𝑺𝑰𝑬𝑵𝑨 𝑫𝑰 𝑺𝑨𝑵𝑻𝑰 🔵
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𝘓𝘶𝘯𝘨𝘰 𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘦 𝘦 𝘪 𝘷𝘪𝘤𝘰𝘭𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘴𝘤𝘶𝘳𝘪
𝘊𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘢 𝘢𝘭 𝘳𝘶𝘭𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘢𝘮𝘣𝘶𝘳𝘪
Inutile girarci intorno, a chiunque uno chieda la mancanza più sentita è sempre la stessa. Che tu sia Capitano o Priore, Economo o Barbaresco, che tu sia un CS (contradaiolo semplice) come tutti gli altri, la mancanza continua ad essere la stessa. I giorni passano, le settimane si susseguono e infine i mesi scandiscono il ritorno a quell’estate che anche quest’anno non sarà la stessa. Mancano i tamburi, mancano i canti. Manca la città.
𝘘𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘢𝘻𝘻𝘶𝘳𝘳𝘰 𝘷𝘰𝘭𝘢𝘯 𝘭𝘦 𝘣𝘢𝘯𝘥𝘪𝘦𝘳𝘦
𝘍𝘪𝘯𝘰 𝘢 𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘰𝘤𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘢𝘮𝘱𝘢𝘯𝘰𝘯𝘦
E così, nel giorno del Capodanno Senese le bandiere hanno sventolato fiere al vento, aggrappate ai palazzi e alle strade, arroccate negli angoli delle vie a salutare quel popolo che aspetta latente e sognante di poterle riabbracciare. E così anche il suono stonato del tamburo di un bambino rallegra i cuori e attira la mente, che riconosce il suono pur distorto di una quotidianità perduta, di una normalità assente.
𝘙𝘪𝘯𝘢𝘴𝘤𝘦 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘪𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘢 𝘚𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦
𝘙𝘪𝘯𝘢𝘴𝘤𝘦 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘭𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀…
E quando il 25 marzo il canto delle chiarine ha invaso Piazza del Campo c’è chi è corso per il Casato, chi è schizzato giù dalla Costarella e chi è entrato dal Chiasso Largo col cuore in gola. Certo – chi non sapeva del Capodanno? Ma non importa, non importa sapere che stia succedendo, perché la mente è fragile e il cuore ha bisogno di pulsare, e gli occhi si sono alzati alla ricerca di quella trifora che fosse aperta. Ma che era chiusa.
𝘝𝘦𝘳𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘶𝘵𝘵𝘢𝘳𝘭𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘤𝘢𝘭𝘦
𝘊𝘩𝘪 𝘨𝘰𝘥𝘦 𝘚𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘦 𝘱𝘰𝘪 𝘯𝘦 𝘥𝘪𝘤𝘦 𝘮𝘢𝘭𝘦
E forse ben poco galantemente il pensiero di poter prendere questo maledetto virus e defenestrarlo come il governo del 1371 è balenato in testa a molti di quelli che con il cuore in gola e senza fiato hanno abbassato lo sguardo. Diciassette bandiere e nessuna chiarina affacciata alla trifora ad annunciare chi scenderà in campo. Ma il suono distorto di un piccolo tamburo che con la speranza di un bambino dice: io non mi arrendo.
