A seguito della delibera di Giunta n. 386 dello scorso 30 settembre tesa a “supportare le famiglie con figli nella fascia di età 3-6 anni, organizzando attività ludico-ricreative e di animazione al termine dell’orario scolastico, quale misura di sostegno in un’ottica di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, Alessandro Masi (Pd) ha interrogato il Sindaco per informazioni in merito. Nello specifico il consigliere nella sua illustrazione ha ricordato che: <<tale progetto, offerto a titolo gratuito, riguarda la scuola ‘M. Meoni’ per un massimo di 20 bambini al dì per 5 giorni settimanali, dal 6 ottobre al 23 dicembre 2021. E che il servizio, a carattere sperimentale è affidato in gestione ad un soggetto terzo specializzato nel settore e individuato dalla direzione istruzione e nuove generazioni, verrà svolto negli spazi interni ed esterni del plesso reputati idonei secondo “le indicazioni di sicurezza relative all’apertura di servizi extra-scolastici finalizzate ad incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento per contrastare il diffondersi del contagio da Covid 19”. Inoltre che in data 5 ottobre, l’assessore all’Istruzione ha dato comunicazione di tale progetto ai genitori delle scuole comunali con la previsione di “una prelazione per gli alunni della scuola e anche ai bambini esterni per eventuali posti rimanenti seguendo l’ordine di presentazione delle domande, e dando alcune indicazioni non vincolanti. E cioè: “in linea di principio è preferibile che i bambini tornino a casa al termine dell’orario scolastico. Tuttavia, per casi di necessità, possono accedere al servizio per un’ora o più e sarebbe consigliabile per non più di 3 volte a settimana”>>. Masi in merito a quanto dichiarato dall’assessore ha sottolineato che <<sebbene si tratti di un esperimento, sembra che il volerlo far apparire come un servizio superi l’effettiva dimensione del progetto, tant’è che si pubblicizza l’opportunità e al contempo si raccomanda in qualche modo di farne a meno>>, aggiungendo che <<questo tipo di comunicazione istituzionale rischia di generare confusione soprattutto rispetto all’oggettiva difficoltà di conciliare il rispetto delle classi bolle anti Covid>>. Per quanto detto in premessa, il consigliere ha quindi chiesto di <<conoscere dal punto di vista della sicurezza degli ammessi, se gli alunni della ‘M. Meoni’ saranno divisi per sezioni corrispondenti a quelle di iscrizione e di attività ordinarie, e come ci si comporterà, invece, con coloro che, provenienti da altri plessi, aderiranno al progetto>>. Ma anche <<di relazionare il Consiglio su tale sperimentazione; se si intenda, una volta verificata la domanda degli utenti, di dare continuità all’ampliamento dell’offerta di socializzazione, in caso affermativo, se si procederà ad indire una gara ed in quali forme per l’assegnazione al servizio>>. L’assessore all’Istruzione Paolo Benini ha risposto che <<è prevista l’effettuazione di tamponi salivari, in modalità giornaliera, per permettere così una ricostituzione di ‘classi bolle’ con bambini provenienti da sezioni e scuole diverse nel rispetto delle norme anti Covid, nonché una sanificazione degli spazi preposti alle attività extra-scolastiche come avviene già nell’orario scolastico. Per quanto riguarda, invece, l’andamento di tale progetto, nonostante il prolungamento dell’apertura delle domande e della stessa iniziativa, non è stato raggiunto, anche con indicazioni precise, il numero minimo di 5 bambini fissato dall’Amministrazione e quindi il servizio non partirà. Un gradimento minimo richiesto che non è stato ottenuto. Nel momento in cui, però, si dovesse riscontrare il bisogno di attivarlo, in maniera stabile e continuativa, il Comune avvierà tutte le procedure richieste dalla legge per ripristinarlo e ampliarlo anche ad altre scuole>>. Nella replica Masi ha posto l‘accento sul fatto che <<quello che veniva presentato come un esperimento appariva invece come un servizio, il che stonava con la situazione della pandemia Covid, dato che, da un lato, si prevedono gruppi di bambini con percorsi diversi, mentre nei protocolli scuola si ragiona per ‘bolle’>>. Il consigliere si è detto dunque <<parzialmente soddisfatto>> della risposta, poiché <<le famiglie hanno bisogno di questo tipo di attività, ma in questa fase ancora non si è in grado di dare risposte>>. Masi ha infine invitato l’Amministrazione <<a sforzarsi a costruire servizi nuovi: in questi anni sono arrivati, ad esempio nel 2020, ben 16 milioni dallo Stato anche per i servizi alla persona, eppure con tutte queste risorse sono state date solo agevolazioni>>.
Ufficio Stampa Comune di Siena
