Italia: Gli impegni del Presidente Meloni

Visita nel Regno di Norvegia

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un incontro bilaterale a Oslo con il Primo Ministro Jonas Gahr Støre. Al termine si è svolta la conferenza stampa congiunta. 

[La conferenza stampa]

Buonasera a tutti, grazie. Grazie di essere qui. Permettetemi prima di tutto di rinnovare il cordoglio, la vicinanza dell’Italia alla Famiglia reale, a tutti i norvegesi, per la scomparsa di Re Harald, che per oltre 30 anni ha rappresentato questa Nazione con grande autorevolezza, accompagnando il suo popolo nei momenti più difficili. È tra l’altro un sovrano, lo ricordavo al Primo Ministro, che gli italiani hanno avuto l’onore di accogliere anche pochi mesi fa alle Olimpiadi di Milano-Cortina, e rivolgo ovviamente al Re Haakon i miei migliori auguri per il suo regno.

Sono contenta di essere qui oggi a Oslo e di poter ricambiare la visita che il Primo Ministro ha fatto lo scorso anno, continuare il nostro lavoro.

Sono quasi 15 anni che un primo ministro italiano non fa una visita ufficiale qui a Oslo, però la nostra non è una scelta protocollare. Quella che facciamo oggi è la scelta di dare continuità a un lavoro che abbiamo già iniziato da diverso tempo: allargare la nostra cooperazione.

Italia e Norvegia sono due Nazioni che cooperano in maniera molto forte, per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa, lo è certamente per il ruolo che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani, nostro quarto fornitore di gas. Ma lo è soprattutto per le enormi potenzialità che, dal nostro punto di vista, questo partenariato può esprimere, anche in altri domini. E quindi vogliamo lavorare, stiamo lavorando per estendere la nostra collaborazione ad altri settori nei quali possiamo mettere a sistema competenze, tecnologie, investimenti reciproci, creando nuove opportunità per le nostre imprese, per le nostre economie. 

E questa è la direzione nella quale vogliamo lavorare insieme, dalle tecnologie avanzate alle infrastrutture strategiche che accompagnano la trasformazione dei nostri sistemi energetici, fino al tema delle materie prime critiche che è particolarmente strategico in questo tempo, dove le risorse di cui dispone la Norvegia – penso al giacimento di Fen – aprono grandi opportunità. Noi vogliamo, ne abbiamo discusso molte volte, costruire filiere più corte, più sicure, più resilienti agli shock esterni, creare anche così la nostra autonomia strategica e occasioni di crescita per i nostri popoli. 

Vale lo stesso per l’industria della difesa: noi facciamo parte della stessa famiglia atlantica, condividiamo le stesse priorità. Dobbiamo saper rafforzare le nostre capacità industriali, dobbiamo sviluppare sistemi competitivi e complementari, dobbiamo costruire filiere che sostengano nel tempo le nostre esigenze di sicurezza allargata.

Anche qui le opportunità per un partenariato di eccellenza tra Roma e Oslo sono moltissime. Lo stesso vale per la cantieristica, dove la nostra collaborazione è molto solida, è già una realtà. Vale per la dimensione sottomarina, ambito in cui possiamo aprire un nuovo capitolo, vale per lo spazio di cui pure abbiamo parlato, dove vogliamo accelerare. Crediamo che questi domini possano rappresentare una parte importante della nostra collaborazione, sono domini nei quali le nostre Nazioni hanno entrambe delle competenze molto solide e anche complementari. 

Abbiamo discusso di questo, ma anche molto dello scenario nel quale ci muoviamo, di geopolitica, partendo da una collaborazione che potrebbe sembrare particolare e non lo è, che è la nostra collaborazione in Africa come nell’Artico. L’Italia è una Nazione mediterranea e ha una propria strategia sull’Artico, che è stata varata all’inizio di quest’anno. La Norvegia è una Nazione del Nord che investe in Africa, che guarda con attenzione ai Paesi africani. Vuol dire che siamo due Nazioni che entrambe riescono a vedere la scacchiera nella sua interezza, che è quello che io considero particolarmente importante in una stagione come questa, nella quale le minacce così come le opportunità, arrivano da ogni lato e da ogni angolo. Noi non dobbiamo fare l’errore di focalizzarci solo su un fronte solo su un confine. Noi dobbiamo capire che cosa sta accadendo a 360 gradi intorno a noi. E questo Italia e Norvegia lo fanno. 

Abbiamo, come ricordava il Primo Ministro, avuto uno scambio di idee sulle principali crisi internazionali, la guerra in Ucraina, dove Italia e Norvegia lavorano e continueranno a lavorare per rafforzare la resilienza del popolo ucraino, chiaramente sostenendo una prospettiva negoziale, per una pace che deve essere giusta e duratura, fino a quando questo ovviamente sarà necessario.

Poi la crisi in Iran, le ripercussioni su Hormuz, sul Mar Rosso, che sappiamo essere snodi fondamentali per la sicurezza, con tutte le conseguenze che questo comporta anche per la resilienza delle nostre economie, per il nostro approvvigionamento energetico. 

Abbiamo parlato di molti temi e di molti altri temi parleremo anche nel proseguo di questa giornata. Ringrazio il Primo Ministro Støre per aver immaginato di chiudere questa visita con una cena nella quale rappresentanti di alcune delle nostre principali imprese si confronteranno con noi sulle materie strategiche che abbiamo elencato durante questo punto stampa. 

Credo che sia molto importante il contributo che anche queste aziende, questi amministratori delegati, possono portare nel nostro dibattito perché i nostri tessuti produttivi già collaborano in settori che sono strategici. Significa che c’è un potenziale, probabilmente per parte inespresso, che dobbiamo saper esplorare.
 
E poi diciamoci anche che italiani e norvegesi sono eredi di una grande storia comune che sono molto orgogliosa di ricordare oggi. Quest’anno, vale la pena ricordarlo, ricorre il centenario della missione del dirigibile “Norge” e quindi parliamo di Nobile, di Amundsen. Quella spedizione non fu solamente una straordinaria impresa di esplorazione, fu la prima missione di successo al Polo Nord con un dirigibile, un esempio di assoluta avanguardia per l’epoca, di cooperazione scientifica tra le nostre Nazioni. 

Quindi lo abbiamo fatto in passato, vogliamo farlo sempre meglio e sempre di più e quindi grazie davvero Primo Ministro, per il lavoro che abbiamo fatto insieme finora, per questa capacità di guardare a 360 gradi con un approccio strategico a quello che accade, ma soprattutto per il lavoro che faremo di qui in avanti.

Festival di Open 2026, il videomessaggio del Presidente Meloni

Il videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’ambito della quarta edizione del Festival di Open.

Caro Enrico, caro Franco, cari amici di Open,

Oggi inizia la quarta edizione del Festival del vostro giornale e io voglio approfittarne per rivolgere a tutti voi il mio in bocca al lupo per questa manifestazione. 

La scelta che avete fatto è una scelta ambiziosa: riflettere sulle principali sfide del futuro, e tentare di individuare delle risposte concrete. Parlerete di economia, lavoro, ambiente, impresa, cultura, ma anche dello scenario complesso nel quale stiamo navigando, soprattutto a livello geopolitico. Chiaramente tutti questi temi non possono non essere calati se non si parte dalla situazione che ci circonda. E lo farete dando anche la parola ai giovani, nella città che dei giovani sarà la Capitale europea nel 2027, cioè Parma.

Ecco, io so che in questi giorni cercherete di rispondere anche ad una domanda fondamentale: “L’Italia può essere ancora una Nazione per i giovani?”. Sì. L’Italia è e può continuare ad essere una Nazione per i giovani. Nonostante tutto. Nonostante le difficoltà, nonostante i suoi difetti, nonostante i ritardi accumulati nel tempo, nonostante gli errori che sono stati fatti dalle generazioni che hanno preceduto quella degli attuali giovani. 

Sono ancora molti, troppi, i ragazzi che lasciano ogni anno l’Italia. Partire non è, da una parte, sempre una scelta negativa, perché è sacrosanto cogliere un’opportunità o misurarsi con una nuova sfida. Il problema nasce quando partire non è più una scelta libera, e diventa invece l’unica scelta possibile. Quando, cioè, si trasforma in una fuga. E noi, questo, oggettivamente, non ce lo possiamo permettere.

Mi conoscete, e sapete che non sono abituata a scappare dai problemi. So benissimo – ma lo sappiamo tutti – che c’è un enorme lavoro da fare su questo, ad ogni livello, in ogni ambito della nostra società, per invertire una tendenza che è diventata strutturale negli anni e restituire ai nostri ragazzi la possibilità di trovare in Italia le opportunità che meritano e che troppo spesso vanno a cercare altrove. Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa ad un prezzo equo. Tutto quello che precostituisce le condizioni per metter su una famiglia, immaginare un futuro in questa Nazione, immaginare di poter dimostrare il proprio valore e il proprio talento.

In questi anni non siamo stati a guardare neanche su questo, e abbiamo cercato di affrontare questo tema nei suoi vari aspetti. Abbiamo approvato riforme che erano attese da decenni – nel lavoro, nella scuola, nell’università – e abbiamo offerto nuove opportunità, abbiamo lavorato sui salari, abbiamo lavorato a 360 gradi anche sul tema della casa. Il Piano Casa vuole rispondere esattamente a questa necessità.

Ma sappiamo, ovviamente, che non basta, e che la strada da fare è ancora lunga. E la vogliamo percorrere tutta, moltiplicando gli impegni e gli sforzi, perché non ci arrendiamo all’idea che l’unica opzione che l’Italia può offrire ai propri figli sia un biglietto di sola andata per andarsene. E io mi auguro, e lo dico con il cuore, che questa possa diventare una sfida di tutti, al di là degli steccati ideologici al di là delle differenze, perché questa è la sfida da cui dipende il futuro stesso della nostra Nazione.

E, quindi, noi lavoriamo, ma anche gli spunti che arrivano da un confronto come quello che avrete in questi giorni fanno la differenza anche per le proposte che dobbiamo continuare a portare avanti

Grazie, davvero, a tutti, grazie Open!
 

Il Presidente Meloni alle celebrazioni per il 500° anniversario della Fabbrica Beretta

Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato, a Gardone Val Trompia (BS), alle celebrazioni per il 500° anniversario della Fabbrica Beretta.

Incontro con i componenti delle Frecce Tricolori e celebrazioni per i 500 della Fabbrica Beretta

XIX Giornata Nazionale SLA, il messaggio del Presidente Meloni alla AISLA

Il messaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), in occasione della XIX Giornata Nazionale SLA.

Cara Presidente Massimelli, carissimi amici di AISLA, 

mi spiace davvero non aver potuto essere con voi stasera, ma ci tenevo a far arrivare a tutti voi il mio saluto affettuoso e il mio ringraziamento sincero per il preziosissimo lavoro che portate avanti quotidianamente al fianco delle persone con SLA e delle loro famiglie. 

L’AISLA rappresenta, da oltre quarant’anni, una certezza assoluta. Voi accompagnate e sostenete i pazienti ad affrontare una malattia che richiede una presa in carico adeguata, continuità assistenziale, integrazione sanitaria e sociale. Sulle vostre spalle ricade una grande responsabilità, che vi assumete ogni giorno con grande cura, attenzione e umanità. Siete uno dei volti migliori della nostra Nazione, e il vostro impegno ci ricorda il ruolo strategico ricoperto in Italia dagli enti del Terzo Settore e dal mondo del volontariato sociale. Un ruolo che il Governo riconosce pienamente, perché siamo fermamente convinti che le risposte migliori ai bisogni delle persone possano nascere quando le Istituzioni aiutano chi aiuta il prossimo. 

Anche quest’anno la Presidenza del Consiglio dei ministri ha accolto il vostro invito e ha aderito all’iniziativa “Coloriamo l’Italia di verde”. Non è un gesto simbolico, ma la conferma dell’attenzione e della vicinanza del Governo alle persone con SLA, alle loro famiglie e a tutte quelle realtà come la vostra che se ne prendono cura con amore e dedizione.

Purtroppo, nonostante passi in avanti della ricerca, non è stata ancora scoperta una cura per questa grave patologia. Sappiamo altrettanto bene, però, che è possibile già fare molto per migliorare la qualità della vita di chi affronta la SLA. 

Ecco perché siamo impegnati per costruire una sanità fondata su alcuni pilastri: la prossimità, la multidisciplinarietà, il superamento della frammentazione dei percorsi assistenziali. È un modello che punta a riconoscere che i bisogni a cui rispondere non sono solo sanitari ma anche sociali, e che ogni persona deve sentirsi davvero accompagnata e orientata. 

In questi anni, anche attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, abbiamo lavorato e investito risorse importanti per muoverci in questa direzione. Abbiamo aumentato di 750 milioni di euro le risorse per l’assistenza domiciliare e lo sviluppo della telemedicina, affinché il servizio sanitario nazionale possa concretamente entrare nelle case di chi ha necessità assistenziali e supportare le loro famiglie, che non vanno lasciate sole e non devono sentirsi sole.

Ma penso anche al sostegno che non abbiamo mai fatto mancare alla ricerca e ai nostri ricercatori, che in maniera silenziosa e con grande competenza contribuiscono al progresso nello studio della SLA e nelle sperimentazioni di terapie. La ricerca è sinonimo di speranza, per migliorare la diagnosi e il trattamento dei pazienti. Con questa convinzione abbiamo finanziato con oltre 30 milioni di euro le attività degli IRCCS in ambito neurologico e riabilitativo e con altri 4 milioni le attività della Rete Italiana di neurologia. A questi fondi si aggiungono le risorse del Fondo di Sviluppo e coesione, per la creazione di una rete nazionale per le malattie ad alto impatto, e quelle previste dal PNRR, con cui abbiamo finanziato progetti di ricerca sulla SLA per quattro milioni di euro. In ultimo, abbiamo destinato al Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze 3 miliardi di euro nel triennio, mai così tanti prima d’ora.

Abbiamo davanti una sfida di grande portata che va affrontata con un impegno comune. Con la comunità scientifica, gli operatori sociali e sanitari, le associazioni dei pazienti e dei familiari, il Terzo settore: è una convinzione che abbiamo ribadito anche nel corso del primo Summit nazionale sulle malattie rare, che si è svolto a Roma lo scorso giugno. 

Le sfide delle malattie rare non possono essere affrontate in modo isolato: serve una governance comune, capace di mettere in rete dati, competenze e risorse e di garantire a tutti i cittadini europei pari accesso a diagnosi tempestive e terapie innovative. 

In quell’occasione, sono state condivise le linee strategiche nazionali, per assicurare più equità nell’accesso alle cure e alle terapie innovative e per orientare il confronto europeo sul tema. L’Italia può vantare, da questo punto di vista, un modello riconosciuto a livello internazionale. 

Il nostro faro, in questo percorso, resta e resterà la persona. La nostra visione è chiara: chi ha bisogno di cure e assistenza non è un “paziente” o un “utente” del SSN. E non è neanche un numero o una statistica: è una persona, e come tale deve essere sempre considerata. 

Oggi Palazzo Chigi si illumina di verde, insieme ad altre sedi istituzionali, monumenti e piazze d’Italia, per testimoniare un segno di speranza e unità: un “abbraccio nazionale” per ribadire alle persone con SLA e alle loro famiglie che non sono e non saranno mai sole. 

Vi ringrazio e vi saluto con affetto.
 

XIX Giornata Nazionale SLA, Palazzo Chigi si illumina di verde

In occasione della XIX Giornata Nazionale SLA, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aderisce all’iniziativa di AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Per la ricorrenza, venerdì 18 settembre, la facciata principale di Palazzo Chigi è stata illuminata di colore verde dall’imbrunire alle ore 23.59.