Nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 23 luglio, l’assessore ha risposto all’interrogazione di Parri (Sena Civitas)
Il servizio sperimentale denominato “Siena in tavola” è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 23 luglio, dal consigliere Chiara Parri (Sena Civitas). Ha risposto l’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi.
“Sulla base degli elementi tecnici trasmessi da Asp ‘Città di Siena’ – ha detto l’assessore Papi – si precisa che il costo medio di 4,80 euro indicato nella precedente relazione Asp era riferito all’anno 2024 e alla produzione della mensa centralizzata, destinata prevalentemente alla ristorazione scolastica e organizzata attraverso consegne collettive presso sedi prestabilite. Il servizio ‘Siena in Tavola’ presenta caratteristiche diverse: riguarda un pasto destinato principalmente ad anziani e persone fragili, confezionato singolarmente, gestito mediante prenotazione e PagoPa e consegnato direttamente al domicilio. Nella fase sperimentale il costo posto a carico dell’utente è di 13 euro per ciascun pasto-pranzo consegnato. Sono previsti pacchetti prepagati tramite PagoPa: cinque, dieci e venti pasti. La tariffa non corrisponde al solo costo materiale di produzione del pasto. Essa comprende la preparazione del pasto-pranzo, il confezionamento idoneo alla consegna domiciliare, la gestione delle prenotazioni e dei pagamenti, la predisposizione degli elenchi e della documentazione di consegna, le attività amministrative e di controllo e gli oneri fiscali applicabili. Non è previsto un margine commerciale autonomo. La tariffa è stata definita in modo da garantire la copertura dei costi del servizio, evitando oneri non finanziati a carico di Asp”. Per quanto riguarda la determinazione della tariffa, Papi ha precisato che questa “è stata calcolata sulla base di valori aggiornati al 2026. Le principali componenti sono: 9,78 euro per il pasto-pranzo e il relativo confezionamento; 2,04 euro per le attività organizzative, amministrative; 1,18 euro di Ivaal 10 per cento. Nella determinazione dei valori è stata, inoltre, considerata l’aliquota Ires ordinaria applicabile alle attività commerciali. Il totale è quindi pari a 13 euro. Per queste ragioni, il confronto diretto con il costo medio di 4,80 euro riferito al 2024 non risulta omogeneo”.
“Il servizio – ha aggiunto – è rivolto prioritariamente alle persone anziane fragili o sole, con particolare attenzione agli over 70 che, anche a causa delle elevate temperature, incontrano difficoltà nell’approvvigionamento o nella preparazione dei pasti. Si tratta di un servizio aggiuntivo rivolto ai cittadini durante il periodo estivo, con particolare riferimento alle situazioni di maggiore fragilità. L’attivazione è subordinata alla valutazione di Asp e alla disponibilità organizzativa del servizio. Non è richiesta la presentazione dell’Isee e non sono previste soglie reddituali Si tratta infatti di una misura temporanea, finalizzata ad aiutare i cittadini, in particolare gli anziani soli e fragili, ad affrontare il periodo dell’emergenza caldo. Nella configurazione iniziale non sono previste riduzioni generalizzate della tariffa. Potranno tuttavia essere attivate forme di copertura, totale o parziale, da parte della Società della Salute senese, nell’ambito di specifici progetti e in favore di situazioni individuate. Tali interventi potranno essere attivati esclusivamente in presenza di una preventiva autorizzazione e dell’individuazione delle necessarie risorse economiche”.
“Nella fase sperimentale – ha spiegato ancora Papi – la consegna viene effettuata attraverso personale interno di Asp, mediante l’ottimizzazione dei percorsi e l’utilizzo di un nuovo mezzo elettrico aziendale. Per la consegna non viene richiesto all’utente alcun importo ulteriore rispetto alla tariffa di 13 euro. Chiaramente questa organizzazione è sostenibile soltanto per un numero contenuto di consegne e per la durata limitata della sperimentazione. Un ampliamento significativo del servizio richiederebbe una nuova valutazione dei costi, del personale necessario e del modello distributivo. Non è stato stabilito un numero massimo assoluto di utenti . La sperimentazione è tuttavia organizzata per un numero limitato di consegne, definito sulla base della capacità operativa di Asp. Qualora le richieste superino tale capacità, avranno priorità le persone maggiormente esposte all’emergenza caldo, gli anziani soli o fragili e coloro che risultano privi di un’adeguata rete familiare o di supporto. La sperimentazione è collegata al periodo estivo 2026 e alla risposta all’emergenza caldo. La valutazione terrà conto, in particolare, del numero delle richieste e dei pasti erogati, del rispetto dei tempi, del costo effettivo delle consegne, dell’impiego del personale, della sostenibilità dei percorsi, delle eventuali criticità, del gradimento degli utenti e della capacità del servizio di intercettare reali situazioni di fragilità”.
“L’eventuale trasformazione della sperimentazione in un servizio strutturale non sarà automatica – ha detto l’assessore – In caso di esito positivo, il Comune, Asp e la Società della Salute dovranno valutare congiuntamente il modello di finanziamento, la dotazione di personale, la capacità produttiva del centro cottura, l’organizzazione delle consegne, i criteri di accesso e l’eventuale integrazione con gli altri interventi a sostegno della domiciliarità. In quella sede potrà essere valutata anche l’estensione del servizio ad altre categorie di cittadini fragili. Saranno comunque necessari specifici atti di indirizzo e adeguate coperture economiche. In questa fase non è previsto uno specifico stanziamento pubblico. Il servizio è finanziato attraverso i pacchetti acquistati dagli utenti e mediante l’utilizzo delle risorse interne di Asp, nei limiti della capacità organizzativa prevista per la sperimentazione. Eventuali esenzioni, ampliamenti o ulteriori forme di sostegno dovranno essere accompagnati dall’individuazione di risorse specifiche. Le precedenti valutazioni tecniche di Asp sono state considerate, ma non potevano essere trasferite automaticamente al nuovo progetto. Il costo di 4,80 euro riguardava infatti un servizio riferito al 2024, prevalentemente scolastico e basato su una distribuzione collettiva. ‘Siena in Tavola’ è invece un servizio attivato nel 2026, destinato prioritariamente ad anziani e persone fragili, con confezionamento individuale, gestione delle prenotazioni e dei pagamenti e consegna presso il domicilio”.
“Le diverse modalità tariffarie e organizzative – ha concluso – dipendono, quindi, dalla differente natura del servizio e dalla necessità di assicurarne la sostenibilità senza produrre costi non coperti a carico di Asp o del Comune. In conclusione, ‘Siena in Tavola’ nasce come sperimentazione legata al periodo estivo e all’emergenza caldo, con caratteristiche specifiche e dimensionate sulla capacità operativa di Asp. Pur muovendosi in un ambito già oggetto di confronto in Consiglio comunale, il progetto si propone di verificare concretamente il bisogno presente sul territorio, la qualità della risposta offerta e le condizioni organizzative ed economiche necessarie per garantirne la sostenibilità nel tempo. L’attenzione alle persone anziane, sole o fragili rappresenta un obiettivo condiviso, rispetto al quale è importante mantenere aperto un confronto costruttivo tra l’amministrazione, il Consiglio comunale e i soggetti istituzionali coinvolti. Qualora la sperimentazione produca risultati positivi, l’amministrazione insieme a Asp e Società della Salute senese valuteranno con attenzione la possibilità di consolidare il servizio e, compatibilmente con le risorse disponibili, di ampliarne progressivamente la portata”.
Il consigliere Chiara Parri (Siena Civitas) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta completa a tutte le domande, ma non mi ritengo soddisfatta. La tariffa è stata più che raddoppiata rispetto alla risposta fornita all’interrogazione scritta dello scorso ottobre. Mi riservo dunque di leggere tutta la documentazione attraverso un accesso agli atti”.
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