Così il Capitano del Palio, Giuseppe Vertucci: È alle porte l’edizione 2026 del Palio di Asti che, nel solco della tradizione, guarda al futuro con un sempre maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni. Ne sono orgoglioso: il progetto “A lezione di Palio” ha registrato una partecipazione ancora più ampia delle scuole. È un segnale importante di un crescente interesse nel custodire e trasmettere una tradizione identitaria, bene culturale immateriale che appartiene a tutta la comunità astigiana. Come Capitano, sono orgoglioso di rappresentare il Palio tutto l’anno e non solo a settembre e sento particolarmente forte la responsabilità di tutelarne i valori e la simbologia. Si avvicina la settimana più importante: la pista è quasi pronta, mercoledì e giovedì si terranno le visite veterinarie, indispensabili per garantire salute e benessere dei cavalli, mentre venerdì e sabato le prove ci permetteranno di assistere all’esordio delle accoppiate cavallo-fantino. Le serate saranno animate dagli eventi dei comitati, cuore pulsante dell’appartenenza alla tradizione e luogo in cui si formano le nuove generazioni. Quest’anno ho inoltre profuso il mio impegno in una rilevante novità organizzativa: grazie all’intesa tra Comune e Collegio dei Rettori e al servizio fornito da GRP, avremo a disposizione immagini e filmati dettagliati dell’intero tracciato. Uno strumento che consentirà maggiore chiarezza sui fatti della corsa, aiutandoci a dirimere eventuali controversie e ad adottare rapidamente, se necessario, gli opportuni provvedimenti.
Il Maestro del Palio Marco Aru: Questi due Drappi rappresentano per me molto più di due opere pittoriche: sono la realizzazione di un desiderio che, fin da bambino, mi faceva sognare. Un traguardo che per molto tempo ho considerato quasi irraggiungibile. Nascono dai miei studi e dalle mie ricerche, rivolte in particolare al Rinascimento piemontese e a maestri come Jaquerio, insieme alle scoperte quasi “alchemiche” che hanno accompagnato il mio percorso verso la pittura astratta. Ho sempre creduto nell’incontro tra la conoscenza artigianale, da Cennino Cennini a Vasari, e la filosofia, come strumento per interrogarsi sull’uomo e sulla vita. Il Drappo della Collegiata di San Secondo racconta il lascito del Santo attraverso la caduta del mantello e il sacrificio del proprio io. Il Palio rappresenta invece il coraggio che sconfigge la paura: l’asta del vessillo del Santo schiaccia il canapo, quasi un serpente sconfitto, dando il via alla corsa e a un nuovo valore della vita. Questo percorso proseguirà nelle tre esposizioni di questi mesi: al Seminario Vescovile di Asti, dal 4 al 13 settembre, con “Materia e Spirito”, e poi al Castello di Soglio e alla Confraternita dei Batù di Villanova d’Asti, tra settembre e ottobre. Ringrazio l’assessore Riccardo Origlia e l’assessore Paride Candelaresi, insieme a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione delle mostre.
Pier Paolo Squillia, Presidente del Collegio dei Rettori, dichiara: Il Palio di Asti non nasce a settembre ma nei mesi che lo precedono, attraverso il lavoro e la passione dei Comitati. Per un anno intero ogni Rione, Borgo e Comune lavora con un unico obiettivo: arrivare in Piazza Alfieri con l’accoppiata fantino-cavallo più competitiva, inseguendo il sogno della vittoria. È questa continua ricerca dell’eccellenza a rendere il Palio una competizione straordinaria. Anche quest’anno la pista vedrà protagonisti alcuni tra i migliori cavalli e fantini in circolazione, interpreti di primo livello che hanno scelto Asti e daranno vita a una corsa di grande valore tecnico e agonistico. Dietro quei pochi minuti di gara ci sono mesi di lavoro, scelte, sacrifici, passione e responsabilità. Ogni Comitato porta in Piazza Alfieri il frutto di questo percorso, con l’ambizione di vincere e l’orgoglio di rappresentare i propri colori e la propria comunità. È questo che rende unico il nostro Palio: una festa profondamente radicata nella tradizione ma anche una competizione vera, nella quale ogni anno i migliori si sfidano per conquistare il Drappo.
Il Palio di Asti – dichiara Mariano Rabino, presidente Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – segna l’inizio del Settembre Astigiano e dei grandi eventi autunnali in Langhe Monferrato Roero. Dai dati pubblicati dal Ministero del Turismo, il primo semestre 2026 ha registrato dati in crescita per quanto riguarda le presenze turistiche in Piemonte. Ci aspettiamo, quindi, una ricaduta positiva anche nell’Astigiano che da anni mostra numeri e qualità in aumento costante, grazie ad un’offerta turistica consolidata e conosciuta che combina enogastronomia, tradizione e cultura. I nostri turisti cercano esperienze autentiche, il contatto con la comunità locale e la conoscenza delle tradizioni e della cultura di Langhe Monferrato Roero, In quest’ottica, il Palio e la città di Asti sono componenti di grande rilievo nell’offerta della nostra destinazione turistica.