Siena: Oggi 23/03 Notizie Asl Toscana Sud Est

Campostaggia, presentato il “Percorso di Medicina Integrata in riabilitazione”

È stato presentato  nell’auditorium dell’ospedale di Campostaggia il “Percorso di medicina integrata in riabilitazione”. Attivo dal primo febbraio al centro di riabilitazione funzionale “Santa Fina”, favorisce l’inserimento di interventi di Medicina Integrata nel percorso riabilitativo dei pazienti ricoverati mediante l’impiego, tra le tante possibilità, di agopuntura e medicina tradizionale cinese.

Inoltre, si prevede di integrare i trattamenti riabilitativi, quando possibile, anche con sedute di metodo Feldenkrais, in grado di ristabilire la qualità delle relazioni funzionali tra movimento, pensiero, immagine di sé e consapevolezza.

Il percorso nasce dall’esperienza ormai pluriennale di Medicina Integrata dell’Unità Funzionale di Riabilitazione intensiva extraospedaliera della Zona Distretto Colline dell’Albegna, che ha determinato un “Modello Manciano” di integrazione tra medicina allopatica e medicina complementare sulla base dei riferimenti normativi messi a punto dalla Regione Toscana per il trattamento di alcune patologie.

Responsabile del Percorso è la dottoressa Annalisa Casoni, responsabile scientifico è il dottor Franco Cracolici.

Le tecniche proposte accrescono l’efficacia dei protocolli terapeutici convenzionali riabilitativi per il trattamento di disturbi quali dolore, afasia, ipertono, disfagia, neglect. Il Percorso avrà una durata sperimentale di 6 mesi.

“È un percorso nato dopo aver visto i risultati positivi e il gradimento dei pazienti ottenuti dal Progetto analogo del Centro di riabilitazione intensiva di Manciano, ma anche dal Progetto di Oncologia Integrata attivo al day hospital di Campostaggia”, – dice la dottoressa Casoni.

“Alla luce di ciò che è stato già praticato in Azienda sud est nel comune di Manciano, si è attivato al “Santa Fina” un affiancamento con Agopuntura del Servizio di riabilitazione e neurologia, con particolare attenzione agli esiti da ictus, – le parole del dottor Cracolici. – Questa medicina millenaria è promossa dagli istituti scientifici internazionali come risorsa preziosa anche nei casi dove la riabilitazione può essere integrata con l’agopuntura”.

“Questo servizio è destinato ai pazienti in regime di ricovero presso la UF Riabilitazione intensiva extraospedaliera “Santa Fina” allo scopo di migliorare la qualità di vita nel corso dei trattamenti riabilitativi, – conclude il direttore della Zona Distretto Alta Valdelsa Biancamaria Rossi. – Oltre al dottor Cracolici, responsabile scientifico delle attività di Oncologia Integrata Asl Toscana sud est, ringrazio per il grande impegno e per la consueta professionalità sia la dottoressa Casoni, sia le dottoresse Tiziana Calamassi e Orietta Belmonte”.

Pronto soccorso, stop al boarding grazie alle bed manager

Grazie a Elisa, Monia e Maria Anna, i pazienti che arrivano in pronto soccorso non aspettano ma vengono collocati quanto prima nel setting idoneo alla loro situazione clinica

Tre Bed Manager per evitare che i pazienti rimangano in attesa del ricovero in pronto soccorso. Tre donne, tre infermiere, che cercano posti letto nei vari reparti in cui collocare il paziente non affetto da emergenza sanitaria arrivato al pronto soccorso dell’ospedale San Donato. Sono Monia, Marianna ed Elisa, con anni di esperienza in emergenza-urgenza. «La nostra figura è stata istituita con una delibera della Regione Toscana nel 2018 – spiega Monia Cantore – che demanda alle Asl l’istituzione e la gestione operativa del Bed Management».

Una figura che nelle grandi strutture ospedaliere italiane era già presente da anni e che sbarca in Toscana nel giugno di cinque anni fa. «Quando fui spostata dal pronto soccorso a questa nuova funzione – racconta Maria Anna Avallone – non ci rimasi così bene.
Poi la nostra coordinatrice Vianella Agostinelli mi fece vedere il nuovo incarico sotto un aspetto diverso e oggi sono felice di occuparmi di questo settore così importante. Mi sono resa conto di quanto sia fondamentale l’organizzazione del paziente. Oggi mi sento completa. Individuare un posto letto nel setting più idoneo al paziente è importante».

Un lavoro non semplice ma che dopo le prime resistenze, come accade in tutto ciò che è nuovo, ha portato oggi la figura del bed manager ad essere stimata e rispettata. «Adesso – prosegue Maria Anna – sono anche i direttori dei reparti a cercarci per comunicare i posti letto disponibili e quelli che stanno per liberarsi». Un lavoro, quello della ricerca dei posti letto, che non riguarda solo il San Donato ma anche gli ospedali periferici. «Se ad Arezzo arriva un paziente e non ci sono posti letto disponibili – prosegue Maria Anna – noi li indirizziamo verso uno degli ospedali provinciali più vicini al loro domicilio. E viceversa. La cosa importante è non perdere mai di vista il paziente che per noi non è un numero ma una persona con tutte le sue esigenze».
«Noi occupiamo tutti i posti letto disponibili perché i posti sono dell’ospedale non del reparto o di un primario – aggiunge Elisa Barbini – E se i posti letto non sono disponibili nel setting individuato per il paziente lo mandiamo in un altro reparto idoneo e nel giro di un paio di giorni, appena si libera il letto nel setting più adeguato, lo trasferiamo. La nostra priorità è trovare un posto letto per non lasciare il paziente in Pronto Soccorso».

Dopo 4 anni il ruolo del bed manager si è consolidato e affermato. «La forza di Elisa, Maria Anna e Monia sono la comunicazione e il rapporto di fiducia, aspetti oggi riconosciuti da tutti i medici. Siamo riusciti ad avere forza e farci riconoscere» chiarisce Susanna Pietrelli, responsabile infermieristica Emergenza-urgenza.
Ogni giorno Elisa, Monia e Maria Anna contattano i vari reparti e stilano l’elenco dei posti letto necessari e di quelli disponibili o che stanno per liberarsi nei vari setting. Una lista che tiene conto delle necessità clinico diagnostiche e assistenziali con l’individuazione del setting appropriato alle esigenze di ogni paziente in attesa di ricovero. E anche ricoprire il ruolo di bed manager richiede requisiti personali particolari: passione, competenza, empatia, doti relazionali, rispetto delle regole. «Requisiti necessari allo svolgimento della funzione e che le nostre tre bed manager rivestono pienamente: sono perentorie con garbo, nell’interesse del paziente» dice Susanna Pietrelli. Ma le bed manager fanno anche di più. «Definirle bed manager è troppo restrittivo – chiarisce il dr Maurizio Zanobetti, direttore Uoc Emergenza urgenza e Pronto soccorso San Donato – perche Elisa, Maria Anna e Monia fanno molto di più. Danno una mano nel Case Management aiutando a velocizzare il percorso assistenziale, diagnostico e di gestione clinica individuato dal medico per il paziente».

“Mamma segreta” si rinnova anche in Asl Toscana sud est

“Mamma segreta”, il progetto toscano per i parti in anonimato e il sostegno a madri e nascituri, compie ventiquattro anni e si ripropone nel 2023 con alcune novità. La giunta regionale ha aggiornato infatti di recente le linee di indirizzo del percorso rivolto a tutte le donne che abbiano manifestato incertezza rispetto al riconoscimento del proprio bambino o la volontà di non procedere al riconoscimento.  Ed ha avviato una campagna di sensibilizzazione ed ascolto dal titolo “Non abbandonarlo, parla con noi” i cui materiali informativi sono disponibili in una apposita pagina web dedicata del sito regionale.

Anche la Asl Tse ha elaborato una rinnovata procedura sulla base delle indicazioni regionali
“La donna che vive l’esperienza della gravidanza in condizione di forte disagio-commenta il direttore del dipartimento materno infantile Asl Tse Flavio Civitelli- deve poter scegliere consapevolmente il proprio futuro e quello del nascituro e deve essere adeguatamente sostenuta e protetta , sia che voglia sviluppare le proprie competenze genitoriali, sia che voglia avvalersi della possibilità di non risconoscere il bambino. La scelta di non riconoscimento del figlio alla nascita rappresenta un fenomeno che richiede un percorso organizzativo assistenziale solido e condiviso. Per questo come azienda sulla base delle rinnovate linee guida regionali abbiamo aggiornato e rafforzato la procedura esistente per individuare azioni di prevenzione e di tutela a carattere aziendale che permettano alla donna di conoscere ed affrontare con consapevolezza il percorso prescelto”

“Nella rinnovata procedura- spiega la dott.ssa Patrizia Petruccioli UO Direzione Ostetrica Aziendale  viene sottolineata l’importanza dei criteri che sono alla base dell’accoglimento e presa in cura della donna che sceglie il percorso mamma segreta, come la formazione degli operatori, l’informazione e la sensibilizzazione delle donne verso questa possibilità, la tutela della scelta di anonimato, l’accompagnamento della donna e del neonato, sono state delineate tre fasi operative :
– Primo contatto
– Sostegno alla gravidanza e dopo il parto
– Reinserimento sociale
Il neonato viene accolto nella neonatologia del Punto Nascita che ne è responsabile fino al momento dell’individuazione della coppia affidataria/adottiva, entro 10 giorni dalla nascita per consentire l’effettuazione della denuncia di nascita entro i termini di legge”

Informazioni e contatti www.regione.toscana.it/mammasegreta

Con la nuova organizzazione gli ausili protesici potranno essere ricevuti dagli assistiti al proprio domicilio senza nessun onere

Rivoluzione nell’organizzazione della protesica nella Asl Toscana sud est.

Dal mese di aprile letti, sbarre, montascale, carrozzine e tutti gli altri ausili protesici per far fronte ai bisogni terapeutici potranno essere ricevuti dai pazienti direttamente al proprio indirizzo senza più il problema del ritiro presso i magazzini delle zone distretto.

In vista dell’avvio del nuovo servizio gli uffici hanno già organizzato un sistema che permetterà agli assistiti, in possesso della prescrizione medica e dopo aver presentato la richiesta, di ricevere gli ausili gratuitamente a domicilio. Il servizio comprende il montaggio, interventi manutentivi, la formazione all’uso per gli ausili più complessi. Al termine dei trattamenti previsti anche il ritiro avverrà a domicilio sempre senza alcun onere a carico dei pazienti. Il servizio riguarda gli ausili assistenziali concessi in comodato d’uso con i quali l’Asl Toscana sud est garantirà al meglio la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

“Un nuovo servizio della Asl sud est di cui siamo particolarmente fieri – ha commentato la direttrice amministrativa Antonella Valeri -, per essere più vicini a quei pazienti che devono far fronte quotidianamente a tanti altri problemi piccoli e grandi. Una nuova organizzazione che alza il livello di qualità del servizio che vuole essere una risposta concreta al bisogno dei cittadini di sentire più vicino il servizio sanitario nazionale. I pazienti che ogni anno fanno richiesta di ausili protesici sono veramente tanti e la distribuzione e consegna li raggiungerà a casa evitando scomodi viaggi che spesso rappresentano un ostacolo difficile per chi è già avanti con l’età o ha gravi problemi per spostarsi e come spesso succede a chi non ha una famiglia a cui fare riferimento”.

Per contattare gli uffici nei vari ambiti territoriali si può cliccare su questa pagina del sito web aziendale: https://www.uslsudest.toscana.it/cosa-fare-per/richiedere-protesi-e-ausili

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