“AEROPORTO DI #AMPUGNANO: ci risiamo!
Attenuata l’emergenza Covid-19 si riaccendono i motori della propaganda elettorale per le prossime regionali e si risvegliano anche gli appetiti intorno all’aeroporto di Ampugnano, che secondo il candidato del centrosinistra sarebbe uno scalo strategico per la Toscana meridionale, con un futuro dal punto di vista industriale, turistico e infrastrutturale. Si parla già di modello gestionale dello scalo: “Si partirebbe con una società mista, per poi far gestire tutto ai privati”. Insomma la Regione ci metterà i soldi per far partire il progetto e far fare i profitti ai privati, senza tenere in considerazione i danni all’ambiente e alla salute dei cittadini e il fatto che i tentativi di far partire aeroporti minori in Italia sono finiti miseramente in mezzo ai debiti.
Gli esempi, i dati, ma anche semplicemente il buon senso, consentono di contestare fermamente tale posizione che, come già evidenziato in occasione delle lotte contro l’ampliamento dell’aeroporto nel 2007, rappresenta interessi speculativi disancorati dalle esigenze del nostro territorio e da un modello di sviluppo sostenibile alternativo che, ora più che mai, è necessario promuovere. L’immaginario elementare di crescita illimitata in una società che ha esaurito le risorse naturali disponibili e con un eccesso di offerta di beni e servizi, è oramai superato dagli eventi e dalla crisi ambientale ed economica che stiamo vivendo. Un aeroporto pensato come volano per l’economia locale e panacea dei ritardi infrastrutturali del territorio rappresenta proprio l’emblema di un modello di sviluppo dannoso, che genera benefici economici per pochi, a fronte di impatti ambientali e sociali per la collettività non sostenibili. Impatti che andrebbero molto al di là del territorio su cui insiste la pista, paragonabili a quelli di una vasta area industriale, con cementificazione, massicce emissioni di inquinanti in atmosfera e dispersione di pericolosi liquami tossici e conseguente inquinamento delle reti idriche, della falda acquifera e distruzione di interi ecosistemi, inclusi gli agro ecosistemi, e naturalmente danni alla salute.
Il nostro territorio ha bisogno invece un indirizzo opposto: bisogna tutelarne le risorse, che sono prevalentemente di carattere ambientale, paesaggistico e culturale. La nostra provincia è ricca di aree, come quella che circonda Ampugnano, in cui l’attività umana si è mantenuta a livelli che hanno permesso la conservazione di un numero di specie e di habitat fra i più elevati d’Italia e dichiarati di interesse comunitario. Si tratta di risorse che, oltre alla fondamentale importanza per la mitigazione dell’impatto delle attività umane causa di cambiamenti climatici e di perdita della biodiversità, insieme ai beni culturali sono il vero motore dell’economia locale e la fonte primaria di ricchezza per questa terra.
Consapevoli che ogni azione umana sull’ambiente e sulle risorse debba essere valutata non solo per i suoi effetti locali e immediati ma anche per quelli di lungo periodo, ribadiamo che i veri investimenti dovrebbero essere effettuati nei collegamenti ferroviari, rimasti invariati da decenni, con tratte a binario singolo e littorine a gasolio che impiegano tempi biblici per raggiungere Firenze, Chiusi o Grosseto, e in generale nella gestione integrata del territorio che consenta forme diversificate di turismo sostenibile e di produzioni agricole di qualità.”
