📣 Il tema fideiussioni è molto delicato, provo a fare un po’ di chiarezza. O la norma per punire chi gioca senza fideiussione c’è e bisogna applicarla (articolo 8 comma 4 CGS); oppure non c’è, ma bisognava coniarla due anni fa! Delle due osservazioni, solo una può essere valida.
Il punto è che da due anni la FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcioporta avanti (incomprensibilmente) la tesi che non esista la norma ad hoc per punire chi si iscrive regolarmente ma rimane senza garanzia strada facendo. Mi sorge spontanea una domanda. Se così è, perché nessuno di chi era alla guida della FIGC ci ha messo mano in questi due anni?
Proprio per questo oltre un mese fa ho scritto in federazione a nome di Rimini, Viterbese, Pisa e Imolese invitando la Federcalcio a provvedere. Attendo una risposta dal prossimo Consiglio Federale dato che già in quello del 18 gennaio scorso il tema non era stato trattato pur essendo già stata recapitata la mia missiva.
Tecnicamente la soluzione non è semplice poiché un eventuale provvedimento d’urgenza di esclusione dal campionato dovrebbe esser ben pensato e articolato in corso di stagione e ovviamente inciderebbe sulla competizione. Una norma non può che disporre per il futuro, la violazione dei club in questo caso è di settembre scorso. Agire non è semplice. Io continuo a pensare che la norma sia quella che ha individuato la Corte Federale d’Appello nel giudicare il caso Vibonese/Messina (l’omessa sostituzione della fideiussione costituirebbe un illecito ex art. 8 comma 4 CGS FIGC con conseguente applicazione di una delle sanzioni previste dall’art. 18 primo comma lettere g), h), i) e l) tra cui vi è la retrocessione all’ultimo posto nella graduatoria del campionato). Se quel principio giurisprudenziale fosse stato applicato, oggi non avremmo avuto i problemi che sono sotto gli occhi di tutti perché, come nel caso del Messina, le società inadempienti sarebbero state retrocesse all’ultimo posto in graduatoria con penalizzazione e la competizione sarebbe stata salvaguardata.
Credo che le scelte processuali e politiche fatte in passato dalla FIGC abbiano generato un altro cortocircuito normativo che oggi è molto complicato disinnescare. La Vibonese continua ad essere un caso, sono convinto che la giustizia in alcuni casi sia lenta ma inesorabile. Sono i fatti che fotografano la realtà che oggi è sul tavolo del TAR Lazio che non potrà che valutare con attenzione lo status quo e decidere se è meglio generare altra confusione o applicare una norma già esistente.
