Esordio, alla festa, per il ministro Bonisoli, per l’erede di Jerace, per i pastori di Cascia e i jazzisti
La prima volta del ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, che per due giorni, tra sabato 25 e domenica 26, farà un tuffo tra musei, arte, costumi e maschere sarde della tradizione carnevalesca. La prima, e dopo tanti anni di sogni e progetti, di Francesca Jerace, pronipote e unica erede rimasta al mondo dell’artista e scultore della statua del Redentore, che dal 1901 è la signora incontrastata del monte Ortobene. La prima, anche per i pastori di Cascia che arrivano in Barbagia per ringraziare i sardi che li hanno aiutati nel post terremoto donando loro pecore e un grande abbraccio solidale. La prima, per alcuni dei 150 musicisti che popolano in questi giorni le vie del capoluogo per il trentesimo festival Nuoro jazz.
La prima volta anche per Nuoro che mostra orgogliosa, e non solo su uno striscione all’ingresso della città, il titolo di finalista al concorso di Capitale italiana della cultura. A pochi giorni dall’avvio della 118esima festa del Redentore, la nuova edizione della sagra si presenta al pubblico esibendo con soddisfazione il frutto di un lavoro di mesi e anni, fatto di politiche culturali, rapporti umani, tradizioni che non tramontano, sana amicizia tra i popoli, ma anche autentiche scommesse.
Sarà anche un Redentore di tante prime volte, dunque, viste le presenze d’esordio del ministro Bonisoli, della nipote di Vincenzo Jerace, di tanti musicisti che arrivano dal bacino del Mediterraneo. «Accoglieremo tutti a braccia aperte», hanno detto ieri mattina, presentando il programma della festa, il sindaco Andrea Soddu, l’assessore al Turismo, Valeria Romagna, e quello alla Cultura, Sebastian Cocco, affiancati da Marco Zoppi e Pasquale Mereu, rappresentanti del comitato tecnico della Fondazione di Sardegna che anche quest’anno finanzia e crede nel progetto Redentore e nei progetti culturali sui quali punta la città. Tant’è che con il Comune ha firmato un protocollo d’intesa triennale per sostenere diverse altre iniziative.
La presenza del ministro, in particolare, come ha spiegato il sindaco, «è una conseguenza e un riconoscimento della candidatura di Nuoro a Capitale italiana della cultura 2020, e del titolo di finalista. Il ministro sarà nostro ospite e assisterà non solo alla sfilata dei costumi, domenica 26, di mattina, ma tiene anche a essere presente alla sfilata delle maschere tradizionali, sabato 25». «La presenza del ministro – ha precisato l’assessore alla Cultura, Sebastian Cocco – sarà per noi anche l’occasione di consegnare un dossier con alcuni dei progetti e dei punti che chiediamo al ministero di sostenere per aiutarci a promuovere la cultura e chi la produce, qui in città. Sono parte dei progetti sui quali abbiamo puntato per Nuoro Capitale della cultura».
«Abbiamo preparato un calendario fitto di appuntamenti legati alla festa – spiega ancora il sindaco – un calendario che parte da queste ore, con le iniziative del festival jazz e arriva a settembre, con la Notte bianca, convegni, e tante iniziative di arte e cultura. Stiamo toccando con mano, già da questi giorni, una buona affluenza di visitatori in città e siamo sicuri che il trend continuerà anche nei prossimi giorni e settimane. Speriamo tutti, dunque, che da questi eventi ci sia anche un ritorno economico». «Dietro il programma della festa di quest’anno – aggiunge l’assessore Romagna – c’è il lavoro di tanti, a cominciare dai dipendenti comunali che per questo ringrazio di cuore. Così come ringrazio la fondazione di Sardegna, la Regione che hanno finanziato l’evento, l’Isre, e tutte le associazioni che hanno dato il loro contributo. Quest’anno abbiamo scelto lo slogan “Eredi e custodi” perché dobbiamo custodire la nostra grandissima eredità di cultura e tradizioni».
Fonte: http://www.lanuovasardegna.it
