Dopo 23 anni, per la prima volta la Buca del Palio non ospiterà la kermesse
Il festival Marea va in pensione. Non ci sarà l’edizione numero 24 del festival che tanto aveva animato la Buca di Fucecchio nelle notti d’estate. Il comitato organizzatore, che è prossimo allo scioglimento, non se l’è sentita di riproporre la formula degli ultimi anni. E così addio – almeno per ora – ai concerti in Buca o al panino mentre si ascolta la musica. Non è da escludersi che il prossimo anno possa nascere qualcosa di nuovo ma Marea è destinata a rimanere un bel ricordo per tanti fucecchiesi (e non solo). D’altronde il format attuale non ce la faceva più a sostenere i costi e così amministrazione e comitato hanno deciso di mettere un punto e di provare a ripartire, con un qualcosa di diverso. Che – se ci sarà – non sarà in Buca, proprio per i costi prima citati: «Dispiace molto – spiega Leonardo Innocenti del comitato – ma siamo concordi nell’abbandonare Marea così come la conosciamo, dopo tanti anni in cui aveva dato lustro a Fucecchio. Ciò non toglie di sedersi tutti insieme ad un tavolo e parlarne, anche se credo sia giunto il momento di lasciare spazio ai giovani». Marea, per farla breve, non era più “attuale” e rischiava di soccombere dinanzi ai tanti festival che già animano l’Empolese Valdelsa. La strada da percorrere al momento è un’altra e prevede un maggior coinvolgimento dei giovani, magari da riuscire ad inserire in prima persona in quella che deve diventare la loro festa. «Dobbiamo tornare alle origini – aggiunge la vicesindaca
Emma Donnini – coinvolgendo giovani e associazioni. Penso ad esempio ad una tre giorni, non in Buca, con un’organizzazione più snella. Ma devono essere i giovani stessi a realizzare quello che vogliono, visto che sono molto attivi. E poi sarebbe importante avvicinare i giovani stessi alle associazioni, così da garantire loro un ricambio». Questo è un qualcosa di cui eventualmente si parlerà dalla prossima stagione, a settembre. Insomma, quei concerti di De Gregori, Elisa, Bregovich e Articolo 31 sono destinati a rimanere un bel ricordo. Anche perché le casse comunali non possono più elargire
contributi corposi e l’unica strada è che un privato si accolli un rischio d’impresa. La notizia della “pensione” di Marea girava in città già da un po’ di tempo, visto che stranamente non si parlava dei nomi degli artisti che quest’anno avrebbero dovuto essere sul palco della Buca d’Andrea.
