In questo post vi parlo della storia paliesca della famiglia Alessandri e precisamente di:
- Eletto Alessandri detto “Bazza”
- Massimo Alessandri detto “Bazzino”
Eletto Alessandri detto “Bazza”
Nato a Cinigiano (GR) il 27 febbraio 1927
Morto a Castel del Piano (GR) il 2 agosto 2003
Padre di Bazzino (Massimo Alessandri)
* Non corse per un infortunio occorsogli alla mossa.1 Palio straordinario.
La fama di Bazza (così soprannominato per il mento sporgente; in toscano “bazza” significa appunto mento) si lega al Palio di Siena, manifestazione nella quale il fantino maremmano ha raccolto ben 6 vittorie su 36 partecipazioni.
L’esordio in Piazza del Campo avviene nell’immediato dopoguerra, il 16 agosto 1947, quando il Drago lo chiama a montare la cavalla Noce. Nonostante una buona partenza, la corsa di Bazza non sarà ricordata come una delle migliori: nella carriera pensa per lo più ad ostacolare, riuscendoci, il Nicchio favorito, per poi cadere al secondo Casato.
Due anni dopo Bazza torna a Siena: nel Palio del 2 luglio 1949 monta Lirio con il giubbetto della Chiocciola. I pronostici sono tutti contro la contrada di San Marco: Lirio è da molti considerato una “brenna” (espressione che in gergo senese indica un cavallo di scarse qualità), mentre la nemica Tartuca ha affidato il forte Piero al grande fantino Ciancone. Dopo una mossa che premia Selva e Valdimontone, si fanno luce proprio la Chiocciola e la Tartuca, insieme con il Bruco. Il sorprendente Lirio fa l’andatura e Bazza può tener dietro i rivali a colpi di nerbate. Al terzo San Martino la svolta: Tartuca e Bruco, alla disperata ricerca di una rimonta, si urtano e finiscono ambedue sul tufo. Per Bazza è un gioco da ragazzi concludere vittorioso, regalando agli increduli chiocciolini un successo insperato.
I periodi a seguire sono difficili per Bazza: gli anni cinquanta, durante i quali corre per lo più per Drago, Civetta e Chiocciola, il fantino maremmano non vince mai. Ma Bazza non demorde e gli anni sessanta saranno di tutt’altra musica. È in occasione del palio del 16 agosto 1965 che Alessandri viene chiamato a montare Arianna dalla Selva. Le ambizioni di successo della contrada di Vallepiatta, in quegli anni plurivittoriosa, sono frenate dalle due grandi favorite, l’Oca con l’emergente Aceto su Danubio e la Lupa con Tristezza su Selvaggia. Quando però il mossiere Wilson Pesciatini cala i canapi, avviene l’imprevisto: Aceto cade, mentre la Lupa è colta di sorpresa e parte in netto ritardo. Bazza invece compie un’ottima partenza: partito terzo, dietro a Giraffa e Montone, supera le battistrada al primo San Martino e non molla più il comando.
L’anno dopo, a luglio, Bazza torna nel Drago. Il soggetto da montare, l’ottima Topolona, lascia ben sperare per la carriera. Per la verità la partenza del Drago non è delle migliori, ma la fortuna è dalla parte di Bazza: ingabbiato nelle retrovie, si trova improvvisamente tra i primi quando, al primo Casato, una caduta generale fa fuori ben 5 contrade. Giraffa, Selva e Drago restano così a contendersi il cencio. Bazza gioca d’astuzia e resta dietro alle avversarie in attesa del momento propizio per passare. Al terzo e ultimo San Martino la svolta: Falco, il barbero Giraffino, non gira, mentre quello selvaiolo, Beatrice, è sfinito e si ritrova in testa solo per un attimo. Bazza e Topolona sono infatti lesti a passare e per il fantino maremmano è il secondo successo consecutivo, il terzo in totale.
Ad agosto il Drago riceve in sorte Arianna e, puntando deciso al cappotto, chiama nuovamente Bazza. In uno dei palii più turbolenti del novecento, il Drago subisce però un brutto scherzo dalla sorte: Bazza infatti si infortuna durante le fasi della mossa e deve ritirarsi.
Bazza si rifà però già l’anno seguente. Il 16 agosto 1967 torna alla Selva e monta la quasi omonima cavalla Selvaggia. Nettamente favorito per quella carriera è il Bruco, con il grande Ciancone su Arianna. Aiutato anche dal mossiere Jago Fuligni (che cala i canapi quando l’Aquila, di rincorsa, è ancora fuori di diversi centimetri), Ciancone parte fulmineamente e spinge alla grande Arianna. Sembra fatta per il Bruco, ma la stremata Arianna non riesce a girare all’ultimo San Martino: per Bazza, che segue a ruota, è facile prendere la testa, vincendo così il suo quarto palio.
La quinta affermazione per il fantino maremmano giunge tre anni dopo, quando veste il giubbetto della Giraffa. Il cavallo da montare è uno dei più grandi di sempre, Topolone, che pur non giovanissimo (16 anni), ha ancora qualcosa da mostrare alla Piazza. Altra favorita è l’Oca, con Aceto su Sambrina (vincitrice l’anno prima per l’Onda), che parte di rincorsa. Probabilmente alcuni fantini vendutisi all’Oca cercano di lasciare un buono spazio per l’ingresso di Aceto, provocando così lo “schiacciamento” verso i canapi di quasi tutte le contrade. Solo Drago e Giraffa partono bene, ma Bazza viene già superato a San Martino dalla Torre. Al secondo San Martino prende il comando la Selva, mentre il Drago, la cui cavalla Gabria è sfinita, non riesce nemmeno a girare. Bazza spinge Topolone e, superata la Torre, si lancia all’inseguimento della Selva. Il sorpasso ha luogo al secondo Casato: a quel punto Bazza e Topolone mantengono saldamente la prima posizione, regalando il successo alla Giraffa.
Ad agosto dell’anno seguente Bazza torna alla Giraffa, montando l’ottimo Orbello, con cui ha già corso senza successo il palio di luglio per il Montone. Favorita è la Torre, che può contare sulla forza di Topolone, montato da Canapino. Ma all’ingresso della Chiocciola di rincorsa, il binomio di Salicotto impatta sul canape, favorendo così l’allungo di Tartuca, Leocorno e Giraffa. Le tre contrade restano a condurre la gara per tutti i primi due giri, con la Tartuca di Rondone su Musella che pare imprendibile. All’ultimo Casato però la Tartuca, complice la stanchezza di Musella, rallenta notevolmente. Leocorno e Giraffa tentano di approfittarne, e sul filo di lana la spunta proprio la contrada di Provenzano, che vince il terzo palio su 5 disputati dal 1967. Per Bazza è la sesta vittoria, ma sarà anche l’ultima della sua carriera.
Nel 1973, al palio di luglio, si verifica un episodio curioso. Il figlio di Bazza, Massimo Alessandri, esordisce al Palio. Subito soprannominato “Bazzino”, in chiaro riferimento al padre, Massimo corre proprio contro il padre Eletto: è la prima volta nel XX secolo che padre e figlio si affrontano nel Palio di Siena. Mentre la corsa di Bazzino non è delle migliori, Bazza compie un’ottima carriera, venendo però beffato a un soffio dal traguardo. Nel Drago su Mirabella, Bazza scatta terzo alle spalle di Bruco e Nicchio e tallonato dalla Lupa. Al secondo San Martino le due battistrada cadono a causa del reciproco ostacolo, lasciando via libera a Drago e Lupa. Bazza spinge alla grande Mirabella, ma Tristezza, fantino della Lupa, non molla di un centimetro, grazie alla potenza del proprio soggetto Panezio (il cavallo più vittorioso del XX secolo, con 8 successi, insieme al campione degli anni trenta e ’40 Folco). All’ultimo Casato il desiderio di vittoria della Lupa, all’epoca nonna del Palio, si concretizza in un sorpasso che ha un sapore amaro per Bazza.
Nel frattempo il “duello padre-figlio” continua: il 2 luglio 1974 Bazza corre di nuovo per la Giraffa e gode dei favori del pronostico, potendo montare proprio Panezio; il figlio Bazzino invece veste ancora il giubbetto del Montone, montando Pancho. La partenza di Bazza è ottima: terzo dietro a Bruco e Torre, il fantino maremmano pare poter riuscire nel sorpasso, quando al primo Casato una caduta generale lo estromette dai giochi. La carriera riserva comunque una soddisfazione per Bazza, che vede vincere il figlio: Bazzino infatti, riuscito a mantenersi a ridosso dell’Oca di Aceto, supera il blasonato rivale al terzo e ultimo Casato e vince il suo primo palio.
I due fantini correranno nuovamente l’uno contro l’altro in altri 2 palii: il 16 agosto 1974 (Bazza nella Giraffa e Bazzino ancora nel Montone) e il 17 agosto 1975 (Bazza nell’Aquila e Bazzino nella Torre). Quest’ultimo è il palio dell’addio di Bazza, che conclude la sua gloriosa carriera di fantino di Piazza del Campo.
Le cadute di “Bazza” durante il Palio
| BAZZA | 16.8.1947 | Drago | 2° Casato | (Noce) |
| BAZZA | 2.7.1958 | Drago | 3° S.Martino | (Serenata) |
| BAZZA | 2.7.1965 | Drago | Mossa | (Arianna) |
| BAZZA | 16.8.1968 | Torre | 3° S.Martino | (Sambrina) |
| BAZZA | 16.8.1972 | Drago | 2° Casato | (Satiro) |
| BAZZA | 2.7.1974 | Leocorno | 1° Casato | (Panezio) |
| BAZZA | 2.7.1975 | Aquila | 2° S.Martino | (Pitagora) |
Massimo Alessandri detto “Bazzino”
Nato a Arcidosso (GR) l’8 dicembre 1954
Figlio di Bazza (Eletto Alessandri)
| 1. | 2 luglio 1973 | VALDIMONTONE | Quartetta | ||
| 2. | 2 luglio 1974 | VALDIMONTONE | Pancho | ![]() |
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| 3. | 16 agosto 1974 | VALDIMONTONE | Rucola | ||
| 4. | 17 agosto 1975 | TORRE | Rossana | ||
| 5. | 2 luglio 1976 | GIRAFFA | Rucola | ||
| 6. | 16 agosto 1977 | TORRE | Manon | ||
| 7. | 3 luglio 1978 | PANTERA | Tessera | ||
| 8. | 7 settembre 1980 1 | LUPA | Ascaro de Torralba | ||
| 9. | 16 agosto 1981 | LUPA | Taura | ||
| 10. | 16 agosto 1982 | CHIOCCIOLA | Panezio | ![]() |
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| 11. | 3 luglio 1983 | CHIOCCIOLA | Chicco de Ureco | ||
| 12. | 16 agosto 1983 | CHIOCCIOLA | Balente de su Sassu | ||
| 13. | 2 luglio 1984 | NICCHIO | Tom | ||
| 14. | 16 agosto 1984 | SELVA | Ascaro de Torralba | ||
| 15. | 2 luglio 1985 | TORRE | Bagnolo | ||
| 16. | 16 agosto 1985 | CHIOCCIOLA | Cuana | ||
| 17. | 2 luglio 1986 | CHIOCCIOLA | Vipera | ||
| 18. | 16 agosto 1986 | AQUILA | Orion | ||
| 19. | 2 luglio 1987 | OCA | Tulipano | ||
| 20. | 16 agosto 1987 | ONDA | Pippo Pippo | ||
| 21. | 2 luglio 1989 | SELVA | Emy | ||
| 22. | 2 luglio 1990 | LEOCORNO | Fabiola | ||
| 23. | 3 luglio 1991 | VALDIMONTONE | Etrusco | ||
| 24. | 16 agosto 1991 | SELVA | Imperatore | ||
| 25. | 16 agosto 1992 | VALDIMONTONE | Etrusco | ||
| 26. | 2 luglio 1993 | CIVETTA | Oriolu de Zamaglia |
1 Palio straordinario.

L’esordio nella rassegna senese avviene proprio quando il genitore sta per chiudere la propria carriera, ma è comunque ancora nel giro dei fantini del Palio. In occasione della carriera del 2 luglio 1973 Bazzino veste il giubbetto del Montone montando la cavalla Quartetta. Il padre corre invece per il Drago sulla forte Mirabella ed è tra i favoriti per la vittoria finale. Complice il non eccelso livello della propria cavalla, Bazzino resta sempre nelle retrovie, mentre il padre Bazza sfiora la vittoria, venendo beffato in dirittura d’arrivo dalla Lupa con Tristezza sul grande Panezio.
Rimasta tuttavia impressionata dalla bravura del giovane fantino, la dirigenza del Montone conferma Bazzino per la carriera di Provenzano dell’anno seguente. Il Montone non nutre grandi aspettative di vittoria, avendo ricevuto in sorte il cavallo Pancho, sulla carta non tra i migliori del lotto. Il padre Bazza corre invece per il Leocorno su Panezio ed è il grande favorito, insieme al Bruco con Rondone su Orbello: le due contrade sono anche quelle che non vincono da più tempo ed è chiaro che abbiano speso molti soldi nei partiti per assicurarsi il successo. La corsa prende perಠun esito imprevisto: Bruco e Leocorno, partite in testa assieme alla Torre, cadono al primo Casato, compromettendo così la propria gara. L’Oca con il grande Aceto su Tatiana prende subito la testa, ma immediatamente, tra lo stupore della Piazza, si fa luce il Montone. Bazzino tallona Aceto, cercando il momento giusto per superarlo. L’Oca pare resistere, ma all’ultimo Casato il Montone trova il varco giusto, e con una coraggiosa traiettoria interna Bazzino coglie il primo successo.
Il “duello” padre-figlio si rinnova nei due successivi Palii dell’Assunta. Poi, dopo la carriera del 17 agosto 1975, Bazza si ritira definitivamente dal panorama paliesco. Bazzino tuttavia non riesce più a tornare alla vittoria, complice sicuramente lo scarso valore dei cavalli ricevuti in sorte dalle contrade che lo chiamano (Torre, Giraffa, Pantera e Lupa).
Un sussulto avviene il 16 agosto 1982, quando Bazzino viene chiamato dalla Chiocciola, grande favorita con Panezio. L’avversaria più temibile è la Pantera con Aceto sul veloce Benito, ma il fantino sardo commette una grave ingenuitàƒà‚ alla mossa, facendosi trovare impreparato e restando fermo. La rivale più ostica si rivela il Montone, che con Il Pesse (che ha vinto all’esordio a luglio proprio coi colori della contrada dei Servi) su Arlem punta deciso al cappotto. Montone e Chiocciola si danno battaglia fin dalla mossa. Il Montone scatta in testa, ma a San Martino la Chiocciola, sfruttando la potenza di Panezio, prende la testa della corsa. Le due contrade restano vicinissime e in quest’ordine fino all’ultimo Casato. Qui Panezio pare sfinito e il sorpasso del Montone inevitabile: sennonchà©, con un ultimo sforzo, Bazzino spinge Panezio fino al bandierino prima dell’inseguitrice, cogliendo la seconda vittoria.
Tuttavia, dopo il successo del 1982, Bazzino non vincerà più il Palio. Complici gli anni d’oro di Aceto e l’affermazione di altri grandi protagonisti del Palio (Il Pesse, Cianchino e Bastiano su tutti), Bazzino, nonostante le sue indubbie grandi doti di fantino, non riesce ad emulare il blasone del padre Bazza.
Con una caduta si conclude l’ultima carriera di Bazzino, il 2 luglio 1993 con la Civetta su Oriolu de Zamaglia.
Le cadute di “Bazzino ” durante il Palio
| BAZZINO | 16.8.1974 | Valdimontone | 1° S.Martino | (Rucola) |
| BAZZINO | 2.7.1976 | Giraffa | 2° S.Martino | (Rucola) |
| BAZZINO | 16.8.1981 | Lupa | 2° Casato | (Taura) |
| BAZZINO | 2.7.1984 | Nicchio | 1° S.Martino | (Tom) |
| BAZZINO | 16.8.1984 | Selva | 1° Casato | (Ascaro de Torralba) |
| BAZZINO | 2.7.1985 | Torre | 2° S.Martino | (Bagnolo) |
| BAZZINO | 2.7.1987 | Oca | 1° S.Martino | (Tulipano di Arlem) |
| BAZZINO | 3.7.1991 | Valdimontone | 1° S.Martino | (Etrusco) |
| BAZZINO | 3.7.1993 | Civetta | 1° S.Martino | (Oriolo de Zamaglia) |
Fonte: https://www.ilpalio.org/




