Palio di Asti, Pillole di Palio: La Vittoria di San Rocco nel Palio del 1984

PALIO 1984: ACETO REGALA
SPETTACOLO ED E’ SAN ROCCO
DI ELIO RUFFA A CONQUISTARE
IL DRAPPO DI GUGLIELMINETTI
Anno 1984: tornano i fantini senesi (cade infatti il veto di partecipazione per le monte di fuori regione) e la Cattedrale organizza la prima edizione del “Mercà di Busiard”.
Nel Palio trionfa San Martino San Rocco, Rione e Borgo guidato dal mitico Elio Ruffa.
Fantino è il Re Aceto, al secolo Andrea Degortes. Cavallo il velocissimo Stachys (ribattezzato Sotto). Piazza d’onore per Santa Maria Nuova con l’emergente “Pesse”. Il Drappo, uno dei più belli di sempre, è opera del Maestro Eugenio Guglielminetti. La festa biancoverde dopo la vittoria passerà agli annali. Nel catino oltre 30.000 persone.
Batterie: due, ognuna di tre giri, i primi quattro in finale. Capitano: Mario Quirico.
Magistrati: Renato Serra e Enrico Pozzi.
Mossiere: Sabatino Vanni (Siena). Maestro del Palio: Eugenio Guglielminetti.
PRIMA BATTERIA
DALLO STECCATO: San Secondo (Alfredo Perraro, su Barone), Torretta (Mario Beccaris, su Mistero), Santa Maria Nuova (Giuseppe Pes, su Beligambi), Santa Caterina (Antonio Gagliardi, su Moreno), Tanaro-Trincere-Torrazzo (Giovanni Viarengo, su Anno Santos), Cattedrale (Giuseppe Serratore, su Graziano), Costigliole (Silvio Etrea, su Cortese degli Angeli), Viatosto (Mario Cottone, su Cinzano Bianco) e Moncalvo (Antonio Casula, su Iris II).
Nervosismo al via: il cavallo di San Secondo fatica ad avvicinarsi al canapo e quando lo fa succede il putiferio. Il fantino viene “scaricato” e saltano via anche un paio di paletti dello steccato. Prima mossa invalidata. Stesso discorso per la successiva, ma qui le contestazioni si fanno sentire. Buona la terza infine, anche se decisamente meno accettabile della precedente . Se ne vanno in quattro, Costigliole, Torretta, Santa Maria Nuova e Moncalvo. Lo sviluppo della corsa sarà estremamente lineare, al punto che le posizioni non cambieranno più. Le restanti accoppiate non arrivano neppure ad insidiare la quarta posizione.
SECONDA BATTERIA,
DALLO STECCATO: San Martino San Rocco (Andrea De Gortes, su Sotto), Don Bosco (Domenico Ginosa, su Stazione Finlandia), San Paolo (Michele Ascolese, su Graspanera), San Lazzaro (Rinaldo Spiga, su Dakkar), Nizza (Vincenzo Foglia, su Elf), Montechiaro (Vincenzo Ascolese, su Lady Barbera), San Pietro (Renato Magari, su Fortino) e San Silvestro (Massimo Alessandri, su Viscontino).
La piazza ribolle. L’attesa per vedere all’opera Aceto è spasmodica. C’è tensione massima tra i canapi. Ginosa, fantino di Don Bosco e già vittorioso l’anno precedente per San Pietro non riesce a gestire Stazione Finlandia, mentre problemi ha anche Renato Magari, fantino rossoverde, su Fortino, cavallo vincente nel 1983. Volano nerbate ed insulti: alla “bagarre” partecipano anche San Silvestro e Montechiaro. Alla fine Vanni abbassa per calmare le acque. Troppo nervosismo. Partono tutti tranne Aceto, che resta lì tranquillo. Il mossiere annulla la partenza ed uno spettatore, esasperato dalla situazione, salta le transenne e cerca di farsi giustizia da solo. I Carabinieri lo neutralizzano. La ormai la bolgia è totale. Vanni decide di arretrare Ginosa (Don Bosco) in seconda fila, poichè il suo cavallo scalcia. Dopo mille tribolazioni alla fine arriva la partenza valida: come già accaduto nella prima batteria si porta subito davanti un quartetto. Lo compongono San Lazzaro, San Silvestro, San Rocco e San Pietro. Aceto non è tranquillo del terzo posto, teme il ritorno di Don Bosco e per sicurezza infila “Bazzino”, fantino di San Silvestro. Magari riesce a respingere l’attacco di Ginosa e difende la quarta posizione. In finale vanno San Lazzaro, San Rocco, San Silvestro e San Pietro.
FINALE
DALLO STECCATO: Moncalvo (Casula su Iris II), Costigliole (Etrea, su Cortese degli Angeli), San Martino San Rocco (Degortes su Sotto, vero nome Stachys), Torretta (Beccaris su Mistero, vero nome Mister Mala), San Silvestro (Alessandri su Viscontino, vero nome Jaskier), San Pietro (Magari su Fortino, vero nome Cringleford), San Lazzaro (Spiga su Dakkar) e Santa Maria Nuova (Beppino Pes su Beligambi, vero nome Sir Edward).
Partenza valida quando è quasi buio. Parte come una scheggia Casula (Moncalvo), lo inseguono Spiga (San Lazzaro), Aceto (San Rocco) e il “Pesse” (Santa Maria Nuova). Piantato al canapo Beccaris (Torretta). Dopo un giro Aceto “muove” Stachys e passa Spiga che finirà risucchiato nelle retrovie. Le posizioni mutano. Santa Maria Nuova ha superato Moncalvo e pare lanciata verso la vittoria. Il fantino biancoverde attacca il Casula (Moncalvo) e lo passa con sicurezza, ma a Degortes resta l’ultimo ostacolo: il “Pesse”. L’attacco è impressionante, da dentro o fuori: siamo nel terzo giro. Aceto affianca il rivale, volano le nerbate per almeno 200 metri di corsa, poi Stachys fila via come una fucilata. San Martino San Rocco del Rettore Elio Ruffa vince il suo primo Palio dall’anno della ripresa. Può esplodere la festa biancoverde.
I Rettori di quell’anno: San Martino San Rocco, Elio Ruffa; Santa Maria Nuova, Pier Paolo Ruscalla; San Pietro, Mario Ribero; Moncalvo, Ercole Zanello; Costigliole, Gino Morando; San Lazzaro, Franco Serpone; San Silvestro, Sergio Panza; Torretta, Gian Carlo Fassone; Cattedrale, Alberto Chiesa; Don Bosco, Italo Bologna; San Paolo, Silvano Ghia; San Secondo, Marco Merlo; Santa Caterina, Andrea Vignale; Tanaro-Trincere-Torrazzo, Primo “Durin” Rasero; Viatosto, Lino Famiglietti; Nizza, Bruno Verri; Montechiaro, Gian Marco Rebaudengo.
Autore: Max Elia

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