Orazio Peluso (Forza Italia), con un’interrogazione presentata in Consiglio comunale oggi, ha chiesto informazioni sull’emissione dei fumi prodotti dai treni in sosta.
<<Nelle adiacenze della Stazione Ferroviaria – ha detto il consigliere – vi sono delle abitazioni civili e una sede di Poste Italiane dove lavorano circa 100 dipendenti. Durante il giorno, e in particolare al mattino (dalle 3 alle 6), alcune locomotive diesel vengono lasciate accese per diverse ore sul binario vicino alle case e all’ufficio con la conseguente preoccupazione per una possibile anomala esposizione a gas di scarico>>.
Per questi motivi, il consigliere ha chiesto <<se, in passato, è stato informato il Dipartimento Prevenzione dell’Usl Toscana Sud Est e, in caso affermativo, quali siano stati i risultati; se si ritiene comunque opportuno procedere alla richiesta di un monitoraggio dell’aria allo stesso Dipartimento per valutare e constatare se vi sia un inquinamento in atto accertando, con apposita indagine, la concentrazione di composti organici volatili (COV)>>.
A rispondere l’assessore alla Sanità Francesca Appolloni la quale ha fatto presente che <<il dipartimento di Prevenzione, come comunicato dal direttore generale dell’Usl Antonio D’Urso, non ha ricevuto segnalazioni sulla problematica di cui tratta l’interrogazione, né da parte di cittadini che risiedono nella zona né dai lavoratori delle Poste in loco>>. Nella comunicazione ricevuta da D’Urso si legge che “il problema segnalato è di tipo ambientale, del quale è competente la sezione ARPAT di Siena, alla quale va, quindi, da parte dei cittadini rivolta l’eventuale richiesta di effettuare i rilievi di inquinanti atmosferici, anche se prodotti dal traffico ferroviario, e inquadrabili nel piano di monitoraggio annuale che la Regione effettua della qualità dell’aria. A tal proposito, è stato interpellato il responsabile della sede senese ARPAT che ha riferito che in passato non sono state effettuate misure di inquinanti da traffico in quella zona e di non aver ricevuto segnalazioni o richieste”. L’assessore ha concluso ricordando <<la piena disponibilità da parte del Dipartimento di Prevenzione ad offrire il proprio contributo per la valutazione dei dati qualora disponibili>> ribandendo che <<la questione posta dell’interrogante è una questione tra privati ed Arpat e non di competenza del Comune>>.
Peluso, nel prendere atto della risposta ricevuta e <<dello scarica barile tra i due dipartimenti>>, non si è ritenuto soddisfatto. <<Consiglierò – ha aggiunto – ai condomini e ai responsabili delle Poste Italiane dell’ufficio in oggetto di mettere nero su bianco quanto mi avevano fatto presente e di avviare la richiesta di una procedura di controllo dell’aria>>. Concludendo che <<nel 2022 non è possibile che vengano utilizzati ancora treni a gasolio e che con 8 binari a disposizione sarebbe forse il caso di farli ‘riscaldare’ all’ottavo e non al primo che è quello vicino ad abitazioni e uffici>>.
Ufficio Stampa Comune di Siena
