Italia: Forum Internazionale del Turismo, videomessaggio del Presidente Meloni

Il videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, in corso a Milano dal 23 al 24 gennaio.

Buongiorno a tutti, e grazie di cuore al Ministro Daniela Santanché per aver promosso questa terza edizione del Forum internazionale del Turismo.

È un evento al quale teniamo molto, perché è un’occasione preziosa per fare il punto sul lavoro fatto, valutare i risultati, ragionare insieme agli imprenditori e ai lavoratori del comparto – che ovviamente ringrazio e saluto per la partecipazione – sulle strategie più efficaci per valorizzare al meglio un settore strategico per la nostra economia, per il nostro prestigio.

Quando questo Governo si è insediato, il turismo stava affrontando una lenta ripresa dopo la pandemia e gli operatori chiedevano un deciso cambio di passo. Noi non abbiamo lasciato cadere nel vuoto questa richiesta e ci siamo messi subito al lavoro per investire sulle straordinarie potenzialità di questo settore, approvare riforme che erano attese da molto tempo, costruire una visione di sistema che potesse garantire benefici strutturali.

I numeri registrati in questi anni ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta. L’Italia continua a scalare la classifica dei Paesi più visitati al mondo ed è diventata la seconda Nazione europea per presenze turistiche. Abbiamo superato per la prima volta nella storia la Francia e ci avviciniamo ai livelli della Spagna. Il nostro sistema turistico ha rafforzato non solo la sua capacità di attrarre la domanda estera, ma anche quella di trattenerla per più giorni, come dimostra il primo posto in Europa nella permanenza media del soggiorno. È un quadro che si traduce in benefici concreti per il sistema economico nel suo complesso, grazie ad un attivo record nella bilancia dei pagamenti turistica e un aumento nel 2024 di quasi il 5% della spesa internazionale rispetto all’anno precedente.

Il turismo italiano è tornato, quindi, ad essere forte e competitivo. E ci è riuscito anche grazie ad un’altra scelta strategica, cioè quella di puntare su due direttrici: la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi, fattori decisivi per avere un turismo dinamico 365 giorni all’anno e diffuso su tutto il territorio. Perché la nostra Nazione vanta da sempre importanti flussi turistici nelle nostre stupende città d’arte o nelle mete stagionali più gettonate, ma esprime una ricchezza che è molto più vasta, molto più variegata, che è fatta di tanti tasselli diversi: natura, paesaggi, cultura, arte, storia, spiritualità, enogastronomia, benessere. È una ricchezza che custodisce un potenziale ancora in gran parte inespresso e che noi intendiamo liberare.

Ecco perché stiamo lavorando per valorizzare ogni singolo tassello di questo straordinario mosaico, riservando un’attenzione particolare ai nostri borghi, ai piccoli Comuni a vocazione turistica, alle aree interne. Perché questi sono i territori che custodiscono la nostra identità più profonda e che offrono servizi turistici, ricettivi e culturali di grande qualità. Non è un caso che quasi il 40% delle strutture aperte al pubblico tra musei, aree archeologiche, monumenti e complessi monumentali si trovi negli oltre mille Comuni che ricadono nelle aree interne. Sono dati sorprendenti, se pensiamo che la stragrande maggioranza di questi Comuni ha una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti.

Investire in questi territori significa anche scommettere sul loro futuro, combattere il fenomeno dello spopolamento, creare occasioni di crescita e di imprenditorialità per chi è rimasto e riportare a casa chi è stato costretto ad andarsene. È una visione di sistema che unisce con un filo rosso i tanti provvedimenti messi in campo in questi anni, e che abbiamo scelto di confermare anche con l’ultima legge di bilancio, che introduce tra le altre cose il riconoscimento di “Destinazione turistica di qualità” per promuovere le aree meno note al grande pubblico, far crescere la qualità e l’accessibilità dei servizi offerti.

Valorizzare le realtà e i territori meno conosciuti non significa rinnegare o, peggio, snobbare le mete più blasonate che nel corso del tempo hanno esportato all’estero il “marchio Italia” e lo hanno reso così tanto amato. Significa l’esatto contrario, dire al mondo che quelle mete tanto apprezzate e desiderate non sono altro che la bellissima copertina di un libro altrettanto meraviglioso, che merita di essere aperto, di essere letto, di essere vissuto fino all’ultima pagina, senza tralasciare neanche una virgola o un’immagine.

Questo è il nostro obiettivo, e io sono certa che continueremo a perseguirlo insieme.

Vi ringrazio e auguro a tutti un buon Forum!

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