Siena: Marrochesi Marzi sulla vicenda Monte dei Paschi

Le vicende di MPS si tingono di colori ogni giorno sempre più foschi, addirittura lugubri per la banca più antica del mondo.
Dalla candidatura di Enrico Letta – che, ricordiamolo, è candidato alle suppletive ma nel nostro Territorio è prima di tutto un ospite – si è susseguita una serie di eventi che non lasciano dubbi.
Inizia la Fondazione MPS che, presieduta da Carlo Rossi, ha chiuso un potenziale contenzioso da 3,8 miliardi di euro per pochi spiccioli aprendo di fatto il percorso di svendita della banca.
È seguita l’apertura della data room da parte del Tesoro con l’annuncio di Unicredit interessata agli sportelli del nord-est ma senza i crediti deteriorati e gli sportelli del sud destinati a confluire in una nuova banca del meridione, con il Tesoro comunque chiamato ad una preventiva ricapitalizzazione di MPS e a scaricare sull’erario i costi della bad bank.
L’esito di tutto questo è lo spezzatino e si sta avverando.
Ora apprendiamo dalla stampa che neppure il marchio storico di MPS, simbolo della nostra storia, potrebbe avere un ruolo perché non interessa al Tesoro né che identifichi un ramo di azienda “regionale” o “funzionale” di Unicredit, né che sia la dote di una piccola banca territoriale.
Sappiamo che il disastro di oggi è anche conseguenza delle vecchie scelte di MPS e delle relative motivazioni soprattutto di partito: Banca 121, Antonveneta e i sindaci del PD e il PD di ieri.
Mentre il PD di oggi – per il tramite dell’ospite Letta – vuole farci credere che non è stata colpa loro.
Vogliono farci credere che non saranno colpa loro i 1.500-2.000 esuberi (dei 6.000-7.000 complessivi) che incideranno sul nostro Territorio, che non saranno colpa loro l’impoverimento sociale e il degrado economico del nostro Territorio, che non saranno colpa loro i danni al commercio, alle professioni e all’occupazione, al turismo, all’agricoltura e alla qualità della vita dei Senesi.
I Senesi hanno una grande occasione di interrompere questo rave party sulla loro pelle con un voto di netto cambiamento alle suppletive del 3 e 4 ottobre prossimi.

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