detriti spaziali.
L’Italia e gli Stati Uniti hanno discusso del loro interesse comune a rafforzare il dialogo e la cooperazione con i programmi spaziali nuovi ed emergenti in tutto il mondo, compresi quelli in Africa e in America Latina. Entrambe le parti hanno deciso di proseguire la discussione sulle possibili opportunità di collaborazione per promuovere un comportamento responsabile nello spazio e di cooperare su programmi di formazione, istruzione e sviluppo delle capacità.
A seguito delle discussioni inter-governative, entrambe le parti intendono organizzare una tavola rotonda commerciale a margine dello Space Symposium di Colorado Springs, che dovrebbe riunire decine di aziende spaziali private di ciascuno dei due paesi e mettere in evidenza le partnership esistenti. La sessione dovrebbe consentire ai rappresentanti del settore di comprendere meglio come gli Stati Uniti e l’Italia promuovono i rispettivi settori spaziali commerciali e di delineare le opportunità e le sfide per una cooperazione bilaterale più forte. I partecipanti intendono inoltre discutere degli investimenti reciproci nei rispettivi settori spaziali. Si prevede che la discussione verterà anche sui partenariati esistenti, come strumento per rafforzare i legami tra i due settori spaziali commerciali e favorire la promozione di nuove collaborazioni.
Entrambi i paesi ribadiscono il proprio impegno a continuare a collaborare nei settori spaziali civile, commerciale e della sicurezza e a esplorare altre forme di cooperazione, come lo sviluppo del settore dell’industria spaziale.
Il Presidente Meloni all’Assemblea Nazionale di Federalberghi
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto un intervento alla 76ª Assemblea Nazionale di Federalberghi.
[L’intervento del Presidente Meloni]
Buongiorno a tutti, grazie.
Grazie davvero per l’accoglienza, grazie per l’invito. Grazie al Presidente Barnabò Bocca, “Bobo” Bocca.
Voglio dire che siamo stati tutti molto in ansia per questa sua elezione al cardiopalma, fino all’ultimo voto. Assolutamente inaspettata. Poi mi fai un corso di formazione nei ritagli di tempo. Un’elezione che però davvero è anche sintomatica del lavoro che il Presidente Bocca ha fatto in questi anni. Ringrazio lui, ringrazio tutta Federalberghi per questo invito, grazie alla giunta esecutiva, ai delegati, agli iscritti, ovviamente saluto anche io tutte le autorità presenti, i colleghi di governo, i parlamentari, i rappresentanti delle istituzioni, i rappresentanti delle altre categorie presenti. E, consentite anche a me di rivolgere un saluto particolare a Gianmarco Mazzi, cioè al Ministro del turismo Mazzi che è al debutto in questa Assemblea.
Voglio confessare al Ministro Mazzi che io ho un po’ sofferto a dover mollare la delega. Sono stata probabilmente il Ministro del turismo meno longevo della storia d’Italia, però l’incarico non mi dispiaceva affatto. Io penso, e lo penso sinceramente, che occuparsi di turismo in Italia sia una delle cose più belle, più stimolanti che si possano fare. Perché il turismo è, in buona sostanza, un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi, è molto più di un settore strategico per la nostra economia e il valore che genera va ben oltre il 13% di prodotto interno lordo. Il turismo è il comparto che ci identifica e ci caratterizza e che in qualche maniera racconta al mondo meglio di qualsiasi altra cosa cosa significhi essere italiani.
Il turismo parla di quello che siamo stati, ovviamente, ma parla anche di quello che siamo, di quello che sappiamo fare meglio, di quello che abbiamo costruito, di come abbiamo saputo difendere il nostro territorio, proteggere l’ambiente, il paesaggio, le opere che erano state realizzate da chi ci ha preceduto. E per questo e per molto altro il turismo promuove i nostri valori, racconta il nostro stile di vita, e chi sceglie l’Italia lo fa perché sa che può vivere qualcosa di più di un bel viaggio, di una bella vacanza. Chi arriva in Italia alla fine non si limita a “visitarla”, entra in un modo di vivere, entra nel nostro modo di vivere, e quel modo di vivere difficilmente si lascia ridurre a delle fotografie o a un semplice itinerario. È un’esperienza, è un’esperienza che mette insieme bellezza, che mette insieme memoria, quotidianità, e finisce per restare addosso molto più a lungo del viaggio stesso.
E noi questo certo lo dobbiamo alla nostra storia, lo dobbiamo alla nostra identità, lo dobbiamo al nostro popolo, però non avremmo saputo sfruttarlo appieno se non fosse stato per il ruolo delle imprese che operano nel settore e segnatamente per il ruolo dei nostri albergatori che con discrezione, con eccellenza, con creatività, costruiscono questo ponte tra viaggiatore e territorio. E, poiché non smettete di sperimentare, di fare sintesi tra tradizione e innovazione, di cercare quello che è sempre necessario per fare la differenza e lasciare un segno nella mente e nei cuori delle persone, io ho pensato che fosse giusto essere qui, non solamente perché lo avevo promesso al Presidente Bocca, ma ho pensato che fosse giusto venire qui a dirvi grazie per la vostra professionalità.
Grazie per amare questa Nazione bella e difficile così tanto da voler rendere indimenticabile l’esperienza di chi viene a conoscerla. Chiaramente sono consapevole di quanto lavoro, quanta dedizione questo richiede e sono consapevole che senza di voi l’Italia non potrebbe ottenere i risultati che ottiene nel turismo. Perché quello che funziona da noi non è mai il prodotto del singolo, è il prodotto di una filiera che in questo caso deve partire dalle istituzioni per arrivare ai lavoratori. È questa continuità tra visione politica, iniziativa privata e professionalità diffusa che trasforma il potenziale del turismo tricolore in un’esperienza concreta, sempre più competitiva e capace di distinguersi nel panorama internazionale.
Voglio ringraziarvi anche, lo ricordava velocemente il Presidente Bocca, per la straordinaria capacità di resilienza che questo settore, che voi avete dimostrato, nei momenti di maggiore difficoltà. Sembra ormai trascorsa un’eternità dalla pandemia, però io ricordo bene e credo che occorra a continuare a ricordare il contributo che questo settore ha assicurato alla Nazione quando c’è stato bisogno di avere le strutture che servivano agli italiani che si trovavano in quarantena.
È stato dimostrato da qui, è stato dimostrato in quella occasione come in tante altre, la capacità di rappresentare non solo un settore importante dell’economia ma un pezzo importante della comunità. È questo che fa la differenza, credo valga la pena ricordarlo anche perché raccontava – come ha raccontato la ripresa post-Covid – della capacità non solo di resistere ma di rialzarsi, di ricominciare a correre, quando magari si viene dati per spacciati.
Questa è una specialità tutta italiana, Bobo, ed è stata dimostrata molto bene da questo settore.
Però, ovviamente, essendo io il Presidente del Consiglio, il mio compito non è dire grazie a parole, chiaramente. È cercare di dimostrare con i fatti che credo nel vostro lavoro e cercare di dimostrarlo con i fatti che questo Governo sta cercando di portare avanti, perché noi ci siamo insediati proprio quando il settore attraversava la difficile ripresa post-Covid: gli operatori chiedevano non privilegi, corretto, ma chiedevano efficacia nelle risposte, coraggio nelle riforme.
Noi abbiamo fatto del nostro meglio perché queste richieste non cadessero nel vuoto, a partire dalla composizione del Governo perché, lo avevamo annunciato, lo abbiamo fatto, abbiamo pensato che questo settore meritasse un proprio Ministero autonomo e un Ministero dotato di portafoglio che fosse in grado di coordinare le politiche, di garantire un confronto quotidiano e strutturato con la categoria che c’è stato in questi anni. Leggere i cambiamenti, programmare il futuro, una scelta che io penso si sia rivelata giusta perché ha permesso di costruire un’azione di sistema e di tagliare dei traguardi che sono significativi nonostante le difficoltà. Penso che vada colta questa occasione anche per ringraziare ancora una volta il precedente Ministro del turismo Daniela Santanché per il lavoro che ha fatto in questi anni.
Alcuni dati sono stati ricordati, l’Italia continua a scalare la classifica globale dei Paesi più visitati, è diventata la seconda nazione europea per presenze turistiche, superando per la prima volta nella storia la Francia, avvicinandosi ai numeri della Spagna.
Il nostro sistema turistico ha rafforzato non solo la propria capacità di attrarre domanda estera, ma anche quella di trattenerla per più giorni. Lo ricordava l’Assessore Onorato – e i dati di Roma non sono lontani da quelli nazionali – primato in Europa nella permanenza, con una media pari a circa 3,6 notti, meglio della Spagna, meglio della Francia, meglio della Germania. È un quadro che, come si ricordava, si traduce in benefici concreti per l’intero sistema economico italiano grazie a un attivo record nella bilancia dei pagamenti turistica che è in aumento nel 2024 e quasi il 5% della spesa internazionale rispetto all’anno precedente. Possiamo dire in sostanza che il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute. Ci è riuscito grazie al dinamismo, grazie all’intraprendenza degli operatori che non hanno smesso di rimboccarsi le maniche, che non si sono accontentati, che non si accontentano e che continuano a voler alzare l’asticella della qualità che va garantita ai turisti.
Noi in questo quadro abbiamo cercato di fare quello che compete alla politica, quello che compete allo Stato.
Noi dobbiamo sempre ricordarci che rispetto al racconto che spesso la politica fa, lo Stato non crea ricchezza, il lavoro non si crea per decreto, la ricchezza non si produce con i provvedimenti del Governo, la ricchezza la fanno le imprese con i loro lavoratori. Quello che lo Stato deve fare è mettere quegli imprenditori nella condizione di competere e di produrre quella ricchezza e quel lavoro nel contesto migliore possibile.
È quello che abbiamo tentato di fare noi. Abbiamo investito nella formazione continua, nel potenziamento delle competenze dei lavoratori, nel ricambio generazionale con gli sgravi per l’assunzione a tempo indeterminato degli under 35, abbiamo detassato le mance, abbiamo stanziato i fondi per il trattamento integrativo nei turni notturni e festivi. Ci siamo occupati anche, come ricordava il Presidente Bocca, di mettere a disposizione delle imprese attraverso Invitalia un incentivo per ammodernare gli alloggi da destinare ai propri dipendenti. Sappiamo quanto questo tema delle staff house di qualità sia importante, quanto possano essere efficaci per migliorare le condizioni lavorative, per formare con continuità il personale, per attrarre personale qualificato nel momento in cui non c’è più l’ostacolo della distanza dal luogo di lavoro.
Abbiamo sfruttato le risorse PNRR per riqualificare l’offerta turistica, consentire in particolare alle piccole e medie imprese di migliorare le strutture e offrire una ricettività migliore. Abbiamo potenziato gli strumenti di garanzia per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, abbiamo istituito il Fondo rotativo da circa 1 miliardo e 400 milioni di euro che aiuta le imprese a riqualificare la propria offerta turistica puntando sulla sostenibilità, sull’innovazione, sull’adeguamento energetico e antisismico.
Colgo ovviamente il riferimento del Presidente alla burocrazia che in Italia è un problema sentito, complesso da risolvere per come andrebbe risolto, ma è altra materia sulla quale ci siamo spesi in questi anni perché noi abbiamo anche il problema di aggiungere delle volte alla burocrazia italiana anche la burocrazia europea, non ci facciamo mancare niente.
Ma colgo positivamente il richiamo a rendere i provvedimenti sempre più snelli, comprensibili, veloci.
Non ci siamo tirati indietro quando si è trattato di combattere con chiarezza l’abusivismo per fare emergere il sommerso, difendere gli operatori onesti, dare maggiori garanzie di qualità ai turisti.
Siamo apripista in Europa sul fronte della regolamentazione delle false recensioni online, un fenomeno chiaramente odioso che danneggia turisti, imprese e lavoratori. E anche sul tema della concorrenza sleale, delle pari regole, degli affitti brevi – Presidente, tu ricorderai – che una proposta fu avanzata nei mesi scorsi. Veniva avanzata non solamente per le ragioni che tu ricordavi, ma anche per un altro fatto che è abbastanza importante.
Noi stiamo avendo un problema che riguarda la contrazione delle case disponibili per gli affitti delle famiglie e l’aumento dei prezzi che ne deriva per gli affitti delle famiglie in difficoltà.
Ed era un problema che pensavamo si potesse affrontare anche con un’iniziativa di questo tipo. Ricorderai anche che c’è stata una levata di scudi abbastanza generalizzata e che quindi ci siamo trovati un po’ in solitudine a cercare di dare questo tipo di risposta.
Abbiamo investito sulla de-stagionalizzazione, sulla diversificazione dell’offerta, secondo noi due fattori decisivi per avere un turismo sempre più dinamico, 365 giorni all’anno e sempre più diffuso sul territorio nazionale. La nostra Nazione vanta da sempre, lo sappiamo tutti, importantissimi flussi turistici nelle nostre stupende città d’arte, nelle mete stagionali che sono più gettonate, però il nostro territorio vanta una ricchezza che è molto più vasta e che si compone anche di molti altri tasselli.
Penso al patrimonio dei cammini religiosi, dei luoghi della fede, delle esperienze offerte dalle strade del gusto, degli itinerari del patrimonio naturale e paesaggistico, le opportunità connesse al turismo del benessere e alle tante occasioni legate agli eventi e ai grandi eventi. E qui abbiamo avuto due esempi straordinari. Lo scorso anno lo abbiamo visto con il Giubileo e lo abbiamo visto con il successo delle Olimpiadi di Milano-Cortina per il quale pure vi devo ringraziare. Non era un’organizzazione facile, quella delle prime Olimpiadi diffuse sul territorio e non concentrate in un unico luogo, ma le Olimpiadi sono state un successo mondiale e hanno chiaramente generato anche un importante indotto, non solo nell’immediato perché quel racconto, quella visibilità, quella centralità producono benefici a lungo termine, rafforzano la competitività anche del Nord Italia come hub durante tutto l’anno.
Tanti tasselli di un mosaico più grande che custodisce un potenziale ancora in gran parte inespresso e che insieme dobbiamo riuscire a liberare perché, è vero, che c’è ancora molto da fare, c’è sicuramente molto lavoro che è stato fatto, ma non ci accontentiamo mai, per noi niente è mai sufficiente, così come prendo a prestito le parole del Presidente Bocca non dobbiamo dare mai nulla per scontato, ma voglio ringraziarti Presidente anche per l’appello alla positività, che è una cosa abbastanza rara da ascoltare e fa bene al cuore, quindi grazie davvero.
Dicevo, un potenziale inespresso che insieme dobbiamo riuscire a liberare anche per raggiungere un altro obiettivo che consideriamo prioritario che è ridare vita – e quindi mi pare interessante la proposta che hai fatto da questo punto di vista, mi riservo di approfondirla – ai nostri stupendi borghi, ai piccoli comuni, alle nostre aree interne, combattere lo spopolamento e il rischio di desertificazione economica e sociale che quei territori affrontano, perché sono i territori che custodiscono l’identità più profonda di questa Nazione, che possono offrire ai turisti esperienze di viaggio tanto inaspettate quanto sorprendenti.
Esattamente come voglio ricordare che lo strumento della Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno ha consentito a territori meravigliosi che però non venivano messi in condizione di competere ad armi pari, di liberare il loro potenziale anche nel turismo, per offrire una ricettività che fosse all’altezza delle aspettative. Nel Sud, in ambito turistico, sono state rilasciate fino a oggi oltre 110 autorizzazioni, nella ZES, per un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro, con ricadute occupazionali per oltre 3.300 nuovi posti di lavoro. Il meccanismo funziona ed è anche la ragione per la quale noi stiamo ragionando di estendere alcuni meccanismi della Zona Economica Speciale, particolarmente per quello che riguarda il tema delle semplificazioni dell’autorizzazione unica, a tutto il territorio nazionale.
Perché i viaggiatori quando scelgono l’Italia vogliono provare esperienze autentiche, esperienze irripetibili, esperienze esclusive. Noi su questo siamo maestri assoluti, rivaleggiamo davvero, anzi pochi rivaleggiano con noi, anche perché possiamo contare su un’arma della quale altri non dispongono che è il prestigio, l’eccellenza e il fascino del nostro Made in Italy. Ringrazio e saluto il Ministro Urso e il Ministro Lollobrigida.
Dai dati risulta che oltre il 42 % dei turisti stranieri sceglie l’Italia Per vivere esperienze che sono connesse ad alcuni elementi distintivi della nostra identità, del nostro made in, il cibo, la moda, il design, l’artigianato. È una percentuale che cresce sensibilmente con i turisti che hanno un’alta capacità di spesa e arriva fino al 63%. E quindi anche tutto il lavoro che si fa per il Made in Italy attorno al turismo produce una risposta ovviamente anche per il turismo. Il Made in Italy, si ricordava, è anche sinonimo di cucina italiana e oggi cucina italiana è sinonimo di Patrimonio dell’Umanità, ed è un risultato straordinario, importante per tutti, del quale dobbiamo andare fieri, anche perché nasce da una bella intuizione della politica, però si è affermato grazie allo straordinario gioco di squadra che siamo riusciti a fare su questa materia, dal piano politico in poi fino alle imprese, fino ai lavoratori e i vari attori della filiera che sono stati degli ambasciatori del Made in Italy straordinari. E quindi grazie anche a voi che avete compreso l’importanza di questa sfida, che non avete rinunciato a unire i vostri sforzi ai nostri perché come noi siete consapevoli di un fatto: che se il sistema Italia è compatto, se sa muovere nella stessa direzione, allora davvero noi abbiamo le carte in regola per fare la differenza, per essere avanguardia, per segnare la rotta, per farci rincorrere dagli altri.
Allora, caro Presidente, cari amici di Federalberghi, oggi io non sono qui per protocollo, sono qui perché credo che fosse doveroso farlo, è preciso compito della politica dell’istituzione essere al fianco di chi contribuisce ogni giorno a fare grande l’Italia, ascoltarne le istanze, raccoglierne i suggerimenti, far tesoro delle proposte anche e soprattutto nei momenti complessi come quello che noi stiamo vivendo. Ed è certo, non siamo stati fortunati in questa stagione, con la situazione geopolitica, con una instabilità che sta piano piano diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto. Il Direttore del Tg1 Chiocci, che ringrazio, ha detto giustamente in apertura, “spiragli sulla pace in Medio Oriente”, data la riapertura dello stretto di Hormuz. Devo comunicare al Direttore Chiocci, anche se dovrebbe essere lui a comunicarlo a me, che mentre venivamo qui l’Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo Stretto di Hormuz rispondendo alla indisponibilità americana registrata. Quindi, come vedete, il quadro cambia continuamente e noi siamo a lavoro ogni minuto sulla stabilizzazione di quadranti che ormai si sono moltiplicati, lo avete visto anche in queste ore proprio parlando di Hormuz, proprio parlando della necessità di garantire libertà di navigazione. Ieri mi trovavo a Parigi con altri importanti leader europei collegati con circa 50 Paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali – quando sarà possibile, all’indomani della solidificazione di un cessato del fuoco, di una fine della conflittualità – si possa insieme lavorare proprio per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è, non lo devo ricordare, di estrema importanza non solamente per noi ma per molti Paesi al mondo, in un domino che parte dall’energia, petrolio, gas, arriva ai fertilizzanti e quindi può produrre anche una crisi di carattere alimentare.
È ovvio che questo oggi ci toglie tantissime energie e tantissime risorse. Non sono risorse e energie tolte all’interesse della nostra Nazione, sono le principali energie e risorse che dobbiamo oggi mettere in campo per difendere gli interessi della nostra Nazione, perché quello che il Presidente Bocca ricordava sull’energia chiaramente non è secondario. Penso si sia visto, Presidente, come da quando è scoppiata questa crisi ci siamo occupati, io mi sono personalmente occupata, recandomi prima in Algeria, recandomi poi nei Paesi del Golfo a garantire che questa Nazione non avesse contrazioni intanto nell’approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali, è la stessa cosa che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane. Il lavoro fatto per Hormuz ieri è ugualmente molto importante, il Consiglio europeo straordinario che si svolge alla fine della prossima settimana si occuperà ugualmente di queste materie, però sulla questione energetica ci siamo occupati del tema e in maniera strutturale, prima che scoppiasse il conflitto.
Perché l’Italia storicamente e indipendentemente da una situazione che chiaramente rischia di far esplodere i prezzi, un costo dell’energia che è superiore ai nostri partner europei e che limita un pezzo fondamentale della competitività italiana. Lo abbiamo fatto con un decreto che, appunto, era precedente al conflitto che si occupava di alcune cose importanti e strutturali e non solo, investiva 5 miliardi di euro per calmierare i prezzi, decreto che non ha prodotto grande entusiasmo nelle grandi società energetiche ma è stato accolto meglio dal mondo produttivo e che, strutturalmente, cercava di dare alcune risposte di medio e lungo termine, favorendo di fatto un disaccoppiamento dei prezzi dell’energia ma anche affrontando la questione dell’ETS e quindi di soluzioni europee che sono state immaginate per colpire le forme più inquinanti di energia e che arrivano a produrre dei meccanismi distorti per cui fanno aumentare il prezzo anche delle forme di energia meno inquinanti.
Stiamo conducendo una battaglia in Europa su questo, lo sanno tutti, siamo riusciti a mettere nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo le basi che servono a far approvare la norma sugli ETS del nostro decreto, che ha bisogno di un’autorizzazione europea. Lo dico per dire che sulla questione energetica, Presidente, sfondate una porta aperta perché siamo perfettamente consapevoli di quanto questa materia – che non è stata affrontata in modo strutturale nel passato – sia fondamentale per mettere le nostre aziende in condizione di competere ad armi pari.
Chiaramente noi affrontiamo la più difficile congiuntura degli ultimi anni, però penso che dobbiamo anche farlo con una consapevolezza: che noi, anche in questo contesto possiamo dimostrare, forse soprattutto in questo contesto, possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti. Perché la nostra storia parla per noi, noi è nelle fasi più complicate, per paradosso, che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi.
Questa è una Nazione molto particolare, quando le cose funzionano noi riusciamo sempre a trovare qualcosa di cui lamentarci, come se il benessere avesse sempre bisogno di essere messo alla prova, però quando poi non vanno più così bene allora noi smettiamo di lamentarci, cominciamo a resistere, poi a camminare, e alla fine sempre noi ci scopriamo a correre.
È la nostra cifra. Perché la verità è che noi siamo italiani e il punto è che accontentarci non fa parte del nostro DNA. E allora non fatelo, perché noi non lo faremo, perché io non lo farò. Questa Nazione può stupire, questa Nazione per certi versi sta stupendo, può farlo molto di più, può farlo ancora meglio, può farlo se ci lavoriamo insieme, se insieme siamo convinti che possiamo alzare l’asticella, che possiamo ancora inventare, che possiamo ancora stupire.
E se lavoriamo con questa mentalità – per questo il ringraziamento alla positività che faceva il Presidente Bocca, io direi all’”ambizione” – se ci riusciamo lavorando insieme, io penso che sempre insieme possiamo tagliare ancora molti traguardi, possiamo farlo anche nonostante la difficile congiuntura che stiamo attraversando.
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Siena, Contrada del Drago: 28/04 Assemblea Generale
Si comunica che il giorno martedì 28 aprile alle ore 21:15 in prima e alle ore 21:30 in seconda convocazione avrà luogo, presso i locali della Società di Camporegio in San Domenico, l’ASSEMBLEA GENERALE della Contrada.