Provincia di Siena: Sabato 14 novembre il sarcofago dei Cumni di nuovo esposto al Museo nazionale etrusco di Chiusi

Il sarcofago dei Cumni di nuovo esposto al Museo nazionale etrusco di Chiusi

dopo il recupero conservativo e il restauro.

Sabato 14 novembre 2026, alle ore 16.30, la presentazione al pubblico. Ingresso libero
Il Museo nazionale etrusco di Chiusi restituisce al pubblico il sarcofago dei Cumni, un’importante
testimonianza della produzione funeraria etrusca di età ellenistica, rimasta per diversi anni nei
depositi museali. Sabato 14 novembre, alle ore 16.30, saranno presentati il recupero conservativo
del monumento e il nuovo allestimento nell’esposizione permanente, che restituisce piena visibilità
a un’opera di significativo interesse storico, archeologico e artistico.
Scoperto nell’Ottocento nell’area di Santa Mustiola, nei pressi di Chiusi, il sarcofago, datato nel
primo venticinquennio del II secolo a.C., apparteneva al complesso sepolcrale della famiglia
etrusca dei Cumni. Dopo essere stato conservato nel palazzo vescovile, entrò nelle collezioni del
Museo nel 1872 e rimase esposto per lungo tempo. Nel corso di successive operazioni di
movimentazione, tuttavia, una lesione si riaprì, rendendo necessario il trasferimento del
monumento nei depositi, dove è rimasto per diversi anni.
Il recente intervento di ricomposizione e restauro ha consentito di recuperare l’integrità e la
leggibilità del manufatto, superando le criticità conservative che ne avevano impedito la fruizione.
Il sarcofago è composto da una cassa decorata a rilievo e da un coperchio con una figura
femminile distesa su un letto funebre. La donna, riccamente adornata, è adagiata su due cuscini
con la gamba sinistra ripiegata; indossa un chitone senza maniche e un mantello, mentre la testa è
perduta. Sulla cassa si sviluppa una complessa scena figurata, dove guerrieri assaltano un
santuario difeso da figure femminili e da altri combattenti. La vivace gestualità dei personaggi e la
ricchezza della composizione offrono importanti spunti di riflessione sulle rappresentazioni
funerarie etrusche e sulle concezioni dell’aldilà.
Il ritorno del sarcofago si inserisce nel programma di valorizzazione e aggiornamento dei percorsi
espositivi promosso dal Museo nazionale etrusco di Chiusi, nell’ambito delle attività della Direzione
regionale Musei nazionali della Toscana del Ministero della Cultura. Un impegno che mira a
restituire visibilità a opere rimaste a lungo in secondo piano, attraverso interventi di recupero,
conservazione e riallestimento capaci di rinnovarne la fruizione e di rafforzarne il valore storico e
scientifico.
La presentazione sarà anche un’occasione di approfondimento sul contesto archeologico del
monumento, sulla produzione chiusina di sarcofagi in pietra di età ellenistica e sul significato delle
decorazioni figurate, grazie al contributo di studiosi e professionisti coinvolti nella ricerca e nel
recupero dell’opera.
Dopo i saluti istituzionali di Carlotta Paola Brovadan, Direttrice regionale Musei nazionali della
Toscana del Ministero della Cultura, di Mattia Bischeri, Assessore alla Cultura del Comune di
Chiusi e di Paola Lai, Presidente del Gruppo Archeologico Città di Chiusi, Fabrizio Vallelonga,
Direttore del Museo nazionale etrusco di Chiusi, introdurrà i lavori.
La prima relazione sarà affidata a Laura Ambrosini, Dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale
delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, che interverrà sul tema Sarcofagi
chiusini di età ellenistica. Il contributo ripercorrerà lo sviluppo di questa produzione, dai primi

esperimenti dell’ultimo quarto del IV secolo a.C. alle fasi di transizione e di piena maturità, fino agli
esemplari più tardi della fine del II secolo a.C.
Francesco De Angelis, professore di Storia dell’arte e Archeologia alla Columbia University di New
York, approfondirà Il sarcofago chiusino in pietra dalla Tomba dei Cumni, concentrandosi
sull’interpretazione della scena figurata della cassa, che rappresenta la violazione di uno spazio
sacro, sull’iconografia della figura femminile distesa sul coperchio e sul contesto funerario di
provenienza, attraverso l’esame delle urne rinvenute nella stessa tomba.
A concludere l’incontro sarà il restauratore Giuseppe Venturini, che illustrerà le fasi e le
caratteristiche dell’intervento di recupero, offrendo uno sguardo sul lavoro che ha reso possibile la
restituzione del monumento alla fruizione pubblica.
L’iniziativa è promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana – Museo
nazionale etrusco di Chiusi, in collaborazione con il Comune di Chiusi e il Gruppo
Archeologico Città di Chiusi.