Siena: Illustrato il Piano integrato di salute al Consiglio comunale

Il documento è stato presentato nella seduta di oggi, martedì 14 aprile

E’ stato illustrato al Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, martedì 14 aprile, il Piano integrato di salute (Pis) della Società della Salute zona distretto senese, ai sensi dell’articolo 21, comma 3, della legge regionale numero 40 del 2055. L’atto è stato presentato all’aula dal direttore della Sds Senese, Lorenzo Baragatti.

 

Il piano. Come si legge nel documento illustrato “la Società della Salute senese assume, per il periodo di vigenza del Piano integrato di salute, la visione della salute come bene comune e risultato di corresponsabilità, orientando la propria programmazione alla promozione del benessere, all’equità di accesso, alla prossimità dei servizi, alla partecipazione dei cittadini e all’innovazione del sistema socio-sanitario locale”. Il Piano Integrato di Salute si articola in sei assi strategici: promozione della salute e prevenzione, con azioni volte a favorire corretti stili di vita e a ridurre i comportamenti a rischio; integrazione socio- sanitaria e gestione della cronicità, attraverso il rafforzamento della rete territoriale, della continuità assistenziale e della domiciliarità; salute mentale e benessere relazionale, con interventi di prevenzione, inclusione e prossimità; famiglie, minori e comunità educanti, a sostegno della genitorialità, dell’inclusione educativa e della prevenzione del disagio giovanile; inclusione sociale e contrasto alle disuguaglianze, con particolare attenzione alle persone vulnerabili e all’autonomia abitativa e sociale; innovazione e governance partecipata, finalizzata a rafforzare il ruolo dell’Ufficio di Piano, la co-progettazione con il terzo settore e la transizione digitale. Per ciascun asse strategico è stato identificato un coordinamento ed alcuni soggetti referenti che hanno condotto e governato un gruppo di lavoro partecipato finalizzato all’individuazione di obiettivi, programmi ed azioni descritte nel dettaglio nelle schede attività. L’attività dei gruppi si è intersecata con il processo di co-programmazione che ha avuto formale avvio il16 gennaio 2026 previa emissione di apposito avviso; il 16 febbraio 2026 la bozza semi-definitiva del Pis è stata presentata nell’ambito di una Agorà pubblica recependo le indicazioni emerse dal lavoro svolto. Ciascun gruppo di lavoro ha provveduto all’inserimento di obiettivi pro- grammi ed azioni nel sistema Proweb. In totale hanno partecipato alla redazione del piano circa trenta soggetti tra enti pubblici, associazioni, cooperative, organizzazioni sindacali. La partecipazione è stata estesa al Magistrato delle Contrade di Siena che ha interagito sia direttamente che attraverso le diciassette commissioni solidarietà. Il documento finale contempla, oltre agli obiettivi di salute, coerenti con gli assi strategici delle linee di indirizzo deliberate dall’assemblea dei soci, nuovi programmi ed azioni sia trascinate dal precedente periodo che nuove in relazione ai bisogni emergenti.

 

Prima dell’illustrazione del Pis della Società della salute Senese in Consiglio comunale, sono intervenuti l’assessore ai servizi sociali, al volontariato e al terzo settore, Micaela Papi, e l’assessore alla sanità e al diritto alla salute, Giuseppe Giordano.

 

Il Piano integrato di salute – ha detto l’assessore Papi -, uno strumento fondamentale per la programmazione e per il futuro del nostro territorio. Si configura come uno strumento programmatorio strategico di carattere triennale, integrato annualmente dal Piano operativo annuale (Poa), che rappresenta il livello attuativo della programmazione delle politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali a livello territoriale. Il Pis non rappresenta soltanto un documento tecnico, ma una visione condivisa di comunità. È il luogo in cui si intrecciano conoscenza, governance e territorio: tre parole chiave che oggi assumono un significato ancora più profondo. Il nuovo Piano integrato di salute si pone come uno strumento concreto per: ridurre le disuguaglianze, rafforzare la prevenzione, promuovere inclusione e coesione sociale, valorizzare le reti territoriali. Il percorso che ha portato alla sua approvazione è partito da un atto di indirizzo dell’assemblea dei soci della SdS, che ha definito le priorità e orientato il lavoro successivo. A partire da questo, si è sviluppata una fase tecnica di elaborazione, che ha tenuto conto dei bisogni della popolazione, dei dati disponibili e degli indirizzi regionali. Ma l’elemento più qualificante di questo processo è stato il suo carattere partecipativo”.

 

“Il Pis – ha aggiunto l’assessore – è stato infatti costruito attraverso un percorso di co-programmazione che ha coinvolto attivamente tutti gli attori del territorio: i Comuni, che incidono sui fattori sociali, educativi e territoriali, in particolare sui servizi sociali e di assistenza, sulle politiche per anziani e disabili, sull’educazione, sulla prevenzione e sull’inclusione sociale (elementi che determinano concretamente il benessere delle persone); l’azienda sanitaria, che rappresenta il livello operativo della sanità sul territorio; il mondo dell’università; il terzo settore; le associazioni di volontariato e, più in generale, l’intera comunità locale. Questo è avvenuto attraverso tavoli di lavoro tematici, uno per ogni asse strategico, momenti di confronto e strumenti di partecipazione strutturata, come il Comitato di partecipazione e la Consulta del terzo settore. In questi contesti sono stati analizzati i bisogni, individuate le priorità e costruite insieme le risposte”.

 

“L’obiettivo – ha proseguito Papi – è quello di integrare le politiche sanitarie e sociali, migliorare l’efficacia degli interventi e rafforzare la corresponsabilità nella tutela della salute. Un elemento particolarmente significativo del percorso è stato, a conclusione della co-programmazione, l’Agorà della Salute, promossa dalla Società della Salute senese: un momento di confronto e uno spazio pubblico di ascolto e partecipazione che ha riunito istituzioni, professionisti, terzo settore e cittadini, contribuendo a rafforzare quella corresponsabilità che è alla base di un sistema integrato dei servizi più equo e più vicino alle persone. In sintesi, il Pis non è solo un piano, ma un processo, un vero e proprio patto territoriale: un percorso condiviso che mette al centro la comunità e si fonda su una governance partecipata, condizione essenziale per costruire politiche realmente efficaci”.

 

“Il percorso – ha spiegato ancora l’assessore – si è poi concluso con una fase istituzionale finale, che ha previsto l’approvazione del Pis da parte dell’assemblea dei soci della SdS e, come stabilito dalla legge regionale 40 del 2005, articolo 21 comma 3, la sua presentazione nei Consigli comunali di tutti i Comuni della zona distretto, compreso oggi il Consiglio comunale di Siena, a garanzia della piena condivisione e legittimazione istituzionale”.

 

“Il quadro che emerge dal Pis – ha concluso l’assessore Micaela Papi – è quello di un sistema complessivamente solido, ma attraversato da criticità importanti: il forte invecchiamento della popolazione, con il conseguente aumento del bisogno di assistenza domiciliare e presa in carico continuativa; l’aumento delle fragilità sociali; la crescita dei bisogni complessi che riguardano minori, famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità; le criticità legate alla salute mentale, in particolare tra i giovani; e la sostenibilità economica dei servizi. Sfide che richiedono un rafforzamento dell’integrazione e della capacità di risposta del sistema territoriale. Come assessore alle politiche sociali, sono particolarmente consapevole di quanto sia necessario lavorare in un’ottica integrata, superando la frammentazione degli interventi e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, servizi, terzo settore e comunità locali. Le fragilità sociali e sanitarie che attraversano il nostro territorio richiedono risposte coordinate, vicine alle personecapaci di prevenire prima ancora che intervenire. Di fronte a questo quadro, il Pis svolge una funzione fondamentale di analisi e indirizzo, ma è attraverso il Piano operativo annuale che possiamo intervenire concretamente. È nel Poa che possiamo rafforzare i servizi per gli anziani, investire sulla prevenzione, sostenere le famiglie, migliorare la presa in carico dei minori e rendere più efficace l’integrazione tra sociale e sanitario. In questo senso, il Poa è cruciale: non è solo uno strumento attuativo, ma è il livello in cui le criticità trovano risposta operativa. Il nostro impegno, come amministrazione, è accompagnare questo processo con responsabilità e visione, utilizzando il Piano operativo annuale come strumento di monitoraggio e di azione. È lì, infatti, che misuriamo i risultati, correggiamo le criticità e traduciamo le scelte in interventi concreti, affinché il Pis diventi uno strumento vivo, capace di produrre un cambiamento reale nella vita delle persone”.

 

“Il Piano integrato di salute – ha dichiarato l’assessore Giordano – rappresenta uno strumento fondamentale di programmazione integrata delle politiche sanitarie, socio-sanitarie e sociali, costruito a partire dall’analisi dei bisogni di un territorio che evidenzia una popolazione sempre più anziana, fragilità crescenti e un aumento delle cronicità e delle problematiche legate alla salute mentale. In questo quadro, diventa centrale rafforzare l’integrazione tra servizi e sviluppare una governance realmente partecipata, capace di coinvolgere istituzioni, terzo settore e cittadini. Il Piano individua assi strategici condivisibili, che vanno dal potenziamento della presa in carico territoriale attraverso Case di comunità, Centrali operative territoriali e Punti unici di accesso, fino alla promozione della salute, alla prevenzione e al rafforzamento dei servizi per la salute mentale e l’inclusione sociale. Tuttavia, accanto a questa impostazione, emergono alcune criticità rilevanti”.

“In primo luogo – ha proseguito l’assessore – si riscontra una distanza tra la solidità teorica della governance e la sua concreta capacità di attuazione, spesso priva di risorse definite, strumenti operativi chiari e sistemi di monitoraggio efficaci. Analogamente, molte azioni strategiche risultano non sostenute da adeguate coperture economiche, con il rischio concreto che restino sulla carta o vengano realizzate senza un impatto significativo. Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza di un’attenzione specifica al tema delle liste di attesa e dell’accesso ai servizi, che rappresenta invece uno degli aspetti più rilevanti per i cittadini e per l’efficacia complessiva del sistema. Anche la rete territoriale, pur centrale nel disegno del Piano, appare ancora fragile, sia per carenze di personale sia per una implementazione non sempre omogenea. Particolare attenzione merita inoltre il tema della salute mentale, soprattutto per quanto riguarda i giovani, rispetto al quale si registra una domanda crescente non pienamente supportata da risorse e strumenti adeguati, così come quello della prevenzione, dove persistono margini di miglioramento, ad esempio nell’adesione agli screening. Infine, si evidenziano alcune incongruenze tra gli obiettivi dichiarati e lo stato reale di attuazione di alcune azioni, elemento che rischia di incidere sulla credibilità complessiva del Piano e sulla capacità di valutarne efficacemente i risultati”.

 

“Nel complesso – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – il Piano delinea una visione coerente con gli indirizzi regionali, ma necessita di un rafforzamento concreto in termini di risorse, strumenti operativi e coerenza attuativa, affinché gli obiettivi individuati possano tradursi in risultati tangibili per la comunità”.

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