BUONA PASQUA A TUTTI DALLA SPLENDIDA ABBAZIA DI SANT’ANTIMO (MONTALCINO/SIENA)…DA QUESTO LUOGO SPLENDIDO CIRCONDATO DI ULIVI, PRENDO SPUNTO PER RACCONTARVI UNA LEGGENDA PASQUALE SU QUESTI ALBERI.
Una volta gli ulivi erano alberi molto alti e dritti che vivevano nel bosco, invece ora sono piccoli, bassi, tutti storti.
La leggenda narra… Quando dovevano mettere in croce Gesù, il sommo sacerdote Caifa mandò a cercare due lunghe e robuste travi di legno per la croce del Nazzareno. Allora i soldati si diressero verso l’uliveto ma nel vederli arrivare gli ulivi uno per uno furono assaliti da un dolore immenso, nessun albero voleva fare una cosa così atroce, non volevano essere loro il legno della croce, volevano morire, volevano sradicarsi dalla terra e dal dolore si attorcigliarono su se stessi, si strapparono le viscere, volevano sprofondare e nascondersi alla vista di tutti, non volevano essere complici dell’uccisione del Figlio di Dio. Si ridussero a delle forme rattrappite, storte, si piegarono e torsero talmente tanto che i rami si spezzarono, e il tronco si piegò spaccando la corteccia. Allora gli uomini, nel vedere quei mostri di alberi ne furono quasi spaventati e se ne andarono. Proseguirono la loro ricerca in un’altra foresta poco distante, una foresta di faggi e querce e fu proprio una grande quercia a dare il legno per la croce. Gli ulivi furono felici e dalla felicità piansero. Le lacrime si tramutarono in piccole gocce, chiamate olive, buone per tante cose, per nutrire, per alleviare, per abbellire, per dar la benedizione ai morenti. E’ il dono fatto loro dal Padre Creatore per essersi rifiutati di diventar complici dell’uccisione di Suo Figlio Gesù.
Buona Pasqua a tutti voi
Gabriele Ruffoli

