Presentata la ricomposizione della Pala del Maestro
dell’Osservanza
Una straordinaria aggiunta al patrimonio della Pinacoteca
È stato presentato stamani 6 giugno, presso la Pinacoteca Nazionale di Siena, il lavoro di ricomposizione
della Pala del Maestro dell’Osservanza, capolavoro dell’arte senese del primo Quattrocento, che entra
definitivamente nel patrimonio del museo statale. Un’operazione di grande importanza, che unisce
finalmente la pala d’altare raffigurante la Madonna in trono con il bambino in piedi tra Sant’Ambrogio e
San Girolamo, con la predella dove al centro è rappresentato il Crocifisso con i dolenti e ai lati gli episodi
di Sant’Ambrogio che scaccia gli ariani e San Girolamo penitente nel deserto.
Il grande progetto, ideato da Alessandro Bagnoli e concretizzatosi grazie ad Axel Hémery, direttore della
Pinacoteca Nazionale, ha permesso la ricomposizione dei due elementi, pala e predella dell’opera, un
tempo posta nella chiesa di San Maurizio a Siena sull’altare della cappella Orlandi. La pala venne poi
trasferita nella Basilica dell’Osservanza mentre la predella rimase nella collezione museale senese. Per
la ricomposizione dell’opera è stata necessaria la ricostruzione di alcune porzioni della carpenteria
architettonica su progetto dell’architetto Simone Lucii affiancato dalla storica dell’arte Elisabetta Belli e
realizzato da Stefano e Daniele Butti per conto dell’Opera della Metropolitana di Siena. Le operazioni si
sono svolte sotto la supervisione di Alessandro Bagnoli, di Axel Hémery e di Elena Pinzauti, funzionaria
restauratrice della Pinacoteca Nazionale. L’importante iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno
dell’Associazione Amici della Pinacoteca Nazionale di Siena e della sua presidente Donatella Capresi, al
sostegno finanziario di Pianigiani Rottami e del Club Rotary di Montaperti.
Da oggi l’opera, finalmente ricomposta, è esposta in sala 16 dove si trovano le grandi pale d’altare di
Sano di Pietro.
“L’operazione “Pala dell’Osservanza” – afferma il direttore della Pinacoteca Axel Hémery – non è una
timida ipotesi di ricongiungimento offerta agli addetti ai lavori ma la concretizzazione dell’aggiunta di un
capolavoro assoluto della pittura senese a un museo che per il periodo che va dal ‘200 all’inizio del ‘400
non presenta altro che capolavori. È oltretutto la correzione di un’assurdità storica che era stata la
disgiunzione di due elementi presenti insieme nell’istituto di belle arti all’inizio del ’800. Il titolo attuale
ricorda il nesso oramai storicizzato tra opera e artista anche se sarebbe più giusto da un punto di vista
storico e meno fuorviante ribattezzarla Pala di San Maurizio. Se il grande pubblico e i senesi saranno i
primi a beneficiare di questa nuova presentazione, sarà la storia dell’arte tutta che ne trarrà il maggior
vantaggio. L’operazione “Pala dell’Osservanza” lascerà una traccia profonda, vale molto più di una
mostra ma anche più di un’acquisizione: è un appuntamento della Pinacoteca con sé stessa e questi
momenti rari vanno apprezzati e festeggiati con tutto il territorio e la cittadinanza. Un ringraziamento
speciale ad Alessandro Bagnoli, ideatore del progetto, all’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa e
Montalcino, alla comunità francescana, alla parrocchia dell’Osservanza e a tutti i soggetti che hanno
partecipato all’importante progetto”.
