Italia: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 172

Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 28 aprile 2026, alle ore 16.48 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

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DECRETO LAVORO

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale.

Il provvedimento interviene, con risorse per circa 934 milioni di euro, per rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani e donne e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.

Incentivi all’occupazione

Al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte, il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione:

bonus assunzione donne 2026, consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;

bonus assunzione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni, con limite elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi;

bonus stabilizzazione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;

bonus assunzioni ZES 2026, per i datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, consistente in un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Salario giusto

La disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) tutela l’equilibrio di interessi tra lavoratori e parti sociali. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.

Disciplina dei rinnovi contrattuali

Il decreto interviene sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali, si stabilisce che siano le stesse a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Contrasto al caporalato digitale e tutele tecnologiche

Il provvedimento introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso:

la verifica dell’identità digitale del lavoratore. Si tratta di una misura volta a impedire il fenomeno della cessione o del “noleggio” degli account che alimenta forme di caporalato, consentendo l’accesso alle piattaforme esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza;

il diritto alla trasparenza algoritmica, che impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.

Conciliazione famiglia-lavoro

Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera. La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

Trattamento di fine rapporto

Si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.

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PROVVEDIMENTI APPROVATI IN ESAME DEFINITIVO

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio, del 7 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli Organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, tra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le Direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE, nonché attuazione della Direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli Organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le Direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE. Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari. Inoltre, dopo aver acquisito il parere della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, un regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 2024, n. 23, concernente approvazione dello statuto dell’Agenzia italiana per la gioventù, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica.

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SCIOGLIMENTO DI CONSIGLI COMUNALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Soriano Calabro (Vibo Valentia) e l’affidamento della gestione del Comune a una commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi.

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NOMINE

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha deliberato il conferimento al Commissario unico, Gen. B. CC. Giuseppe Vadalà, dell’incarico di realizzare le attività di messa in sicurezza e bonifica delle aree “ex Daramic” ed “ex Liquichimica”, ricomprese nel territorio del SIN (Sito Interesse Nazionale) di Tito, ai sensi dell’articolo 5, comma 1-bis del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111.

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato undici leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di non impugnare:

  1. la legge della Regione Lazio n. 5 del 26/02/2026, recante “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42) e successive modifiche. Procedura speciale per debiti fuori bilancio derivanti da sentenze delle commissioni tributarie, da sentenze della Corte di Giustizia Tributaria e da cartelle esattoriali. Sostegno alla manifestazione “il cinema in piazza 2026”;
  2. la legge della Regione Lazio n. 6 del 02/03/2026, recante “Contributi per favorire l’uso agricolo delle zone montane”;
  3. la legge della Regione Abruzzo n. 4 del 03/03/2026, recante “Istituzione dell’Onorificenza “Filomena Delli Castelli” in memoria di tutte le donne abruzzesi che si sono particolarmente distinte nella storia della Regione Abruzzo e ulteriori disposizioni”
  4. la legge della Regione Umbria n. 2 del 26/02/2026, recante “Ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 28 novembre 2003, n. 23 (Norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale)”;
  5. la legge della Regione Campania n. 1 del 03/03/2026, recante “Rendiconto generale della Regione Campania per l’esercizio finanziario 2024”;
  6. la legge della Regione Puglia n. 1 del 03/03/2026, recante “XII legislatura – 1° provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
  7. la legge della Regione Lombardia n. 6 del 06/03/2026, recante “Modifiche alla legge regionale 14 luglio 2009, n. 11 (Testo unico delle leggi regionali in materia di trasporti), e alla legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale)”;
  8. la legge della Regione Lombardia n. 7 del 06/03/2026, recante “Politiche regionali in materia di artigianato”;
  9. la legge della Regione Lombardia n. 8 del 06/03/2026, recante “Testo unico in materia di simboli identitari della Regione e onorificenze del Consiglio regionale”;
  10. la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 4 del 09/03/2026, recante “Disciplina urbanistica degli insediamenti logistici”;
  11. la legge della Regione Piemonte n. 6 del 09/03/2026, recante “Istituzione della giornata regionale della memoria delle regie patenti del 1848”.

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Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 17.19.

Si è svolta, a Palazzo Chigi, la riunione del Consiglio dei Ministri. Al termine il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i Ministri Marina Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), Eugenia Roccella (Famiglia, Natalità e Pari opportunità) e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, hanno illustrato in conferenza stampa i provvedimenti approvati.

[Conferenza stampa del Consiglio dei Ministri n. 172]

Buon pomeriggio a tutti, grazie di essere qui. Ci stiamo avvicinando alla Festa dei Lavoratori. Anche quest’anno il Governo ha deciso di celebrare questa importante ricorrenza con dei provvedimenti dedicati al mondo del lavoro. Pensiamo che sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra Nazione. Il decreto-legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei Ministri è un tassello di una strategia molto più ampia che il Governo ha portato avanti fin dal suo insediamento, che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità.

Strategia che sta dando i suoi frutti se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire, oggi più di ieri, che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati, il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto, la disoccupazione sia giovanile che generale è ai minimi dai sempre. È aumentato in questi anni, in sostanza, il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del lavoro full time, è diminuita quella del part time.
E, i numeri Istat, come ho già avuto modo di ricordare, certificano che rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550 mila precari in meno.

Per raggiungere questi obiettivi ciascuno ha fatto la sua parte a partire proprio dai lavoratori, ma hanno fatto la loro parte anche le imprese, ha cercato di fare la propria parte il Governo che, parallelamente alle misure per aiutare chi crea e produce in Italia e crea nuovi posti di lavoro, ha anche lavorato molto per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e garantire retribuzioni più adeguate. Io sto cercando di inserire il provvedimento di oggi nel lavoro complessivo che noi abbiamo fatto in questi anni.

Ricorderete che quando ci siamo insediati era attivo un taglio del cuneo contributivo provvisorio, sarebbe scaduto al 31 dicembre di quell’anno, noi abbiamo deciso di prorogarlo di ampliarlo e poi di renderlo strutturale trasformandolo da cuneo contributivo a cuneo fiscale. E lo abbiamo portato a sette punti proprio con il decreto che anticipava il Primo Maggio, con il quale diciamo celebravamo il Primo Maggio. Misura che chiaramente è molto concreta: per un lavoratore che guadagna circa 32.000 euro l’anno il taglio del cuneo vale oggi circa 1.000 euro in busta paga in più in un anno. Poi ci siamo occupati dei premi di produttività. Siamo intervenuti sui premi di produttività dimezzando l’aliquota prima dal 10 al 5% per i premi che avevano un ammontare massimo di 3.000 euro, poi con l’ultima Legge di bilancio abbiamo portato quella tassazione a una tassazione simbolica dell’1 % e abbiamo alzato la soglia del premio a 5.000 euro. L’effetto concreto di questo intervento è che un lavoratore che riceve un premio di produttività di 5.000 euro può ottenere in busta paga fino a 1.000 euro in più rispetto al 2022.

Siamo intervenuti sulla detassazione degli aumenti retributivi che erano legati ai rinnovi contrattuali, come sapete con l’ultima Legge di bilancio, portando l’aliquota marginale IRPEF che prima veniva applicata sull’aumento contrattuale, abbiamo portato quell’aliquota a un’aliquota flat del 5%. Quindi, tutto quello che riguarda l’aumento – che non siamo in grado di definire noi perché questo dipende dalla contrattazione – viene tassato con una tassazione secca al 5%, con un risparmio anche qui evidente per il lavoratore, che dipende in questo caso dall’ammontare dell’aumento contrattuale.
Questo è un provvedimento che interessa più o meno 4 milioni di lavoratori e che interviene su una massa critica molto importante del lavoro in Italia, parliamo ovviamente dei lavoratori del settore privato. Ci siamo occupati della riforma dell’IRPEF, come sapete abbiamo prima accorpato i primi due scaglioni applicando al nuovo scaglione unico l’aliquota più bassa che era quella del 23%, eliminando l’aliquota del 25%, poi siamo passati alla riduzione dal 35 al 33% della aliquota sui redditi da 28 a 50 mila euro. Anche questa è una misura che incide ovviamente sulla busta paga. Per un lavoratore che guadagna 35 mila euro lordi l’anno, la riforma dell’IRPEF fin qui attuata comporta un aumento annuo di circa 400 euro.

Altro dato significativo riguarda i congedi parentali che abbiamo portato a tre mesi coperti all’80%. Anche questa una misura molto concreta, molto economica, perché per un lavoratore che guadagna 35 mila euro l’anno vale un beneficio di circa 4 mila euro.
Sempre sul tema dei salari e dei contratti io devo cogliere l’occasione per ricordare anche il lavoro che questo Governo ha fatto e sta facendo sul fronte del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, perché con l’avvio delle trattative recenti per il rinnovo del contratto degli enti locali, tutta la tornata contrattuale 2025-2027 per il pubblico impiego  – che conta circa oltre 3 milioni di lavoratori – è ufficialmente partita in anticipo sulle scadenze del triennio. Significa che noi avremo tutti questi contratti rinnovati non dopo che il triennio è scaduto ma prima che il triennio scada.

Ricordo che abbiamo stanziato circa 20 miliardi di euro per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego fino al 2027, che ci consentono anche qui di incidere sul salario dei dipendenti pubblici e, poiché la categoria dei dipendenti pubblici è molto ampia, io vi faccio due esempi su due settori fondamentali, uno è la scuola e uno è la sanità. Per quello che riguarda il comparto istruzione, grazie al rinnovo di tre tornate del contratto collettivo nazionale di lavoro che abbiamo fatto, un insegnante avrà complessivamente in busta paga un aumento medio mensile per 13 mensilità di oltre 350 euro lordi.

L’altro esempio, sulla sanità, sono gli infermieri, sempre con rinnovo dei contratti legati a tre tornate un infermiere guadagnerà in media oltre 500 euro lordi in più al mese.
Questo è il lavoro che abbiamo fatto finora. A questo lavoro si aggiunge il provvedimento che abbiamo varato oggi, che è chiaramente un altro tassello. Il decreto-legge, come dicevo, ha anche la volontà di portare avanti una tradizione che questo Governo ha avviato, e cioè di varare dei provvedimenti specificamente rivolti al tema del lavoro a margine del Primo Maggio, poi ce ne sarà un altro che avverrà sempre prima del Primo Maggio entro la fine di questa settimana che è il varo del famoso Piano Casa, misura anch’essa dedicata anche al mondo del lavoro, però abbiamo voluto dividere i due provvedimenti che sono due provvedimenti molto significativi.

Nel primo anno ci occupavamo del cuneo, nel 2024 degli incentivi, nel 2025 della sicurezza sul lavoro. Quest’anno ci siamo voluti concentrare sulla qualità del lavoro e sui salari più bassi.
Il decreto-legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali, in particolare quelli legati all’assunzione dei giovani under 35, all’assunzione delle donne e all’assunzione dei lavoratori nell’area ZES, ma con una novità che noi consideriamo molto importante, e cioè che a quegli incentivi si può accedere solo ed esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che noi definiamo il salario giusto.

Che cosa si intende con salario giusto? Si intende il trattamento economico complessivo che viene percepito dal lavoratore, che chiaramente non è composto solamente dal salario orario, ma è composto da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore. Perché come noi abbiamo sempre sostenuto, lo ricorderete, nel caso dell’introduzione di un salario minimo orario, noi rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia ma per paradosso un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti rappresentano e costruiscono, rischiando di rivedere a ribasso i diritti dei lavoratori. Non è una tesi che sosteniamo solo noi, l’hanno sostenuta a lungo anche tutti i maggiori sindacati e devo dire anche che i nostri dubbi non erano completamente campati in aria se si prende a parametro quello che è accaduto nella regione Puglia, dove la giunta regionale ha deciso di applicare una misura che è il salario minimo orario nel bando per i servizi di portierato nelle sedi regionali, il risultato ottenuto è che i lavoratori si sono visti corrispondere una retribuzione più bassa.
Quindi noi partiamo da un altro presupposto.

E come si determina il salario giusto, quali sono i contratti di riferimento. Voi sapete che noi crediamo nella contrattazione. Crediamo che la contrattazione sia lo strumento attraverso il quale questo benchmark si deve costruire perché non potrebbe essere il Governo a stabilire qual è il benchmark di riferimento. Per noi il parametro di riferimento per definire questo salario giusto sono i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Significa che grazie a queste norme chi sottoscrive dei contratti pirata e chi sottopaga i lavoratori, non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro. Quindi in buona sostanza con questo decreto noi diciamo da una parte sì al salario giusto, dall’altra anche sì a una contrattazione di qualità. Inoltre il decreto prevede una serie di norme per combattere quello che è stato definito il “caporalato digitale” che colpisce in particolare i rider.

Ci sono delle norme ma poi non voglio togliere tutto lo spazio ai ministri competenti, anzi mi fermo, lascio la parola al Ministro Calderone, ringrazio il Ministro Roccella che ha contribuito con il suo lavoro a questo provvedimento, e illustrerà nello specifico alcune norme legate al sostegno di quelle imprese che promuovono iniziative di conciliazione vita-lavoro, che pure avranno dei benefici attraverso i provvedimenti di questa iniziativa.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato perché non è stato un lavoro facile. E voglio ringraziare anche quelle organizzazioni datoriali, quelle sigle sindacali che comunque in questi giorni hanno fatto arrivare le loro proposte, sapendo che lavoravamo su questi provvedimenti e che si sono rese disponibili per aiutarci a migliorare questo provvedimento. Chiaramente noi vediamo questo provvedimento anche come un punto di partenza di una alleanza, di un patto con i corpi intermedi, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni datoriali, molto più ampio, al quale voi sapete che ho fatto riferimento in diverse occasioni, in diverse conferenze stampa, non è una vaga dichiarazione di principio, è invece una scelta concreta che poi si deve costruire provvedimento dopo provvedimento con chi è disponibile per questo lavoro.

Noi siamo convinti che la sfida per un lavoro di qualità si vinca solo ed esclusivamente se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione, se cerchiamo di dimostrare questa volontà con i fatti.

Mi fermo, vi ringrazio, lascio la parola al Ministro Calderone e poi al Ministro Roccella.

 

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