FONDAZIONE TURISMO SIENA: NON BASTA CAMBIARE CONTENITORE
Una premessa doverosa: stiamo elaborando un documento che traccia quelli che, a nostro avviso, sono i punti di forza di questo mandato amministrativo, fra iniziative ultimate, messe in atto, in itinere o in progetto, per sottolineare il lavoro svolto da questa maggioranza, magari in parte dimenticato. Questo, però, non ci esime dall’evidenziare quello che non condividiamo, come il modello di Fondazione per il turismo finora prospettato per Siena. Sena Civitas condivide lo strumento, che semplifica la gestione e che in numerose città ha consentito di sviluppare attività, aumentare i pernottamenti, produrre ricavi e coinvolgere operatori economici. Non concordiamo con una struttura costituita esclusivamente da soggetti pubblici, anche se di diritto privato nella forma giuridica: Comune e Camera di Commercio, con la Camera che dovrebbe versare una quota e il Comune sostenere tutto il resto attraverso contributi e funzioni da incrementarsi sostanzialmente nel tempo (altrimenti si creerebbe solo un duplicato e i costi di gestione sarebbero ampiamente fuori mercato), personale, immobili, servizi e attività trasferite. In un momento economicamente così difficile per molti senesi, nuovi possibili centri di costo, a nostro avviso, devono coinvolgere direttamente i privati, con il loro attivismo e interesse. In quella ipotizzata non vi sarebbe, infatti, partecipazione economica diretta delle associazioni di categoria e degli albergatori, commercianti, ristoratori, guide e altri operatori che beneficiano dello sviluppo turistico.
La Camera di Commercio rappresenta istituzionalmente le imprese, ma essere rappresentati non significa investire, versare quote associative, acquistare servizi, cofinanziare particolari eventi o condividere il rischio e il controllo della gestione. L’assenza di una governance di partecipazione pubblico-privata non produrrebbe gli effetti sperati di contenimento dei costi, di creazione di attività capaci di autofinanziarsi e della tendenza al pareggio di bilancio, come avviene nelle varie tipologie di Fondazioni. Anche quelle pubbliche vedono i Comuni versare quote ridotte o incorporano precedenti società pubblico-private, che portano con sé strutture specializzate e reti commerciali consolidate.
Questa impostazione diverge anche dalla logica, generalmente sostenuta dal centrodestra e dal Governo nazionale, di valorizzare sussidiarietà, iniziativa privata e collaborazione tra pubblico e privato.
Qualcuno potrebbe obiettare che la tassa di soggiorno ha come fine lo sviluppo delle attività turistiche. Vale la pena fare un paio di esempi che sgombrano il campo. A Siena solo Natale e Capodanno 2025 sono costati complessivamente 1.614.825 euro, dei quali 493.000 per le luminarie. Il Comune di Firenze ha stanziato un contributo complessivo di circa 220.000 euro per i 38 centri commerciali naturali e altri addobbi mirati, suddiviso in pari bandi, nel 2024 (altri costi sono stati sostenuti dai privati, dal Ministero per circa 199.000 euro, e da Firenze Smart). Secondo quanto appreso dalla stampa, sempre nell’ambito della cifra per le festività, 239.658 euro sono stati impegnati per la comunicazione, a fronte dei circa 48.000 spesi ad Arezzo. Il concerto di Giusy Ferreri del maggio 2025 è costato, sempre secondo fonti giornalistiche, circa 323.000 euro: 250.000 di costi vivi e 73.000 per la tutela dello stadio. Già questi due soli interventi, assimilabili al turismo, hanno assorbito nel 2025 circa 1,94 milioni di euro e assorbito gran parte della tassa di soggiorno.
Questo dimostra che il Comune investe fortemente sul turismo, ma con l’apporto privato, una organizzazione strutturata e reti commerciali consolidate, sarebbero forse possibili il contenimento della spesa e la tendenza al recupero degli investimenti. Tanto più considerando l’elevato costo della vita e delle tariffe, ai quali contribuiscono non marginalmente le presenze turistiche, mentre una parte dei senesi non ne trae certo beneficio.
Un’ulteriore obiezione potrebbe essere basata sulle norme regionali modificate nel 2024. Ma la legge regionale Toscana 61/2024 non impedisce una Fondazione di partecipazione aperta ai privati. Il regolamento regionale 47/R/2025 la ammette espressamente anche tra i soggetti ai quali possono essere affidati i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT).
Certo, per trasferire tali servizi occorrono una procedura a evidenza pubblica e una convenzione. Analoghe cautele e una documentazione economica specifica servono per trasferire personale, immobili, eventi, concessioni e altre attività comunali. La logica è separare la partecipazione alla Fondazione dall’affidamento dei servizi pubblici e garantire procedure, trasparenza e controlli.
Un piano economico almeno triennale, con l’indicazione, per ogni attività, di costi attuali, costi futuri, personale, contributi pubblici definiti, ricavi propri e ritorni effettivi per il Comune, in una logica di contenimento delle spese, è una condizione indispensabile.
Ma, a prescindere da questa angolazione, il secondo elemento che emerge dall’analisi delle altre Fondazioni rende ancora più singolare l’orientamento indicato per Siena.
I cardini delle Fondazioni più efficaci sono: la presenza dei privati; nuove iniziative capaci di accrescere presenze, gettito e indotto, per calmierare le spese e tendere al pareggio; alta specializzazione del personale e una rete di imprese; incorporazione di aziende qualificate già operative; contributi pubblici predeterminati e pluriennali; ricavi propri; coinvolgimento territoriale esteso e risultati misurabili.
La fondazione prospettata a Siena non sembra avere nessuno di questi requisiti e, secondo noi, difficilmente ridurrebbe la spesa pubblica, perché non condividerebbe il rischio con il mercato: cambierebbe soltanto il contenitore, pur con una gestione operativa più snella.
Esistono diversi modelli da prendere ad esempio che vengono riportati in calce. Con questo contributo Sena Civitas intende favorire una riflessione pubblica, documentata e trasparente prima che siano assunte decisioni definitive.
Sena Civitas
Varie esperienze di Fondazione e altri modelli organizzativi:
1) Arezzo InTour è una vera Fondazione di partecipazione: accanto al Comune comprende altri enti, associazioni di categoria, operatori turistici e imprese. Lo statuto prevede tre rappresentanti di privati sui sei componenti il CdA. Nel 2024 ha registrato un valore della produzione di circa 2,44 milioni di euro, di cui 1,18 milioni provenienti da risorse pubbliche. Il resto comprende versamenti dei privati, sponsorizzazioni, attività di mercato, servizi, biglietterie, concessioni e altre entrate, con intenzione, visti gli esiti positivi, “di aprire ulteriormente ai privati”. Un volano economico che “decuplica” gli investimenti trasformandoli in consumi turistici che contribuiscono a reintegrare le anticipazioni economiche del Comune, mirando al tendenziale pareggio attraverso l’incremento della tassa di soggiorno – 300.000 euro per il solo periodo di Natale -, suolo pubblico, affitti, concessioni, accessi e ingressi a pagamento, ecc.. Il risultato positivo di Arezzo deriva soprattutto dalla creazione di un prodotto turistico natalizio che prima non esisteva nelle attuali dimensioni, dalla crescita delle presenze, dalla destagionalizzazione e dall’indotto stimato fra 15 e 25 milioni di euro.
2) Firenze segue una strada diversa e specializzata. Destination Florence, i cui soci fondatori sono Comune e Città Metropolitana, deriva dalla trasformazione di una società consortile già operativa. Opera soprattutto nei congressi, nei matrimoni internazionali, con una rete diretta di oltre 130 imprese specializzate. Nel 2025 ha all’attivo 17 congressi internazionali, oltre 18.400 partecipanti e un impatto economico diretto stimato in 26,6 milioni. Inoltre, oltre 1.000 buyer incontrati, per l’89% stranieri; 57 candidature congressuali; 25 eventi sostenuti con l’Università; 180 richieste di assistenza; oltre 3.000 partecipanti a matrimoni e celebrazioni assistite.
3) Bologna non è nata trasferendo semplicemente impiegati comunali. Bologna Welcome ha acquistato per 977.168 euro un’azienda turistica mista privato/pubblico già funzionante, in attivo e introdotta, acquisendone i circa 60 dipendenti altamente specializzati, oggi 65, contratti, clienti, attività, reti commerciali, sponsor, organizzazione, servizi, pacchetti turistici, marketing, visite guidate, convention bureau, convegni, fiere, grandi eventi, gare e ricerca sponsor, ecc.. Nel 2024 ha prodotto oltre 16,5 milioni di ricavi per prestazioni: un’azienda, una clientela e un fatturato commerciale preesistenti. Contributi pubblici, esclusi servizi richiesti, nel 2024 sono stati di 257.313 euro, pari all’1,52% di un valore della produzione di circa 16,93 milioni di euro.
4) Destination Verona & Garda ha un solo fondatore, la Camera di commercio, che versa 600.000 euro l’anno. Il Comune di Verona contribuisce con 250.000 euro in quota fissa e gli altri 82 Comuni partecipanti con una media di circa 8.000 ciascuno. Dispone di una programmazione finanziaria quinquennale e di contributi territoriali predeterminati. Al termine del quinquennio, i risultati saranno valutati e saranno assunte le determinazioni conseguenti. Svolge principalmente funzioni di DMO: promozione, comunicazione, gestione e coordinamento degli IAT, business intelligence, promo-commercializzazione e raccordo territoriale.
5) Visit Brescia è pubblica, ma la Camera di Commercio, che possiede il 94,63%, ha sostenuto nel 2023 la società per circa 1,45 milioni di euro.
6) Val di Non (modello cooperativo), le risorse “private” e commerciali nel 2025 hanno raggiunto circa 1,36 milioni, pari al 58,18% del valore della produzione: escursioni in kayak, co-marketing con Melinda, partecipazione dei soci alle spese, visite guidate ai castelli, sponsorizzazioni, prestazioni di servizi, vendita di pubblicità, trenino turistico, attività e noleggi.
7) Garda Dolomiti con oltre 1.000 operatori privati aderenti, nel 2025 ha registrato circa 5,63 milioni di ricavi da vendite e prestazioni. In questi modelli, come in Val di Non, il privato non è soltanto consultato o rappresentato: contribuisce, acquista servizi, costruisce prodotti turistici e genera fatturato.
8) Fondazione DMO Marca Treviso, deriva dalla trasformazione del Consorzio di Promozione Turistica che operava da venti anni e aggregava 200 operatori ed enti. Affiancano i fondatori nella governance, 7 rappresentanze private con quote economiche fisse, sia dei Fondatori sia dei partecipanti, nella logica di costruire attività autosufficienti economicamente. Sostenitori: 50 Comuni, associazioni di categoria, soggetti privati, consorzi turistici, enti del terzo settore, imprese e operatori territoriali.
9) Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi è molto ampia e aperta ai privati che concorrono alle spese in qualità di soci fondatori: Provincia di Belluno; Camera di commercio di Treviso-Belluno; numerosi Comuni; Unioni montane; Ente Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi; Arabba Fodom Turismo; Consorzio Alpago Cansiglio; Consorzio Belluno Centro Storico; Consorzio Cadore Dolomiti; Consorzio operatori turistici Alleghe-Caprile; Consorzio turistico Auronzo-Misurina; Consorzio Dolomiti Prealpi; Consorzio Val Comelico; Consorzio Val di Zoldo; Consorzio Valbelluna; PromoFalcade; Apindustria; Confindustria; CNA; Confcommercio; Confagricoltura; Confartigianato; Coldiretti; Longarone Fiere; Associazione Albergatori di Cortina.
10) Parma Welcome è una fondazione di partecipazione costituita nel 2025 che vede affiancati Comune, Provincia, Camera di Commercio, ASCOM – Confcommercio e vari operatori privati che compongono l’Associazione Temporanea di Imprese.
11) Anche Chianciano Terme ha appena scelto una Fondazione di partecipazione aperta a imprese, alberghi, terme, ristoranti e guide, previsti come partecipanti diretti.
Sena Civitas

