Il Tar sceglie la trattazione collegiale del ricorso contro il trasloco del galoppo, alla luce della richiesta di risarcimento presentata dal mondo ippico
Non ci saranno anticipazioni: bisognerà aspettare l’11 luglio per sapere se nel futuro del Casalone potranno ancora esserci i cavalli: sulla pista, a galoppare. E, per scoprire – nel caso in cui il Tar confermasse che le storiche scuderie possono svuotarsi per sempre – se qualcuno dovrà risarcire il danno paventato da chi ha fatto ricorso ai giudici amministrativi, cioè una settantina tra fantini e allenatori di cavalli, proprietari di scuderie e semplici appassionati: costoro chiedono al Tar di impedire il trasferimento delle corse di galoppo in dote al Casalone all’ippodromo dei Pini di Follonica.
Bisognerà dunque attendere dieci giorni e senza anticipi sulla tabella di marcia perché è stata respinta dalla prima sezione del Tribunale Amministrativo della Toscana – presieduta da Manfredo Atzeni – la richiesta di misure cautelari che Stefano Mattii, avvocato del Foro di Fermo, il 27 giugno ha avanzato al presidente, contestualmente al rinvio all’11 luglio della camera di consiglio per la trattazione collegiale. Tradotto: per non perdere tempo, l’avvocato dei cavallari aveva chiesto al presidente della prima sezione del Tar di esprimersi “monocraticamente” sul ricorso presentato senza che si dovesse attendere dunque il giudizio “collegiale”; il presidente ha risposto di no, alla luce anche del fatto che «il danno paventato dai ricorrenti – si legge nella relazione di Atzeni che rimanda la trattazione all’11 luglio – è suscettibile di risarcimento». Insomma, si tratta di una questione non da poco: se il Tar desse ragione
al Mondo Cavallo la patata bollente cadrebbe sui ministeri dell’agricoltura e delle finanze ma anche sulla Società Ippodromo del Casalone e sul Comune di Grosseto che non si sono costituti in giudizio e su Sistema Cavallo di Follonica difesa da Alessandro Antichi.
Autore: Giovanna Mezzana
Fonte: Il Tirreno Edizione Grosseto
