Italia: Il Presidente Meloni a Niscemi

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata questa mattina a Niscemi, per una visita relativa all’emergenza causata dalla frana del gennaio scorso. Nel corso del sopralluogo sul territorio, il Presidente Meloni ha tenuto un intervento al Consiglio comunale e, a seguire, un punto stampa.

[Il punto stampa del Presidente Meloni]

[L’intervento al Consiglio Comunale]

Grazie mille Sindaco, buongiorno a tutti, grazie della vostra presenza, grazie a tutta l’amministrazione, agli assessori, ai consiglieri, grazie anche alle Forze dell’ordine, ai rappresentanti dei cittadini se ci sono, grazie per aver aperto questa seduta del Consiglio comunale in una giornata particolare.

Confesso non ne ero a conoscenza, cioè ho scoperto dopo che era la Festa della Patrona, di Maria Santissima del Bosco, e quindi non so se consideriate questa presenza in questo giorno un fatto positivo o un fatto negativo, sono molto contenta di avere anche l’occasione, seppure in questa breve visita, di festeggiare con voi la Patrona di Niscemi.

La ragione per la quale noi abbiamo voluto – sempre con tempi che sono un po’ al cardiopalma nella nostra quotidianità – venire qui per la terza volta in meno di quattro mesi è che ci siamo dati come obiettivo quello di confrontarci con l’amministrazione, confrontarci con la città ogni volta che ci sono dei passaggi importanti che vengono portati avanti.

Devo ringraziare il Prefetto Ciciliano, che avete imparato a conoscere con la Protezione Civile, devo ringraziare oltre al Comune anche tutti gli altri livelli istituzionali, Regione compresa, perché anche questo lavoro è un lavoro che viene fatto in costanza e in continuo confronto anche col Presidente Schifani e con la Regione, con il Ministro Musumeci, che ho sentito anche questa mattina. Voi ricorderete che il decreto-legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 27 febbraio, dopo un analogo confronto che noi avemmo in questa sala e che poi è stato convertito in Legge dal Parlamento a fine aprile, ha previsto oltre alle disposizioni generali che riguardavano tutti i territori che erano stati colpiti dal ciclone Harry anche delle disposizioni molto specifiche per affrontare la questione della frana di Niscemi.

In particolare, il decreto su questo fronte stanziava 150 milioni di euro per raggiungere tre obiettivi fondamentali: finanziare i programmi di demolizione di edifici pericolosi e che rientrano nell’area della frana, avviare un programma vasto di prevenzione strutturale, riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio di Niscemi, quindi messa in sicurezza del territorio; terzo, erogare contributi ai cittadini che sono proprietari di immobili crollati o da demolire, per acquistare terreni dove costruire case nuove oppure per comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi.

Quello che noi siamo qui per dirvi oggi è che siamo – con tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci – pronti a mettere a terra quelle risorse. Noi domani abbiamo un altro Consiglio dei Ministri, dove vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni di euro, per un totale quindi di 150. Il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio, il secondo riguarda il tema degli indennizzi ai proprietari di case.

Il programma che riguarda la messa in sicurezza del territorio è stato chiaramente predisposto dal Prefetto Ciciliano sulla base dell’analisi scientifica che è stata condotta dal Dipartimento della Protezione Civile, che ha fatto un lavoro molto complesso per studiare la frana di Niscemi in tutti i suoi aspetti, individuando tre diversi corpi di frana che, incredibile a dirsi, si sono mossi insieme, cioè nello stesso momento, ma separatamente l’uno rispetto all’altro. Quindi una situazione che ha una complessità tecnica e geologica enorme che non può essere affrontata con interventi localizzati ma ha bisogno di misure che siano generali e strutturali. E questo è l’obiettivo di questo primo specifico programma, con il quale noi vogliamo arrivare all’obiettivo non solo di mettere in sicurezza la frana, cosa che non è stata fatta finora, non era stata fatta in passato, ma anche di portare avanti gli interventi che sono necessari a ripristinare le infrastrutture viarie fondamentali, per arrivare, per vivere, per lavorare a Niscemi (Strada Provinciale 10, ma poi anche su questo il Prefetto Ciciliano entrerà nel dettaglio).

Sono 18 gli interventi previsti in questo programma e verranno poi elencati e spiegati.

Il secondo programma che il Governo vuole licenziare domani serve, come dicevo, a riconoscere i contributi ai proprietari degli immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati, che sono dichiarati inagibili, che quindi non possono più essere utilizzati, non possono essere ristrutturati, ricostruiti.

I contributi possono essere utilizzati da chi ne ha diritto per tre scopi: comprare una casa già esistente, acquistare un’area edificabile e realizzare una nuova abitazione in una zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili sempre a Niscemi o nei comuni limitrofi che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo. Questo programma prevede, come dicevamo, uno stanziamento di 75 milioni di euro. Al momento la stima che noi abbiamo per i contributi è di poco più di 50 milioni di euro, mentre il resto sarà utilizzato per completare le demolizioni degli edifici crollati, inagibili, e quindi non più utilizzabili. Ma ovviamente parliamo di una stima perché poi il definitivo va fatto a valle di tutte le istruttorie e tutte le procedure.

Anche su questo punto il Prefetto Ciciliano vi spiega poi nel dettaglio quali sono i prossimi passi, non solo per il riconoscimento del contributo, ma anche per quello che riguarda tutta l’annosa questione della gestione dello smaltimento delle macerie e di quello che è legato al crollo delle abitazioni. Qui non c’è stato un terremoto, però noi vogliamo gestire le macerie, come se questo fosse un terremoto, con le tecniche più moderne e anche quindi con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e alla cura del territorio. Quindi anche questo sta nel secondo programma.

Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio, poi sono tornata il 26 febbraio. Avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuto quello che era accaduto dopo la frana del ‘97, cioè la vergogna insostenibile di risarcimenti che sono arrivati addirittura dopo decenni. Ero rimasta abbastanza colpita quando ho letto che dopo la frana del ‘97 c’erano avuti sette anni per approvare un progetto di consolidamento al quale poi comunque non erano seguiti grandi fatti concreti, e che addirittura alcuni degli indennizzi erano arrivati nel 2025, a dicembre 2025.

E quindi capisco un certo scetticismo nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato centrale e mi piacerebbe raccontare una storia diversa. Mi pare che stiamo provando a raccontare una storia diversa.

Qui stiamo cadenzando le risposte, chiaramente il nostro lavoro non è che finisce oggi, non finisce qui, però stiamo cercando di dimostrare che in meno di quattro mesi, stavolta abbiamo fatto quello che in altri tempi non è stato fatto in più di sette anni. E quindi le cose possono cambiare.

Non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato. Non c’è niente che dobbiamo dare per scontato. Dicevo, c’è ancora molto lavoro da fare per mettere in sicurezza il territorio, per fare quello che è possibile per scongiurare che quello che è accaduto possa ripetersi e per far ripartire questo territorio, metterlo in condizione di guardare avanti, di archiviare, per quanto possibile la pagina della frana. Lo facciamo ovviamente lavorando anche su altri fronti che non fanno parte di questi due programmi specifici. Penso al tema della riapertura delle scuole, la costruzione delle nuove scuole, sul quale pure si stanno definendo gli ultimi aspetti. Qui credo che vada ringraziata anche la diocesi di Piazza Armerina, la Caritas, insomma tutti coloro che ci stanno dando una mano.

Quindi servono dedizione, serve costanza, serve continuare a lavorare, serve che continuiamo a farlo insieme. Chiaramente per noi riuscire a lavorare anche bene con tutti i livelli istituzionali e quindi torno sull’Amministrazione comunale, sulla Regione, insomma sul lavoro per il quale serve anche il contributo, il punto di vista dei comitati, delle rappresentanze, dei corpi intermedi, fa assolutamente la differenza. Questa condivisione finora c’è stata e quindi vi voglio, vi devo ringraziare, e confido che continuerà a esserci anche per il futuro.

Vi ringrazio.

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