Delibera approvata dal Consiglio comunale di oggi, giovedì 23 luglio. Atto illustrato dal Vicesindaco Capitani
Il Consiglio comunale ha adottato la variante al Piano strutturale e al Piano operativo per l’adeguamento al Piano regionale cave (Prc), con contestuale approvazione dei progetti di coltivazione delle cave “Rondinella” e “Rondinella-Ferraiolo”, in conformità alla normativa regionale. L’atto, presentato durante la seduta di oggi, giovedì 23 luglio, dal Vicesindaco e assessore all’urbanistica, Michele Capitani, ha ricevuto diciassette voti favorevoli e tre astensioni dei venti consiglieri comunali presenti.
La delibera rappresenta un passaggio necessario per recepire il Piano regionale cave della Toscana e consentire la prosecuzione dell’attività estrattiva nei siti esistenti, attraverso un percorso che ha interessato gli aspetti urbanistici, ambientali e autorizzativi. L’iter amministrativo ha visto il coinvolgimento dei soggetti competenti in materia ambientale, la procedura di valutazione ambientale strategica (Vas), la verifica di assoggettabilità a Via e la Conferenza dei servizi. La variante riguarda l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali alle previsioni del Piano regionale cave e i progetti relativi ai siti estrattivi già esistenti, senza prevedere l’individuazione di nuove aree destinate all’attività di cava.
“Il nostro territorio – ha spiegato il Vicesindaco Capitani – non è caratterizzato da un’intensa attività estrattiva, ma dispone di alcuni siti già esistenti sui quali si interviene per adeguare gli strumenti urbanistici alle disposizioni regionali. Le cave di Rondinella e Rondinella-Ferraiolo si trovano praticamente al confine con il comune di Castelnuovo Berardenga e, proprio per questo, esiste un accordo tra le due amministrazioni che disciplina le quantità complessive di materiale estraibile nell’ambito dello stesso comprensorio. È importante chiarire che non vengono individuate nuove cave: si interviene esclusivamente su aree già attive, per consentire la prosecuzione dell’attività estrattiva nel rispetto delle norme e delle procedure previste. Abbiamo scelto un percorso diverso rispetto a quello seguito da altri Comuni: anziché limitarsi prima all’adeguamento del Piano cave e affrontare solo successivamente il procedimento relativo ai progetti estrattivi, abbiamo unificato i due percorsi attraverso una variante contestuale. In questo modo, al termine dell’iter, avremo sia l’adeguamento urbanistico sia i progetti di coltivazione già approvati, rendendo immediatamente efficace la prosecuzione dell’attività estrattiva”.
Con l’adozione della variante si apre ora la fase di pubblicazione degli atti e della presentazione delle eventuali osservazioni, come previsto dalla normativa regionale, prima dell’approvazione definitiva.
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