Durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 26 febbraio, l’assessore ha risposto all’interrogazione della consigliera Gabriella Piccinni (gruppo Partito Democratico)
Lo stato di attuazione del Bilancio di genere del Comune di Siena è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 26 febbraio, dalla consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico Ha risposto l’assessore alle pari opportunità del Comune di Siena, Micaela Papi.
“Nel corso del 2024 – ha spiegato l’assessore – la Provincia di Siena ha aderito all’Avviso pubblico regionale per la realizzazione di attività di sensibilizzazione e sostegno alla parità di genere, finanziato nell’ambito del PR FSE+ 2021–2027, Priorità 1 ‘Occupazione’, Obiettivo Specifico C – Attività 1.c.2 ‘Azioni di sistema e di mainstreaming’, approvato dalla Regione Toscana con atto dirigenziale numero 12182 del 31 maggio 2024. Il finanziamento assegnato alla Provincia di Siena ammonta a 471.020,14 euro per una durata di trentasei mesi, subordinatamente alla presentazione di un progetto esecutivo. A partire da maggio 2024 è stato avviato un percorso di concertazione con soggetti pubblici e privati del territorio, finalizzato alla definizione delle linee progettuali. A fine 2024 è stato sottoscritto l’Accordo territoriale di genere 2024–2027 da parte dei Comuni della provincia, a sostegno delle azioni previste nel progetto Peace 2”.
“Il Comune di Siena – ha proseguito Papi – partecipa al progetto Peace 2, che prevede la sperimentazione e l’implementazione del Bilancio di genere nel triennio 2025–2027, in collaborazione con i Comuni di Chianciano Terme, Chiusi, Poggibonsi, San Gimignano e Sinalunga. L’ultimo Bilancio di genere del Comune di Siena risale al 2014. La ripresa di questo strumento risulta coerente con il programma di mandato del Sindaco e della Giunta, che prevede il rafforzamento delle politiche di pari opportunità. Il percorso tecnico-metodologico è stato affidato alla società Terre di Siena Lab, che supporta i Comuni aderenti attraverso professioniste specializzate. Nel corso del 2025 è stata avviata la fase tecnica preliminare, finalizzata a garantire solidità metodologica, coerenza interna del documento e attendibilità e verificabilità dei dati. L’attività ha riguardato la definizione dell’impianto metodologico condiviso, la riclassificazione sperimentale delle voci del bilancio consuntivo 2024 in ottica di genere e la raccolta e l’analisi dei dati relativi al personale e ai principali ambiti di erogazione dei servizi comunali. È stato predisposto un primo documento tecnico di Bilancio di genere relativo all’annualità 2024, quale base conoscitiva e metodologica per il triennio 2025–2027. La versione definitiva, revisionata dalla professionista incaricata, è stata trasmessa a Terre di Siena Lab per l’impaginazione. Il documento è stato redatto come rendiconto consuntivo, attraverso una riclassificazione della spesa comunale articolata in spese direttamente inerenti al genere, spese indirettamente sensibili al genere e spese neutre. Le missioni del Documento unico di programmazione (Dup) sono state analizzate in chiave trasversale (di genere) con una lettura integrata delle politiche comunali. Si precisa che il Bilancio di genere è uno strumento di rendicontazione ex post e richiede l’analisi del bilancio consuntivo. Pertanto, il documento relativo all’annualità 2025 potrà essere redatto solo successivamente all’approvazione e alla piena disponibilità del consuntivo 2025, utilizzando la metodologia già strutturata”.
“Le attività formative – ha evidenziato l’assessore – sono state avviate fin dalle fasi iniziali del progetto, attraverso incontri organizzati sia a livello di singolo ente sia in modalità congiunta con gli altri Comuni aderenti, al fine di garantire uniformità metodologica. La collaborazione intersettoriale ha consentito di sviluppare l’analisi descrittiva del contesto, la riclassificazione del bilancio e l’elaborazione dei dati statistici. Il percorso formativo è attualmente in fase di consolidamento. Nelle prossime annualità si prevede di rafforzare ulteriormente i processi di raccolta e sistematizzazione dei dati, la disaggregazione per genere e l’integrazione strutturale del principio di gender mainstreaming nei processi decisionali”.
“Il Comune di Siena – ha concluso l’assessore Papi – ha riattivato in modo strutturato il percorso del Bilancio di genere, dopo oltre dieci anni dall’ultima esperienza, inserendolo in una progettualità territoriale ampia e finanziata. È stato predisposto il primo documento tecnico relativo al 2024, che costituisce la base metodologica per il triennio 2025–2027. Il percorso formativo e organizzativo è in corso di consolidamento e consentirà, nelle prossime annualità, un progressivo miglioramento della qualità dei dati e dell’integrazione della prospettiva di genere nelle politiche comunali. L’amministrazione conferma pertanto l’impegno a rendere il Bilancio di genere uno strumento di programmazione, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche, in coerenza con gli obiettivi di pari opportunità e trasparenza amministrativa”.
La consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Vorrei sottolineare un dato: questa documentazione è sì a consuntivo, però non deve essere considerato un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Anche il decreto della Regione Toscana parla molto chiaro, i Comuni devono favorire la diffusione e l’adozione del Bilancio di genere per poter programmare. L’amministrazione non si può limitare alla raccolta di dati passivi e deve tradurre questi dati in criteri, ad esempio di premialità nei propri bandi comunali per chi rispetti determinate caratteristiche. Tutto questo dovrebbe tradursi in vantaggi in termini di efficienza dell’amministrazione, perché si possono indirizzare le risorse; ad esempio, chi usa davvero il trasporto pubblico in certi orari, o chi beneficia maggiormente dei sussidi sportivi, permettendo di non sprecare denaro pubblico in servizi che non intercettano tutti i bisogni reali della popolazione. Siena ha due atenei, Unisi e Unistrasi, che sono eccellenze nella realizzazione dei gender equality plan, e non ho capito se la Giunta si avvale di queste competenze o se il dialogo con il territorio si limita alla delega tecnica a Terre di Siena Lab. Ho sentito poi un’affermazione un po’ generica sul punto relativo ai dipendenti e agli amministratori che hanno effettivamente preso parte a questi percorsi di sensibilizzazione: se non sono formate le persone che se ne devono occupare, naturalmente tutto cade. Mi dichiaro solo parzialmente soddisfatta, perché il Bilancio di genere deve indirizzare le azioni del governo cittadino e deve essere lo specchio di una città che vuole essere inclusiva. Per questo c’è bisogno che questo documento diventi un impegno strutturale e non una pratica burocratica legata a un singolo bando regionale”.
