“In questi due giorni in cui ho letto tutto ed il contrario di tutto sugli accadimenti occorsi durante il Palio straordinario di sabato, ho pensato molto se intervenire o meno sul punto.
Inizialmente mi sono detto che era meglio fare come faccio solitamente, cercando di evitare futili discussioni sui social, ritenendo inutile il confronto con chi non ha voglia di capire e pone un rifiuto aprioristico rispetto a determinati argomenti.
Ma poi non ce l’ho fatta più, perchè mi sono sentito toccato nel profondo dell’anima, in quella che è la mia passione più viscerale.
Spiegare che cosa è il Palio a chi non lo vive è impresa impossibile, mentre a chi condivide la fortuna che ho io di poter essere nato in contrada (seppur non a Siena) non c’è proprio niente da spiegare: per capirsi alla perfezione basta uno sguardo, un cenno d’intesa, gli occhi pieni di lacrime (siano essedi gioia o di disperazione), un abbraccio che più profondo non si puó, un sentimento fortissimo che unisce persone estremamente diverse tra loro.
Sì perchè il Palio è vita (e non è retorica, lo è davvero), quindi, alla prima categoria di soggetti sovracitati (coloro che non vivono il Palio) dó un consiglio: documentatevi, informatevi, andate voi stessi a vedere con i vostri occhi e vi renderete conto che in nessun altro posto come nelle contrade c’è un amore viscerale, profondo e sincero per i cavalli.
Non credo che altrove vediate questi stupendi animali coccolati, curati ed amati così come lo sono all’interno delle stalle di contrada. E sono più che sicuro che in nessun altro angolo della terra vedrete persone piangere mentre i cavalli, protagonisti assoluti della Festa, vengono benedetti prima didifendere i colori della propria contrada, perchè altrove nessun uomo ha un legame così forte e vero con i cavalli.
Dopo, solo dopo, aver fatto questa – che vi assicuro sarà anche per voi una bellissima esperienza – potete parlare, ma prima no: non è giusto che chi non sa spari sentenze prive di alcun fondamento.
Fino ad allora portate rispetto!”
