Festival delle Regioni e delle Province Autonome, il videomessaggio del Presidente Meloni
Il videomessaggio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province Autonome.
Caro Presidente Fedriga, cari amministratori,
oggi si avvia alla conclusione la quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province Autonome e ci tenevo a far arrivare a tutti voi il mio saluto e il mio contributo ai lavori.
La nostra Costituzione valorizza le autonomie e ci ricorda che gran parte delle materie che incidono di più sulla vita dei cittadini richiede una piena cooperazione tra tutti i livelli di Governo. Non è una scelta formale, ma una necessità concreta.
E i risultati raggiunti in questi anni testimoniano che quando lo Stato, le Regioni e le Province autonome lavorano fianco a fianco, allora l’Italia può raggiungere traguardi ambiziosi.
Come è accaduto per la revisione e la messa a terra del PNRR. Sfide che alcuni consideravano proibitive, addirittura impossibili da vincere. Eppure, in questi anni, siamo riusciti ad attestare costantemente l’Italia come la prima Nazione in Europa per avanzamento finanziario e obiettivi raggiunti. Un grande lavoro di squadra, che sta dispiegando i suoi effetti concreti in tanti ambiti, a partire da quello fondamentale della sanità.
Insieme, abbiamo messo a disposizione degli italiani circa 1600 nuove strutture, tra Case e Ospedali di comunità. Abbiamo portato negli ospedali più di 3100 grandi apparecchiature all’avanguardia – come mammografi, tac, risonanze magnetiche – abbiamo attivato 6000 nuovi posti letto in più in terapia intensiva e semi-intensiva. Abbiamo accelerato sull’innovazione, con il Fascicolo sanitario elettronico che ha raggiunto livelli di diffusione e utilizzo senza precedenti.
E, parallelamente al PNRR, abbiamo costruito misure specifiche per ridurre le liste di attesa, come la piattaforma nazionale per il monitoraggio, l’integrazione dei sistemi CUP, una più stretta cooperazione con le Regioni. Una strategia che sta dando i suoi frutti, come dimostrano i dati dei primi 9 mesi del 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, infatti, sono state erogate circa due milioni di prestazioni in più, è migliorato il rispetto dei tempi di garanzia. Indicatori incoraggianti, in un cammino che è ancora lungo ma che intendiamo seguire con determinazione.
Ma la collaborazione tra Stato, Regioni e Province autonome è stata decisiva anche su un altro fronte, che è quello delle Politiche di coesione. Il Governo, come sapete, ha profondamente riformato questo ambito e questo ci ha permesso di lasciarci alle spalle un vecchio e triste primato dell’Italia, quello di non saper spendere bene le risorse che arrivavano dall’Europa.
Abbiamo impresso una svolta e oggi, anche grazie agli Accordi di coesione, abbiamo attivato circa 60 miliardi di euro di investimenti che ci stanno consentendo di realizzare opere, infrastrutture e progetti strategici che servono davvero ai territori e che i territori hanno proposto, condividendoli con lo Stato.
Traguardi che ci consegnano un insegnamento, semplice ma fondamentale: quando Stato e autonomie condividono obiettivi e responsabilità, allora le risorse diventano opportunità e gli investimenti migliorano davvero la vita delle persone e delle imprese.
È un insegnamento prezioso, che è alla base del nostro modo di pensare e che continueremo a mettere al centro del nostro impegno. Per costruire, insieme, una Nazione più forte, più unita e più coesa.
E, quindi, grazie ancora a tutti per il vostro lavoro, per la collaborazione e al prossimo Festival!
Il Presidente Meloni al Forum economico Moneta
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto un intervento al Forum economico Moneta.
Sarò purtroppo più breve di quanto avrei voluto in questa serata perché immagino abbiate visto in quale settimana ci troviamo. Un tempismo straordinario, Direttore Cerno, per organizzare questo evento.
Siamo in dirittura d’arrivo sulla Legge di Bilancio che vorremmo far approdare domani in Consiglio dei Ministri.
E quindi, come immaginerete, è una serata abbastanza ancora piena di impegni. Come sempre, l’obiettivo è far quadrare i conti, mantenere gli impegni presi, continuare sulle priorità che ci siamo dati in questi anni, che accompagneranno anche questa Legge di Bilancio, ovviamente il tema dei salari, la difesa del potere d’acquisto, ma anche l’attenzione al ceto medio, il sostegno alle imprese che investono e assumono, l’attenzione che va dedicata al tema del costo dell’energia, la sanità, la famiglia, i giovani, saranno un focus di questa Legge di Bilancio.
Insomma, cercheremo, come sempre, di fare del nostro meglio, di essere all’altezza delle aspettative pur con delle risorse che sono come sappiamo limitate e speriamo che qualcuno racconti, Direttore, il lavoro serio e responsabile e anche molto complesso che c’è dietro a manovre come questa. In una Nazione nella quale, diciamoci, che molto spesso sembra che la polemica abbia molto più spazio di quanto non abbiano invece le soluzioni che si cerca di dare ai cittadini.
Noi faremo la nostra parte, ma sono qui per dire che considero il lavoro che state facendo molto prezioso e quindi ci tenevo ad esserci per portare, seppur brevemente, il mio ringraziamento e i miei complimenti alla redazione de Il Giornale, alla redazione di Moneta, almeno per tre ragioni.
La prima è che noi siamo in un tempo nel quale si sa che la carta stampata non se la passa benissimo. E in una stagione come questa, scegliere di lanciare una nuova iniziativa editoriale, non limitandosi a lasciarla sul web, ma portandola nelle edicole, richiede molto coraggio, molta visione, e quindi devo fare i miei complimenti per questo.
La seconda ragione per la quale vi ringrazio del vostro lavoro è che, vedete, noi siamo abituati a dire spesso, anche quando tu non ti occupi di politica, la politica si occuperà di te. È vero, vale a maggior ragione per l’economia. Anche quando tu non capisci di economia, anche quando tu non ti interessi di economia, l’economia decide la tua vita. E noi viviamo un tempo nel quale, quando una cosa accade dall’altra parte del globo terrestre, arriva da noi.
E io l’ho imparato benissimo in questi anni. Era una delle cose che non avevo valutato di questo incarico. Ricordo, ai primi dell’agosto del 2024, mi sveglio una mattina e lo spread era improvvisamente schizzato. Non c’era una ragione, non avevamo fatto niente che potesse giustificare questa impennata. Dopodiché, la ragione per la quale questo accadeva è che in Giappone, dall’altra parte del mondo, la banca centrale giapponese aveva deciso di alzare i tassi di interesse e questo aveva prodotto anche da noi un rimbalzo.
È così ogni giorno. Chiaramente, siccome l’economia è un tema molto complesso, meno noi capiamo di questa materia e meno siamo in grado di determinare o di aggiustare il tiro della nostra quotidianità, per cui comprendere l’economia è un altro modo per essere liberi e quelli che ti aiutano a comprendere l’economia, che lo fanno magari raccontandola in modo facile, fanno un servizio alle imprese, fanno un servizio ai cittadini, fanno un servizio ai risparmiatori.
Aiutano anche la politica a comprendere il punto di vista del mondo produttivo. E questa è la terza ragione per la quale voglio brevemente ringraziarvi, perché avete scelto di raccontare il mondo produttivo italiano, di raccontare la grande industria, la piccola e media impresa, la manifattura, le start-up, i tanti volti del nostro tessuto produttivo e credo che questo sia molto prezioso. Perché noi siamo una Nazione che ama soprattutto raccontare le sue ombre e che non ama invece raccontare le sue luci. Allora, le sue luci sono fatte soprattutto di tutti quegli italiani che sono soprattutto parte del mondo produttivo, quindi gli imprenditori e i loro lavoratori, che hanno fatto di questa Nazione la straordinaria potenza che è, che lo hanno fatto con creatività, che lo hanno fatto con sacrificio, che lo hanno fatto con determinazione e che lo continuano a fare ogni giorno, in un mondo che è sempre più complesso e nel quale mancano sempre di più le certezze che avevamo.
Allora, credo che anche questo sia molto prezioso: riuscire a raccontare il bello, la creatività, la resilienza e le vittorie che questa Nazione riesce ancora a raccontare e a raggiungere, perché se noi ci priviamo di entusiasmo e di speranza ci priviamo anche della benzina che ci consente di crescere e di migliorare.
Allora per tutte queste ragioni io sono venuta stasera a ringraziarvi, a ringraziare ovviamente soprattutto il Direttore, i giornalisti ma anche gli editori, a ringraziare e a salutare i tanti esponenti del mondo produttivo, dell’impresa, del management, della politica, che vedo in questa sala e facciamo un brindisi a voi e all’Italia soprattutto.
Grazie.

