Siiena: Interrogazione del gruppo PD sulla violenza di genere in materia di autonomia abitativa

A seguito dell’approvazione all’unanimità della mozione sulla violenza di genere dello scorso 19 marzo, il gruppo Pd: Alessandro Masi, Giulia Periccioli, Luca Micheli e Bruno Valentini ha presentato un’interrogazione sull’applicazione di tale atto e, in particolare, sull’adeguamento del regolamento ERP del Comune al limite regionale del 40% per destinare abitazioni a finalità sociali. <<Un approccio pratico alla delicata problematica condiviso nella passata seduta consiliare e che ha portato alla votazione del testo nel quale – ha ricordato Alessandro Masi – veniva proposta in aiuto alle donne e ai loro figli usciti dalle case rifugio presso i Centri Antiviolenza, la possibilità di avvalersi anche della percentuale del patrimonio abitativo ERP che la legge regionale fissa sino al 40% per finalità sociali. Una percentuale – ha continuato Masi – che, però, è stata rivista al ribasso con il nuovo regolamento ERP approvato dal Comune nel 2019 che fissa al 30% l’assegnazione per emergenza abitativa, al 20% per utilizzo provvisorio e al 10% per disagio psico-fisico sempre l’utilizzo provvisorio. Un ricalcolo che, come sottolineato in quell’occasione dal gruppo PD, non teneva conto dello spirito di flessibilità della nuova normativa regionale nei confronti di una dinamica sociale con fragilità in rapida evoluzione>>. Il consigliere, nel ribadire <<l’apprezzamento della proposta contenuta nella mozione in oggetto venuta dalla Maggioranza>>, ha concluso chiedendo di sapere se <<è già in corso la redazione dello schema di adeguamento del Regolamento ERP dell’Ente al limite regionale del 40% per abitazioni a finalità sociale, anche per garantire in questo modo l’autonomia abitativa nei percorsi di recupero e prevenzione di fatti di violenza di genere>>. Ed infine <<in quale data tale modifica verrà nuovamente sottoposta al Consiglio secondo l’impegno votato all’unanimità lo scorso 19 marzo>>. Nel rispondere a quanto richiesto dal gruppo consiliare PD, l’assessore ai Servizi Sociali Francesca Appolloni ha ricordato che <<fermo restando che la problematica delle donne che hanno subito violenza di genere è all’attenzione della maggioranza, tanto da essere stata oggetto di specifica mozione, stiamo valutando le modalità più opportune per affrontarla>>. Per quanto riguarda, l’opzione operativa di un aumento della quota delle case di edilizia residenziale pubblica (ERP) riservate all’emergenza abitativa per l’utilizzo autorizzato, Appolloni ha dichiarato che <<dall’attuale 30% previsto dal regolamento comunale al 40% consentito per legge, percentuale da detrarsi al numero annuale di appartamenti destinati alla graduatoria ordinaria per l’assegnazione ERP, quest’ultima deve essere armonizzata e ponderata alla luce di altre esigenze parimenti degne di tutela e di scelte politico-amministrative a suo tempo effettuate>>. Ricordato che il nuovo Regolamento approvato nel 2019 assegna <<annualmente alloggi ERP a nuclei familiari in emergenza abitativa per utilizzo autorizzato al fine di non penalizzare eccessivamente i concorrenti in graduatoria per l’assegnazione a seguito di bando di concorso che avrebbero meno case a disposizione e si trovano in lista di attesa da anni e quindi hanno legittime aspettative. Ma anche per evitare la situazione createsi nella vigenza della normativa anteriore alla LRT 2 del 2019 che aveva determinato, nel tempo, un numero enorme di assegnazioni temporanee per un massimo di tre anni (circa 200 alloggi) causando enormi problematiche per l’Amministrazione Comunale, sia dal punto di vista gestionale sia sociale. Un’ingente quantità di decadenze e sfratti che si sarebbero dovuti attuare per regolarizzare la situazione risoltasi poi con una sanatoria legislativa grazie all’entrata in vigore della Legge Regionale 41 del 2015>>. Ha poi specificato che <<sempre la normativa regionale 2 del 2019 detta all’art. 14 comma 2 in maniera tassativa quali siano le categorie di soggetti destinatari degli alloggi ad utilizzo autorizzato e solo al comma 6 prevede una fattispecie (casi sociali) nella quale potrebbe essere ricondotta l’ipotesi in esame. Inoltre la suddetta legge e il regolamento comunale attuativo stabiliscono dei requisiti specifici ed inderogabili per l’accesso alla tipologia di alloggi in questione, che potrebbero non collimare con quelli posseduti dalla categoria di utenti che si intende tutelare>>. <<Alla luce di quanto espresso – ha concluso l’assessore – appare più opportuno optare, per risolvere le problematiche delle donne che hanno subito violenza di genere, mettere a loro disposizione una tipologia di alloggio sociale che non sia vincolata alle stringenti e rigide regole che connotano la normativa degli alloggi ERP>>. Informando poi l’aula che <<è aperto un tavolo di lavoro convocato dall’assessore regionale alla casa che coinvolge gli assessorati dei comuni capoluogo di provincia che ha tra gli obiettivi di proporre modifiche alla normativa regionale vigente e che, in detta sede, potrà essere analizzata ed affrontata la problematica oggetto di interrogazione>>. <<Non posso che dichiararmi insoddisfatto>>, ha replicato Masi <<soprattutto dopo che il Consiglio Comunale si era espresso all’unanimità, lo scorso 19 marzo, sulla mozione presentata dalla stessa maggioranza>>. Evidenziando come <<l’argomento, per l’importanza che riveste, necessiti di risposte certe e dirette, come poteva essere fatto tramite il bando ASP o la casa di Montalbuccio, e non astratte come è accaduto adesso. Il contrasto alla violenza di genere merita fatti e azioni concrete, non annunci>>.

Ufficio Stampa Comune di Siena

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