Innovativo progetto in un istituto superiore.
I cani possono dare un aiuto anche nella prevenzione dell’abbandono scolastico. Proprio nei giorni scorsi si è concluso un innovativo progetto sperimentale all’Istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo di Firenze. Per il secondo anno conscutivo i cani della pet therapy sono entrati in classe, hanno incontrato gli studenti, si sono rapportati con loro per poi far valutare da un gruppo di esperti gli effetti sullo stress, l’umore, la percezione di sé nei ragazzi.
A lavorare con i ragazzi sono stati i cani dell’associazione Antropozoa onlus: Polpetta, Muffin, Galileo (cani che già operano da tempo nella complessità degli interventi assistiti in luoghi delicati come ospedali, centri per minori e servizi di salute mentale per minori) accompagnati dai loro operatori a due zampe hanno coinvolto gli studenti facendoli diventare conduttori degli animali, instaurando con loro un rapporto diretto che mette alla prova le proprie emozioni. Il progetto, al quale hanno partecipato 30 alunni, è stato fortemente voluto da preside dell’Istituto, il professor Ludovico Arte.
A conclusione del percorso, i ragazzi hanno trascorso, sabato 19 maggio, una giornata nella fattoria terapeutica di Antropozoa a Castelfranco di Sopra, nel Valdarno aretino. «Durante la giornata – spiega la dottoressa Francesca Mugnai, direttore scientifico dell’Associazione Antropozoa onlus – i ragazzi si sono impegnati in quelle che sono le ruotine del lavoro nella Fattoria: accudire gli animali, prendersi cura del loro benessere e costruire momenti ludici con le diverse specie presenti: asini cavalli e cani. L’obiettivo della giornata, a conclusione di un lungo percorso formativo di circa 8 mesi, ha permesso di vedere come sia fondamentale nella pet therapy avere un ambiente a misura di animale, dove gli stimoli siano tanti ma in cui è altrettanto necessario avere spazi di libertà e comunicazione. Questo ha permesso una riflessione sul lavoro fatto durante l’anno scolastico sull’importanza della cooperazione, che ha consentito a ognuno con la propria individualità di entrare a far parte di una comunità nuova come quella creata nel laboratorio di pet therapy, dove ragazzi di diverse età e classi si sono trovati insieme sperimentando la comunicazione con gli animali e tra loro».
Mugnai ha ricordato che «spesso i cani di Antropozoa sono entrati nelle aule scolastiche o in ambienti comunitari e familiari difficili per stimolare, incoraggiare, migliorare la percezione del sé, tirare fuori emozioni spesso trattenute. In questo caso invece i cani sono entrati in un ambiente scolastico senza particolari problematiche emerse con la finalità di “mettere in azione” le risorse emotive, culturali, individuali di cui sono portatori gli studenti della scuola superiore: attraverso la presenza di un cane si possono sentire più motivati e incoraggiati nelle loro capacità emotive, attivando così risorse interne tali da modificare la percezione di sé rispetto all’altro, aumentare la motivazione all’apprendimento, collaborare in maniera attiva col il gruppo e incrementare la capacità di riconoscimento della propria posizione emotiva in un preciso momento».
Fonte: La Nazione
