Palio di feltre: Apertura ufficiale del Palio 2026 e drappo

Con la presentazione ufficiale del Palio, in Piazza Maggiore, alle 18.00, sabato 25 luglio ha preso
ufficialmente il via la quarantasettesima edizione. La prima parte della cerimonia, con i discorsi di rito, è
stata aperta con il tema dell'anno, scelto dal Direttivo dell'Associazione Palio: ‘Passione e Comunità’. Questo
il fulcro anche del discorso del Presidente del Palio, Eugenio Tamburrino, che ha sottolineato quanto il Palio
rievochi il passato, ma agisca nel presente e coltivi il futuro. 
A seguire, è stata consegnata, per mano del Senatore Luca De Carlo, la Medaglia conferita al Palio dal
Presidente del Senato, quest'anno indirizzata ai tanti volontari che sono l'anima della manifestazione.
Dopo i discorsi dei Presidenti dei Quartieri, ognuno dei quali ha rivolto un pensiero ai propri contradaioli e
lanciato il guanto di sfida agli altri contendenti, sono stati consegnati tre riconoscimenti da parte
dell'Associazione Palio: al Coro Femminile Vocincanto, che da anni anima le celebrazioni religiose del
Palio; alla Banda Città di Feltre, che raggiunge quest'anno i 170 anni di attività e darà vita domenica 26
luglio a un concerto in onore del Palio; al Parroco della Concattredrale, don Angelo Balcon, riferimento
apprezzato da tutta la comunità.
Svelati poi i premi delle quattro gare, quest'anno realizzati sulla base di un concorso promosso in sinergia
con Confartigianato Belluno, dal titolo "Passione e Comunità. Legacy oltre il traguardo". Introdotte dalla
Presidente Confartigianato Claudia Scarzanella, sono state presentate le opere di Maria Giovanna Zannini
(staffetta), MC Falegnameria – Loriano Maccagnan (tiro con l'arco), Fent Marmi – Orlando Fent (tiro alla
fune), Legatoria Francescon – Sandro Francescon (gara dei cavalli).
Terminata la prima parte della presentazione, l'attenzione di tutti è stata catturata dall'arrivo in Piazza
Maggiore dei cortei dei tamburini e sbandieratori dei quattro Quartieri, per l'avvio della Sfida delle
Cernidi. Ad aprire la serata, un momento atteso e carico di emozione: lo svelamento del drappo del Palio di
Feltre 2026, realizzato da Marinella Senatore, una delle più rilevanti artiste italiane, apprezzata a livello
internazionale e nominata Artista dell'Anno 2026 dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna e
Contemporanea di Roma. 
IL DRAPPO
L'opera è un arazzo, ricamato finemente e capace di unire i saperi e le iconografie tradizionali con i
significati più contemporanei. L'opera nasce da un intenso percorso di ricerca dedicato alla storia, alle
tradizioni e all'identità del territorio di Feltre, con particolare attenzione al Palio, all'iconografia medievale e
agli erbari storici locali. Miniature, repertori botanici e memoria collettiva hanno costituito il punto di
partenza per la costruzione del linguaggio visivo, orientando la scelta di simboli, segni e dettagli presenti nel
bozzetto. Accanto a questi riferimenti storici, il progetto introduce elementi contemporanei, come frammenti
di paesaggio architettonico e figure di danzatori, con l'intento di mettere in relazione il patrimonio culturale
con il presente. L'obiettivo non è soltanto realizzare un'opera di valore estetico, ma creare un'immagine
capace di coinvolgere la comunità, stimolando partecipazione, appartenenza e condivisione. La
composizione si sviluppa attorno a due simboli principali: il cavallo, che richiama il movimento, la forza e lo
spirito di unione propri delle rievocazioni storiche e del Palio, e l'albero, emblema di vita, memoria collettiva
e radicamento nel territorio. Insieme, questi elementi costruiscono una narrazione che unisce passato e
presente, mostrando come la tradizione possa continuare a vivere attraverso nuove forme di espressione. A
completare l'arazzo è la citazione di Walt Whitman, «Io contengo moltitudini», tratta da Song of Myself. Il
verso esprime l'idea di un'identità capace di accogliere differenze, esperienze e punti di vista molteplici
all'interno di una stessa comunità. Nel contesto del Palio di Feltre, questa riflessione assume un significato

particolare: le contrade, le generazioni, i saperi artigianali, la rievocazione storica e la contemporaneità
convivono e si riconoscono in un'unica identità condivisa. L'opera propone così una visione del Palio non
solo come celebrazione della tradizione, ma come spazio vivo di incontro, partecipazione e rinnovamento
collettivo.
Valore aggiunto del drappo è la realizzazione del ricamo, realizzata dalla scuola indiana Chanakya School of
Crafts di Karishma Swali. Karishma Swali è una figura di riferimento nella valorizzazione e nel
rinnovamento dell'artigianato tessile indiano. Dal 1998 guida Chanakya International, storica azienda di
Mumbai fondata nel 1984, con l'obiettivo di preservare il patrimonio culturale dell'India e portare le sue
tecniche artigianali nel panorama dell'arte e della moda contemporanea.
Nel 2015 ha fondato la Chanakya Foundation e, l'anno successivo, la Chanakya School of Craft,
un'istituzione senza scopo di lucro che promuove l'educazione artigianale, l'emancipazione femminile e la
tutela delle tradizioni culturali. Ad oggi la scuola ha formato oltre 1.400 donne.
Nel corso della sua carriera, Swali ha collaborato con importanti artisti internazionali, tra cui Judy Chicago,
Eva Jospin, Mickalene Thomas, Madhvi e Manu Parekh, e Maria Grazia Chiuri, realizzando opere e
installazioni presentate in prestigiose istituzioni come il New Museum di New York, il Brooklyn Museum, la
Biennale di Venezia e la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Il lavoro di Chanakya si distingue per la volontà di superare la tradizionale distinzione tra artista e artigiano,
riconoscendo il ricamo e le tecniche tessili come linguaggi espressivi contemporanei. Attraverso ricerca,
formazione e collaborazioni artistiche, la fondazione promuove la sostenibilità culturale, preserva oltre 300
tradizioni tessili indiane e contribuisce a mantenere vivo il patrimonio artigianale del Paese, adattandolo alle
sfide del presente.
Il presidente Eugenio Tamburrino:
 «Il Palio di Feltre non è solo una rievocazione storica, ma è un patrimonio vivo che ogni anno si rinnova
grazie alla passione di più di 1500 volontari, dei Quartieri e di un'intera comunità. In questo senso è preziosa
l'attribuzione della Medaglia della Presidenza del Senato, dedicata proprio a tutti i volontari del Palio di
Feltre. Il tema di questa edizione, Passione e Comunità, racconta esattamente ciò che costituisce questo
patrimonio: persone diverse che scelgono di costruire insieme qualcosa che appartiene a tutti. Per questo
abbiamo voluto affidare il drappo a un'artista di straordinario valore come Marinella Senatore, capace di
interpretare la tradizione non come memoria immobile, ma come forza generativa, aperta al dialogo con il
presente. La collaborazione con la Chanakya School of Craft aggiunge un ulteriore significato a questo
straordinario arazzo, portando in dote i valori dei saperi artigianali, della cura, e dell'importanza della cultura
per la comunità. Il Palio custodisce la propria storia, agisce nel presente, ma guarda al futuro, che costruisce
giorno dopo giorno».
L’artista Marinella Senatore: 
«La tradizione resta viva quando non viene semplicemente conservata, ma reinterpretata collettivamente. Ho
immaginato l’arazzo come un paesaggio sociale, costruito per frammenti e apparizioni: immagini provenienti
da tempi e immaginari differenti si incontrano in una costellazione aperta, nella quale ciascuno può
riconoscere qualcosa e immaginare una storia nuova. Io contengo moltitudini esprime un’idea di identità
aperta e mai definitiva. Il paesaggio dell’arazzo è uno spazio della memoria, abitato da figure umane,
animali, piante e architetture senza gerarchie. Il cavallo lo attraversa come una presenza reale e simbolica,
portando con sé l’energia del Palio, ma anche il viaggio, la trasformazione e il desiderio di oltrepassare i
confini».

Karishma Swali ha dedicato la sua carriera alla conservazione, alla valorizzazione e alla reinterpretazione
in chiave contemporanea del patrimonio culturale immateriale dell'India. Immersa fin da giovane nel mondo
dell'arte e dell'artigianato, la sua opera è profondamenteinfluenzata dalle filosofie di Rabindranath Tagore e
Jiddu Krishnamurti. Dal 1998 è alla guida di Chanakya International, una casa tessile di fama mondiale
fondata nel 1984.
Nel 2015, per rispondere alle sfide socio-economiche e ambientali che interessano le comunità artigiane
indiane, Karishma Swali ha fondato la Chanakya Foundation.
Questa visione si è concretizzata ulteriormente nel 2016 con la creazione della Chanakya School of Craft, un
ente no-profit che promuove l'emancipazione femminile attraverso la formazione artigianale e l'impegno
culturale, favorendo l'autonomia e l'indipendenza economica.
Negli ultimi 25 anni, Karishma Swali ha elaborato un linguaggio interdisciplinare distintivo, situato
all'intersezione tra artigianato e arte contemporanea. La sua pratica è caratterizzata da collaborazioni con
artisti internazionali di spicco, che pongono il sapere artigianale sia come mezzo che come metodo all'interno
del discorso culturale contemporaneo. Nel 2020, Swali e gli artigiani diplomati della Chanakya School of
Craft hanno collaborato con l'artista femminista americana Judy Chicago alla creazione di 22 opere
monumentali ricamate a mano, esposte al New Museum di New York. Nel 2021, ha collaborato con l'artista
contemporanea francese Eva Jospin alla realizzazione di *Chambre de Soie* (Silk Room), un'installazione
immersiva lunga 40 metri. A questa è seguita, nel 2023, una collaborazione con l'artista visiva americana
Mickalene Thomas, che ha dato vita a ritratti di grandi dimensioni a tecnica mista esposti al Brooklyn
Museum. Nel 2024, Swali e la Chanakya Foundation hanno presentato congiuntamente *Cosmic Garden* —
una collaborazione con gli artisti indiani Madhvi e Manu Parekh — come evento collaterale della 60ª
Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia. Più recentemente, nel 2025, *En Route* — un
dialogo artistico con Maria Grazia Chiuri — ha debuttato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana
nell'ambito delle celebrazioni per l'Anno Giubilare.
Nel 2022 ha ricevuto il Grazia Millennial Award per l'artigianato contemporaneo ed è stata inclusa nella lista
BoF 500. Nel 2024 è stata insignita del Badass Art Woman Award (BAWA) per il suo lavoro pionieristico
nell'ambito dell'educazione attraverso l'artigianato. Nello stesso anno è stata nominata Chevalier de l’Ordre
national du Mérite. Nel 2025 ha ricevuto l'onorificenza di Officier dans l’Ordre des Arts et des Lettres dal
Console Generale di Francia a Mumbai, per conto del governo francese, e ha inoltre ottenuto l'onorificenza
di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Console Generale d’Italia.
Chanakya International
Fondata nel 1984 a Mumbai, Chanakya è rimasta fedele alla propria missione di valorizzare e sostenere la
bellezza pluralistica del ricco patrimonio culturale indiano. Sotto la guida di Karishma Swali, Chanakya ha
instaurato collaborazioni creative durature con oltre 50 case di moda internazionali, artisti di fama e maestri
artigiani, collocando l'artigianato indiano ai vertici della cultura visiva contemporanea.
Al centro della sua filosofia vi è una profonda riconsiderazione delle gerarchie convenzionali che hanno
storicamente definito i ruoli di artista e artigiano. Promuovendo un nuovo dibattito, Chanakya mette in
discussione tali distinzioni consolidate, riconoscendo nel ricamo non una semplice tecnica decorativa, bensì
un mezzo di innovazione concettuale e materiale.
Chanakya riconosce e valorizza l'importanza delle diverse comunità, delle culture materiali che esse
rappresentano e del ruolo svolto dall'artigianato nella salvaguardia delle storie culturali collettive.
Questo impegno verso la sostenibilità culturale si riflette nel *savoir-faire* di Chanakya e si traduce in capi
di abbigliamento, accessori e opere d'arte. Fedele all'eredità dei propri antenati — fondata su qualità
eccezionale, eccellenza artigianale e valori imprescindibili — Chanakya continua a operare all'avanguardia
dell'eccellenza artigianale, forte di un vasto patrimonio di archivi storici e di una continua ricerca nel campo
dell'artigianato.
Chanakya Foundation & Schol
Fondata nel 2016, la Chanakya School of Craft è un'istituzione no-profit e un collettivo artistico con sede a
Mumbai che porta avanti l'eredità di Chanakya International, una casa tessile con quarant'anni di storia
dedicati alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio culturale indiano attraverso l'eccellenza artigianale. Sotto la direzione
artistica di Karishma Swali – la cui esperienza trentennale nel campo dell'artigianato ne plasma l'identità –
formazione, ricerca e sperimentazione sui materiali si fondono in una pratica condivisa.
La visione della fondazione è incentrata sulla promozione della sostenibilità culturale e di uno sviluppo
olistico attraverso l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e un impegno costante per tutelare il ricco
patrimonio artigianale indiano, promuovendo al contempo le arti. In quanto istituto no-profit dedicato
all'artigianato, alla cultura e alla creazione di una nuova autonomia per le donne, la scuola opera sia come
luogo di apprendimento che di sperimentazione, ponendo le pratiche femminili e la trasmissione
intergenerazionale dei saperi al centro dell'indagine culturale. Spaziando tra tessitura, ricamo a mano,
merletto, intaglio della pietra e ceramica, la scuola integra pedagogia e ricerca sui materiali in un quadro
interdisciplinare.
Attingendo a oltre 300 tradizioni di ricamo e tessitura, essa afferma l'artigianato come una forma vitale di
espressione contemporanea e, dalla sua fondazione, ha formato oltre 1.400 donne.Tra le recenti presentazioni
istituzionali figurano Frieze London 2025; Indigo: The Sky Below (2025) presso il Mobilier National, Parigi;
En Route (2025) presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma; e Cosmic Garden (2024), presentato come
evento collaterale della 60ª Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia.

Pratica artistica
Al centro delle tradizioni artigianali indiane ci sono i creatori, i professionisti, gli educatori e gli innovatori
che sostengono e fanno evolvere queste pratiche artigianali, integrando la conoscenza ancestrale con le
intuizioni contemporanee. In un mondo in rapida evoluzione, preservare questi mestieri salvaguarda le
narrazioni culturali, offrendo un vitale contrappunto alle forze omogeneizzanti della modernità. Attraverso la
sua attività, la Chanakya Foundation onora i custodi del patrimonio, portando avanti la loro eredità
con cura e integrità, contribuendo al contempo al panorama in continua evoluzione dell'arte tessile in India,
garantendo che l'artigianato tradizionale continui a trovare rilevanza e risonanza nel mondo contemporaneo.