Palio di Castiglion Fiorentino, Rione Porta Romana: Due considerazioni sulla Gara Musici e Sbandieratori

Non ho mai fatto le Gare, non le farò mai, e del resto non ho mai preso in mano uno strumento e non so nemmeno quanto pesi l’asta di una bandiera.

Non esiste persona più esterna di me e, da esterno, vi tratteggio come se foste in una foto di gruppo, una foto del vostro bellissimo e controverso mondo del folklore.

Trentadue volti. Trentadue anime. E uno spirito solo. Il volto consapevole del veterano, che non conta neanche più le volte che è sceso in Piazza ma l’emozione è sempre quella della prima volta.
Il volto teso di chi la vive in famiglia, di chi ha la sorella o il fratello in Piazza, e i genitori più emozionati di loro, probabilmente.
Il volto sudato degli sbandieratori, e soprattutto del singolo e della coppia, pronti a calamitarsi addosso le paure, le emozioni, i desideri di un paese intero. Il volto grintoso delle chiarine e dei tamburi, estasiati all’idea di dare una colonna sonora allo show. Il volto sereno di Luisa, una vita dedicata alla Lupa e al folklore, mai un passo indietro.

Il volto dei giovani debuttanti, quest’anno quattro ne abbiamo, Andrea Gersa Francesca & Francesca, e quel magone allo stomaco, l’esplosione di adrenalina, la tensione di un esame elevata al cubo. Tutti però che vivono l’attesa con un comun denonimatore: l’orgoglio di esserci. “Fiero e orgoglioso” è il neo-gonfalone Andrea Altipiani, “anche se non è ruolo principale dell’esibizione” come dice lui, ma è comunque la “bandiera” della squadra, aggiungo io. “Un miscuglio di ansia, paura e orgoglio” per Gersa Aliaj, new entry femminile nel drappello sbandieratori che affianca la più veterana Giulia, “non c’è un momento della giornata che non pensi alle Gare, anche stanotte non ho chiuso occhio” ammette. E poi le due chiarine, le Fra&Fra, la Francesa Ghezzi cresciuta a San Lazzo e la Francesca Giovannini pallavolista di San Lazzo. “Ho provato tutti gli stati d’animo a Porta Romana, dal vincere al perdere, dal gioire per un gol della squadra di calcetto alla felicità di stringersi per cantare tutti insieme. Adesso, invece, fra i protagonisti ci sono anche io. E non immaginavo quanto ci potesse essere ‘dentro’ quei 20 minuti, quanti pianti emozioni arrabbiature fatiche… centinaia di ore di prove” dice la prima. “So per certo che la voglia di far bene supererà tutte le paure”.

Visti dall’esterno, siete l’incarnazione del rione, siete la “messa in opera” dei simboli che sventolano stanchi e talvolta scoloriti sulle nostre bandiere, siete San Michele e la Lupa, siete la loro salvaguardia, siete la dimostrazione vivente dei valori del Palio, siete la forza del paese, siete la nostra Nazionale del 2006.

Fonte : Lupa in Fabula, edizione Palio 2018

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