Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto un intervento al 62° Congresso Nazionale del Notariato, presso il Centro Congressi Cavalieri Waldorf Astoria di Roma.
[L’intervento del Presidente Meloni]
Buongiorno a tutti, grazie dell’accoglienza, grazie dell’invito, grazie al Presidente Pace per la possibilità che ho di passare, non moltissimo tempo, in giornate che non sono semplici, ma comunque un po’ di tempo al Congresso Nazionale del Notariato. Grazie per l’invito, ma soprattutto grazie per l’impegno, grazie per la dedizione con cui, insieme a tutto il Consiglio Nazionale, Presidente Pace, lei porta avanti ogni giorno. E ovviamente anche io voglio ringraziare le tantissime autorità che sono qui presenti, i parlamentari, la Vicepresidente della Regione, i ministri che non cito, perché c’è mezzo Governo, a dimostrazione di una certa collaborazione che c’è stata e che c’è in questi anni.
Saluto ovviamente Sua Eminenza e tutti i rappresentanti delle categorie economiche e produttive che sono presenti.
Sono onorata di essere qui con voi. Non lo dico per protocollo o per piaggeria, lo dico perché sono convinta da sempre – e il fatto che abbiamo collaborato anche in altri tempi, in tempi che si definirebbero non sospetti lo dimostra – che i professionisti italiani costituiscano un assetto fondamentale per questa Nazione. L’Italia, lo sapete meglio di me, è la Nazione con il più alto numero di professionisti in Europa e quello italiano è un modello sociale, economico e culturale unico nel nostro Continente. Una specificità che noi, lungo tutto il nostro percorso e impegno politico, abbiamo sempre lavorato per proteggere e per valorizzare. Prima di tutto perché pensiamo che i professionisti siano i primi difensori dei diritti dei cittadini.
Nelle aule di tribunale, negli ospedali, nel rapporto con lo Stato, nelle imprese, nei territori, voi rappresentate una ricchezza di competenza, di valore e di merito. Conseguentemente con quel percorso, lungo questa legislatura, facendo tesoro di un confronto, di una collaborazione che vanno appunto avanti da molto tempo, ma che si sono certamente rafforzate in questi anni, abbiamo voluto dare vita a quello che, senza timore di smentita, è il più ampio e corposo pacchetto di riforme della storia repubblicana che è stato destinato alle professioni.
Un percorso complessivo e organico di riordino, di riammodernamento, di razionalizzazione che ha attraversato tutti gli ordini professionali e che i professionisti aspettavano da decenni. Lo abbiamo fatto perché quello delle libere professioni è un mondo che sta cambiando a grande velocità ed è compito della politica e delle istituzioni aiutare questi lavoratori ad adeguarsi, ad affrontare soprattutto le nuove sfide: dall’accesso alla professione al salto tecnologico, dal passaggio generazionale alla tutela dell’etica e della responsabilità, che da sempre sono l’elemento distintivo di questo mondo.
Chiaramente, da questo punto di vista, voi notai rappresentate un assoluto caposaldo. Siete sì, liberi professionisti con una specifica autonomia che nessuno può negare, ma rappresentate di fatto anche un pezzo di Stato. Assolvete al ruolo fondamentale di tramite tra i cittadini e la pubblica amministrazione, controllando il rispetto delle leggi, il corretto versamento delle imposte, attribuite pubblica fede agli atti, li rendete legalmente validi, proteggete i cittadini da frodi e possibili contenziosi.
Non è un caso che il nostro modello di notariato, che affonda le proprie radici nel diritto romano, sia il più imitato al mondo. Perché l’imparzialità del notaio assolve a una funzione cruciale, che un maestro del diritto come Francesco Carnelutti ha sintetizzato con grande efficacia, e cioè “Tanto più notaio tanto meno giudice”. Tanto più il notaio farà bene il proprio lavoro, tanto meno ci sarà bisogno di ricorrere ai tribunali e alla giustizia.
Il notaio è custode della legge, è una sorta di “magistrato del contratto” che assicura la legalità della negoziazione, scongiura il contenzioso con i controlli ab origine, difende il soggetto più debole nei rapporti economici.
Ma il notaio rappresenta anche un alleato prezioso dello Stato nella prevenzione e nel contrasto dei reati, particolarmente quelli che riguardano le frodi e il riciclaggio. Non è una coincidenza lo voglio dire, non a voi che lo sapete, ma a chi dovesse ascoltarci fuori da questa sala, per capire il valore di quello che rappresentate. Non è una coincidenza, dicevo, che dai notai provenga oltre il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette che vengono inviate complessivamente dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari.
Ed è esattamente su questo fronte che si è anche concentrata un pezzo della nostra collaborazione negli ultimi mesi. Mi ha fatto sorridere, Presidente Pace, che ascoltando il suo intervento io mi sono resa conto che avrei seguito esattamente lo stesso canovaccio dei temi che lei ha citato.
Dimostra, diciamo, la nostra capacità di vedere le cose in maniera molto affine. Conosciamo molto bene l’impegno, la disponibilità che il Notariato ha garantito fin dalla nascita della normativa antiriciclaggio, purtroppo in perenne, direi in estenuante evoluzione. Non vi siete tirati indietro, avete sempre fatto la vostra parte. Siete stati il primo ordine professionale a organizzare un sistema per l’invio delle segnalazioni di operazioni sospette, ad adottare specifiche linee guida per la verifica della clientela, a istituire una rete di referenti territoriali.
In questi mesi, come veniva ricordato, abbiamo compiuto insieme un altro passo in avanti, estremamente importante dal mio punto di vista. Il Governo ha condiviso la proposta del Notariato di costruire un modello avanzato di prevenzione del riciclaggio, abbiamo provveduto a istituire all’interno del vostro Consiglio Nazionale un organismo autonomo e indipendente di gestione accentrata dei dati antiriciclaggio.
La considero una riforma estremamente importante che va nell’interesse dei cittadini, delle famiglie, delle imprese di questa Nazione, perché ci consentirà di avere uno strumento efficace e concreto per rafforzare l’azione di contrasto al finanziamento della criminalità e del terrorismo.
E quando il percorso di riforma sarà completo anche nelle disposizioni attuative, noi potremo contare su un modello fondato sull’analisi dei dati, sulla qualità delle informazioni e soprattutto sull’adozione di procedure oggettive, omogenee e verificabili.
E come spesso accade quando si tratta di Notariato, penso che questo strumento abbia tutte le potenzialità per diventare un modello di riferimento anche per diverse altre Nazioni europee.
Dopodiché, la collaborazione col Notariato si è espressa anche in un altro ambito esterno altrettanto strategico per noi e per gli italiani, mi riferisco in particolare – anche questo veniva citato – al Piano Casa. Lo sapete bene, è un piano ambizioso e strutturale che mobilita fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche per rendere disponibili almeno 100.000 alloggi in dieci anni.
E qui vi devo davvero ringraziare di cuore. Era abbastanza naturale che collaborassimo per disegnare il piano nel migliore dei modi. Non era scontato che i notai accettassero di aiutarci ad abbattere i costi per le famiglie in difficoltà, per le giovani coppie e per affrontare il tema delle difficoltà abitative. E quindi grazie perché anche attraverso la vostra disponibilità noi riusciamo in un obiettivo che è particolarmente importante in un tempo come quello che stiamo vivendo.
La casa, lo sapete meglio di me, perché lo toccate con mano ogni giorno nei vostri studi, è un bene sacro, è un bene primario, è un bene indispensabile. Voi lo leggete ogni giorno negli occhi di chi sottoscrive un atto davanti a voi, ben sapendo quanto quell’atto sia importante, quanto da quella firma passi la possibilità di costruire una famiglia, l’occasione di lasciare ai propri figli un patrimonio, il desiderio di dare forma ai sacrifici di una vita, scelte di futuro che cambiano la vita delle persone che voi sigillate, rendete concrete e conoscete molto bene.
Perché quello che si fa spesso fatica a comprendere è che il notaio è uno dei professionisti più vicini al cittadino. Nei vostri studi, grandi o piccoli che siano, da Nord a Sud, voi lavorate al fianco delle persone, la vostra presenza capillare rappresenta un presidio di legalità, perché con il vostro lavoro proteggete anche i più fragili. A partire dai nostri anziani che sono sempre più spesso bersaglio di truffatori senza scrupoli. Verificate che la volontà di chi si affida a voi sia libera, sia consapevole, scongiurate l’intromissione di terzi in malafede, traducete in linguaggio accessibile i meccanismi spesso oscuri del diritto, consigliate alle persone le soluzioni più eque e più adatte ai loro bisogni e soprattutto non vi limitate a indicare i problemi, proponete anche delle soluzioni.
Penso, e anche questo veniva citato, alla riforma sugli immobili ricevuti in donazione. Per anni, una casa donata è stata difficile da vendere, quasi impossibile da usare come garanzia per un mutuo perché chi la comprava rischiava di vedersela contestare un giorno dagli eredi del donatore.
Abbiamo cambiato insieme queste regole, oggi quelle case possono tornare sul mercato e questo è un aiuto concreto, soprattutto a chi fa più fatica a comprare una casa, come tante giovani coppie.
Così come penso a un’altra vostra battaglia giustissima, e cioè mettere un limite di tempo alle azioni di responsabilità.
Prima un notaio poteva essere chiamato a rispondere di un atto firmato anche decenni prima, quando magari non aveva più neanche le carte per potersi difendere, una spada di Damocle sospesa sulla sua testa, sulla testa della sua famiglia.
Io penso, noi pensiamo, siamo stati d’accordo su questo, che in uno Stato di diritto non sia accettabile.
Per questo abbiamo fissato un limite ragionevole, di buonsenso, perché il diritto quando diventa incerto smette di essere giustizia e mettere un punto fermo serve a tutelare tutti.
E chiaramente ci sono molte altre cose da fare insieme, Presidente, lei ne citava alcune, riguardano l’Europa, tante sfide che abbiamo di fronte, sulle quali stiamo lavorando e lavoreremo insieme perché, certamente, siamo in un tempo di vorticosi cambiamenti in cui si cerca di offrire le soluzioni migliori.
Anche l’Europa prova a fare la sua parte. Purtroppo, ci siamo troppo spesso trovati di fronte a provvedimenti, regolamenti, direttive che nascevano con l’obiettivo condivisibile di aiutare ad affrontare una materia e poi terminavano per essere soprattutto un aggravio di burocrazia, di problematiche e di difficoltà.
Su questo, poter collaborare con i mondi professionali, poter collaborare con voi, può fare la differenza, sul 28° regime, su tutto quello di cui si è discusso.
Così come, e vado verso la conclusione, un altro tema sul quale abbiamo dialogato in passato, abbiamo cominciato quando l’Italia ha avuto la Presidenza di turno del G7, abbiamo deciso di portare a quel tempo al centro delle tematiche che avremmo discusso con i nostri Paesi alleati, il tema dell’intelligenza artificiale e segnatamente dell’impatto che queste nuove tecnologie possono avere nel mercato del lavoro.
Particolarmente per quello che riguarda il mondo delle professioni. Perché, vedete, noi siamo stati abituati a una modernità che offriva strumenti che consentivano di sostituire lavoro.
La differenza la fa il fatto che fino ad oggi noi siamo stati abituati a delle macchine che sostituivano il lavoro dell’uomo nella sua parte fisica. E questo aiutava l’uomo a dedicarsi a lavori di concetto, a lavori di organizzazione.
Oggi noi siamo di fronte a una tecnologia completamente diversa: per la prima volta quello che può essere sostituito è l’intelletto.
L’impatto che questa tecnologia può avere nel mercato del lavoro è un impatto che rischia di calare soprattutto sulle professioni, soprattutto sui lavori di concetto, che rischia di calare soprattutto su mondi come il vostro.
Capire come possiamo cogliere le opportunità che questa tecnologia porta con sé, limitando i rischi ed evitando di avere milioni di persone che col tempo vengono espunte dal mercato del lavoro, e una ricchezza che si concentra e si verticalizza sempre di più, è un lavoro che dobbiamo fare insieme.
Questo dibattito l’abbiamo cominciato già qualche anno fa insieme, riguarda ovviamente tutti gli ordini professionali, coinvolge anche i notai.
Qui serve l’intelligenza e l’aiuto di tutti.
Non sono materie che gli Stati possono risolvere da sole, perché sono regole che servono e sono utili se arrivano a livello globale, ma sono sicuramente battaglie che l’Italia sta combattendo ed è pronta a portare avanti, soprattutto se riusciamo a lavorarci in maniera intelligente, a lavorarci insieme.
E quindi, caro Presidente Pace, cari amici, vi ringrazio ancora.
Oggi è un giorno particolare, non solo perché c’è il Congresso del Notariato, il Governo compie oggi quattro anni dal suo insediamento, quindi vi ringrazio anche per questo regalo che mi avete fatto: questo sigillo, il sigillo per un notaio è lo strumento con cui si dà certezza, si dà stabilità alla volontà delle persone. Sigillare un atto significa assumersi una responsabilità davanti alla legge, davanti ai cittadini, significa da oggi questa cosa è certa, è solida, è sicura.
Quattro anni fa, giurando sulla Costituzione, noi abbiamo firmato un patto, abbiamo fatto un po’ la stessa cosa, abbiamo firmato un contratto con gli italiani, lo abbiamo fatto senza clausole vessatorie, lo abbiamo fatto senza scritte minuscole, senza inganni, l’abbiamo fatto mettendoci la faccia.
In questi quattro anni, ogni giorno, abbiamo fatto del nostro meglio per rispettare quel contratto, costruire una Nazione più forte, più coesa, più prospera.
Allora io custodisco questo sigillo con cura, non solamente perché è un regalo, ma soprattutto perché è un promemoria.
Un promemoria del fatto che un impegno si misura giorno per giorno e si misura soprattutto quando le cose si fanno difficili, quando le persone bussano alla porta dell’istituzione chiedendo semplicemente che le istituzioni ci siano.
E lo dico a voi perché voi siete i professionisti della fiducia. Ogni volta che apponete il vostro sigillo, dite a una persona: puoi stare tranquillo, quello che hai costruito è al sicuro.
E allora mi piace prendere spunto da voi, perché la fiducia non si eredita e non si pretende.
La fiducia si conquista giorno per giorno, si rinnova ogni mattina, come una firma da apporre di nuovo.
E così, ogni singolo giorno, noi vogliamo meritare la fiducia che gli italiani hanno riposto in noi.
Quindi grazie davvero per questo regalo, per me molto simbolico.
Buon lavoro e buon congresso a tutti.
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