Italia: Incontro con il Primo Ministro della Repubblica di Polonia

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi il Primo Ministro della Repubblica di Polonia, Donald Tusk. Al termine del loro incontro i due Leader hanno rilasciato le dichiarazioni congiunte alla stampa.

[Dichiarazioni Meloni – Tusk (traduzione simultanea)]

[Dichiarazioni Meloni – Tusk (audio originale)]

Buon pomeriggio a tutti, e grazie della vostra presenza.

Sono stata molto contenta di aver accolto oggi a Roma il Primo Ministro Donald Tusk, con il quale ci vediamo e confrontiamo molto spesso a Bruxelles nell’ambito del Consiglio europeo, nell’ambito degli altri numerosi fora dei quali facciamo parte – l’ultima volta ci siamo visti qualche giorno fa in Armenia, per il Vertice della Comunità Politica Europea.

Ma, al di là di queste numerose occasioni di incontro che noi abbiamo, credo che sia molto utile e prezioso ritagliarsi del tempo per fare il punto sulle nostre relazioni bilaterali e sul nostro lavoro comune all’interno di questi consessi.

Il rapporto tra le nostre Nazioni, non lo devo ricordare, si fonda su radici culturali che sono molto profonde, che risalgono indietro nei secoli. A mi piace sempre ricordare una cosa che considero molto evocativa e molto simbolica: Italia e Polonia sono le uniche due Nazioni al mondo che si citano reciprocamente nei loro Inni nazionali.

I nostri popoli sono legati intimamente anche da una delle più grandi figure del Novecento, che è Giovanni Paolo II. Un Pontefice che veniva, per dirlo con parole sue, da un “Paese lontano” – che poi così lontano non era, la Polonia – e che si sentiva “pienamente romano e italiano”.

Questo legame profondo si rispecchia anche nei nostri rapporti economici che sono molto intensi. L’interscambio commerciale lo scorso anno ha toccato un nuovo record storico, superando per la prima volta i 36 miliardi di euro. L’export italiano è in crescita, e Varsavia rimane uno dei principali mercati di destinazione dell’Italia. Quindi come si vede c’è molto margine di manovra per lavorare bene tra le nostre due Nazioni, ed ecco la ragione per la quale ci siamo visti oggi e abbiamo anche concordato di lavorare insieme per rafforzare ulteriormente il nostro partenariato, la nostra collaborazione.
Già i nostri due Vicepremier, il Ministro Tajani e il Ministro Sikorski, hanno firmato un mese fa a Roma un importante memorandum d’intesa per avviare consultazioni strutturate e innalzare la nostra cooperazione ad un livello più alto di quello attuale. Ma ci piacerebbe anche – ne parlavamo poc’anzi – avviare le consultazioni per un nuovo accordo da far subentrare al nostro Trattato di amicizia che risale ormai al 1991, quindi parliamo di oltre 35 anni fa.

Con il Primo Ministro ci siamo ovviamente confrontati anche sui principali dossier europei. C’è grande convergenza su molti temi, a partire da quello che riguarda la competitività: ci siamo ritrovati molto spesso a condurre le stesse battaglie, a portare avanti le stesse iniziative. Siamo determinati a combattere tutti quei dazi interni che l’Unione europea si è autoimposta, che finiscono per soffocare le nostre imprese, per rallentare la nostra competitività, per creare problemi ai nostri lavoratori. Penso al sistema ETS e a tutti quei meccanismi che contribuiscono a gonfiare artificialmente i prezzi dell’energia tra i diversi Stati membri, specialmente in una fase complessa come quella che stiamo attraversando.

Il Primo Ministro Tusk, Donald, è “ospite fisso” anche dei nostri incontri informali sulla migrazione per le soluzioni innovative. Anche sul tema della lotta alla immigrazione illegale, della lotta ai trafficanti, della gestione del fenomeno migratorio, ci siamo spesso, anzi sempre trovati sulla stessa lunghezza d’onda. La Polonia stessa è in prima fila per difendere i confini esterni dell’Unione europea dall’immigrazione irregolare, in questo caso anche utilizzata in modo strumentale. E quindi dobbiamo ringraziare i nostri colleghi e amici polacchi per il lavoro che fanno anche per difendere la sicurezza di tutti noi.
Siamo in sintonia, su questi aspetti, non solo a Bruxelles ma anche in altri contesti.

Nel Consiglio d’Europa, ad esempio, dove sapete abbiamo avviato un’iniziativa per un’interpretazione più moderna delle nostre Convenzioni internazionali, delle Convenzioni sui diritti dell’uomo, perché possano essere più capaci di dare risposte alle moderne sfide della migrazione. Proprio pochi giorni fa a Yerevan, in Armenia, abbiamo sottoscritto, insieme ad altre 31 Nazioni, un’importante dichiarazione che, anche qui, mira a consolidare un approccio unitario nel contrasto alla migrazione irregolare a livello continentale.
E penso che ci troveremo di nuovo uno a fianco all’altra, Italia e Polonia, e quindi col Primo Ministro Tusk nel difficile negoziato sul nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, sul bilancio dell’Unione.

Entrambi difendiamo la centralità della Politica Agricola e della Coesione. Pensiamo che non debbano essere considerate alternative alla competitività, perché semmai sono delle precondizioni di una sana competitività per l’Unione europea.
Abbiamo avuto un ampio scambio di vedute anche sui principali temi dell’attualità internazionale, partendo dagli ultimi sviluppi in Medio Oriente e dalle loro ripercussioni per l’Europa. Italia e Polonia sono entrambe impegnate per favorire una de-escalation nella regione e per contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese.

Siamo anche particolarmente attenti alle necessità dei nostri partner del Golfo e voglio approfittare dell’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’Italia agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti dall’Iran, anche nelle ultime ore.

Ci siamo confrontati sullo stato di avanzamento del processo negoziale per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. In questi quattro anni la Polonia non hai mai fatto venire meno il proprio sostegno e la propria solidarietà nei confronti dell’Ucraina. E credo che anche qui dobbiamo ringraziare la Polonia, particolarmente per la solidarietà che ha dimostrato. Dobbiamo ricordare che la Polonia ospita oggi oltre un milione di profughi ucraini, e quindi per il tramite del Primo Ministro, vorrei ringraziare il popolo polacco, è una lezione per tutti la loro solidarietà.

Continueremo a fare la nostra parte per arrivare alla cessazione delle ostilità e per contribuire alla futura ricostruzione della Nazione. Tema sul quale quest’anno sta lavorando la Polonia, lo scorso anno ha lavorato l’Italia. E quindi ci sono moltissimi elementi sui quali la nostra cooperazione può fare la differenza: siamo due grandi Nazioni europee, siamo due grandi Nazioni europee che si sono ritrovate spesso sulla stessa lunghezza d’onda e che insieme possono lavorare per restituire forza all’Unione intera, pragmatismo, una visione che possa dare risposte alle famiglie e alle imprese delle nostre Nazioni e del Continente intero.

Grazie Donald per la tua presenza, grazie alla tua Delegazione. La parola a te.

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