Durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, il Sindaco ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri gruppo del Partito Democratico.ù
“Il Biotecnopolo di Siena è già una realtà e rappresenta una grande opportunità di sviluppo scientifico e occupazionale e di posizionamento internazionale per la nostra città e per l’Italia”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli, Gabriella Piccinni) sul Biotecnopolo di Siena e sul centro nazionale anti pandemico e se ci sono previsioni di risorse stabili nella nuova legge di bilancio dello Stato 2026-2028.
“Ritengo doveroso – ha detto il Sindaco – inquadrare il tema nella sua reale dimensione strategica per la città di Siena e per il sistema nazionale della ricerca. Il Biotecnopolo di Siena non rappresenta una iniziativa amministrativa o un progetto locale: esso costituisce una infrastruttura nazionale nelle scienze della vita, chiamata a svolgere un ruolo centrale nella ricerca, nella prevenzione e nello sviluppo di soluzioni innovative in ambito sanitario e biotecnologico. In questa prospettiva, l’amministrazione comunale considera il Biotecnopolo un patrimonio pubblico da tutelare e da valorizzare, al di là delle legittime dialettiche politiche”.
“Dal 2023 – ha detto Nicoletta Fabio – è stato avviato un processo di profondo rafforzamento della governance della Fondazione, finalizzato a garantire maggiore chiarezza nei ruoli, responsabilità gestionale e una visione strategica coerente con la missione nazionale dell’ente. Tale riorganizzazione, anche con l’introduzione della figura del Direttore Generale con competenze manageriali adeguate che ha affiancato una direzione scientifica di altissimo livello, ha consentito di superare assetti che, in passato, avevano mostrato forti limiti anche sul piano dell’efficienza operativa e della capacità di proiezione internazionale. Oggi la Fondazione opera con un impianto di governo più solido, con la presenza anche di ottime professionalità di Siena. E’ fortemente orientato ai risultati e alla costruzione di partenariati scientifici e istituzionali di alto livello, in linea con gli standard delle principali infrastrutture pubbliche di ricerca”.
“La sede operativa del Biotecnopolo – ha proseguito – è attiva e i laboratori stanno progressivamente entrando in funzione. Sono già stati assunti quaranta tra ricercatori e tecnici di laboratorio altamente qualificati, con un obiettivo dichiarato di raggiungere circa centocinquanta unità entro il 2026. Si tratta di un investimento rilevante in termini di occupazione qualificata, attrazione di competenze e rafforzamento del tessuto scientifico e professionale della città”.
“Parallelamente – ha aggiunto il Sindaco di Siena – la Fondazione è impegnata nella formazione di nuove generazioni di ricercatori, avendo finanziato circa trenta borse di dottorato nell’ambito del dottorato di interesse nazionale in ricerca e innovazione nella diagnosi, prevenzione e terapia delle malattie a rischio epidemico-pandemico. Le prime linee di ricerca sono già operative e riguardano, tra l’altro, lo sviluppo di vaccini di nuova generazione, anticorpi monoclonali e contromisure mediche innovative, rafforzando il ruolo di Siena come presidio scientifico strategico per il Paese”.
“La vocazione internazionale del Biotecnopolo – ha spiegato ancora – si sta traducendo in progetti concreti. La Fondazione guida uno dei pilastri dell’European Vaccines Hub, partenariato sostenuto dalla Commissione europea, in collaborazione con istituti di eccellenza in diversi paesi dell’Unione. A ciò si aggiungono le sinergie attivate con realtà nazionali di primo piano, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù e l’Università Humanitas. Questi elementi confermano il riconoscimento del Biotecnopolo di Siena come nodo rilevante all’interno delle reti scientifiche europee.
“In merito alla sede operativa – ha chiarito Fabio -, l’individuazione dell’immobile Mrc avvenuta attraverso una procedura di evidenza pubblica, fondata su criteri di idoneità funzionale, coerenza con la missione della Fondazione e interesse pubblico. La scelta ha garantito al Biotecnopolo una collocazione stabile e adeguata a ospitare attività scientifiche di livello nazionale e internazionale, assicurando continuità operativa e certezza patrimoniale”.
“Il Biotecnopolo di Siena è stato istituito con la legge finanziaria 2021 – ha detto -, nel pieno della fase post-Covid, e accompagnato da una programmazione per la parte straordinaria pari a oltre trecentoventi milioni di euro, con orizzonte temporale fissato al 2026 e solo sedici milioni di euro per la parte ordinaria. Questo è l’errore concettuale. Aver disegnato un ente gonfiato da fondi emergenziali, ma privo delle fondamenta necessarie per stare in piedi nel tempo, ovvero con quei sedici milioni pensare di costruire un ente pubblico nazionale, un’infrastruttura strategica per la pandemic preparedness, un presidio permanente di sicurezza sanitaria per il paese. Aver immesso una quantità enorme di risorse straordinarie, vincolandole rigidamente al tempo, come se la ricerca scientifica potesse essere trattata alla stregua di un’opera pubblica con un cronoprogramma ideologico. La ricerca ha bisogno di tempo, ha bisogno di investimenti stabili, ha bisogno di continuità. E soprattutto l’unica certezza della ricerca è l’incertezza dei risultati, non la loro scadenza amministrativa. Non c’è stato alcun disinvestimento ideologico. C’è stata una rimodulazione necessaria, anche nell’ambito dei meccanismi europei, perché il Governo ha avuto l’onestà intellettuale di riconoscere che nessun grande progetto di ricerca, in nessun Paese serio, avrebbe mai potuto spendere in modo efficace e responsabile quella mole di risorse in un triennio rigido. Chi fa ricerca lo sa. Chi investe in ricerca lo sa. Le risorse assegnate alla Fondazione sono state calibrate sulla reale capacità di spesa e su una progettazione pluriennale coerente. Oggi come non mai l’approccio adottato è improntato a criteri di responsabilità, trasparenza e rigore amministrativo, in coerenza con i principi di buon andamento della pubblica amministrazione. Alla qualità scientifica delle attività deve necessariamente affiancarsi una qualità amministrativa altrettanto solida e verificabile”.
“Il Biotecnopolo ha oggi – ha aggiunto – le risorse necessarie e la tipologia di risorse idonee per perseguire quanto pianificato. Oggi i finanziamenti del Biotecnopolo sono stati ricondotti nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (Pnc), quindi a valere sul bilancio dello Stato, proprio per metterli in sicurezza rispetto ai limiti temporali e alle rigidità del Pnrr. Grazie a questa scelta, la scadenza è stata prorogata dal 2026 al 2028, consentendo al Biotecnopolo di disporre di un orizzonte temporale coerente con la natura dei progetti di ricerca, che (come chiunque abbia competenza in materia sa) non possono essere compressi in finestre temporali artificiose. Questa rimodulazione non è un taglio, ma una misura di tutela. È stata necessaria perché l’impostazione originaria, voluta da chi governava nel 2021 vincolava la ricerca a tempi incompatibili con la sua natura, mettendo seriamente a rischio la piena utilizzazione delle risorse. Il Biotecnopolo di Siena rappresenta una grande opportunità di sviluppo scientifico, occupazionale e di posizionamento internazionale per la nostra città e per l’Italia. Il confronto politico è legittimo e doveroso, ma ritengo che su un progetto di questa portata debba prevalere una visione condivisa orientata alla tutela delle eccellenze del territorio e alla promozione della ricerca come motore di crescita civile ed economica. L’acquisto della sede rappresenta il frutto di un grande lavoro ed è un’azione strategica che ha dato finalmente stabilità patrimoniale e operativa all’ente e che, inevitabilmente, ha prodotto benefici anche per la Fondazione Toscana Life Sciences, oggi, giustamente, fuori dalla governance del Biotecnopolo. Un’operazione che ha avuto anche un valore politico-amministrativo chiaro: ha contribuito a rimettere ordine in una situazione finanziaria gravemente compromessa (quella di Tls) , frutto di una gestione che aveva trasformato un ente nato per il territorio in uno strumento di parte, totalmente appannaggio di un’unica area politica. Oggi, mentre qualcuno tenta di alimentare paura parlando di ‘tagli’, la realtà è che questo Governo sta lavorando per fare ciò che altri non hanno fatto: consolidare il fondo ordinario, garantire stabilità nel tempo, trasformare un progetto emergenziale in una vera infrastruttura permanente dello Stato”.
“Come amministrazione comunale – ha concluso il Sindaco di Siena -, continueremo a sostenere con attenzione e spirito istituzionale ogni iniziativa che rafforzi il ruolo di Siena come polo strategico nazionale ed europeo nelle scienze della vita”.
Il consigliere Masi del gruppo Pd, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarato “non sono soddisfatto di come sia stata rappresentata questa interrogazione da parte dell’Amministrazione, come mera polemica, mentre è un contributo costruttivo, corretta per forma e atteggiamento, e riguarda uno dei progetti più significativi che Siena ha per il proprio futuro, il biotecnopolo. La riposta non mi trova soddisfatto, perchè conferma che nella legge finanziaria non è previsto alcun ristoro dei 130 milioni tolti rispetto alla previsione del 2022. Questa, anche per i cittadini, è la risposta del governo nazionale sulla questione specifica per Siena. Non può essere definito ‘errore politico’ aver previsto il Biotecnopolo con la dotazione finanziaria del Pnrr. Aver sancito il biotecnopolo, come sintesi del lavoro di Toscana Life Sciences negli anni, è stato invece un merito ed un bene per Siena. E se lo ha fatto un governo di sinistra, questo è un fatto. Ma qui l’interrogazione voleva solo richiamare l’attenzione del Comune a difendere le risorse a suo tempo assegnate a Siena e che invece ad oggi non vengono ripristinate. Bene quindi le 40 assunzioni ed i 30 dottorati di ricerca finanziati. Il Piano nazionale degli Investimenti Complementari ha subito un differimento della rendicontazione al 2028, e questo è positivo, ma non è stato fatto per il Biotecnopolo nello specifico, ma per gli oltre 30 mld di euro di queste risorse a livello nazionale. Però, degli oltre 100 milioni tolti dal Governo nazionale per il Biotecnopolo di Siena, invece, per adesso nessuna traccia e non si rivedono; ed è su questo che si è interrogato questa Amministrazione, nel nostro dovere di controllare e avvertire. Per ora queste risorse sono perse per Siena, purtroppo”.
