Siena, Servizio idrico integrato, Bianchini: “Costante attenzione in collaborazione con il gestore”

Durante il Consiglio comunale di oggi, martedì 14 aprile, fornita la risposta all’interrogazione del consigliere Chiara Parri (Sena Civitas)

La tutela della risorsa idrica e il Servizio idrico integrato sono questioni a cui questa amministrazione dedica costante attenzione in collaborazione con il gestore”. Così l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Siena, Massimo Bianchini, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, martedì 14 aprile, dal consigliere Chiara Parri (Sena Civitas) in merito alla situazione attuale e prospettive della gestione del servizio idrico integrato nel Comune di Siena, alla luce del carattere essenziale della risorsa acqua.

“E’ un tema di grande rilevanza per la comunità – ha detto Bianchini -: condividiamo pienamente il presupposto che l’acqua rappresenta un bene primario essenziale, la cui gestione deve garantire equilibrio tra sostenibilità ambientale, qualità del servizio e accessibilità economica per i cittadini. Nel nostro territorio, ricompreso nella Conferenza territoriale numero 6 Ombrone, il servizio è affidato ad Acquedotto del Fiora spa, soggetto responsabile della captazione, trattamento e distribuzione dell’acqua potabile, del collettamento e depurazione delle acque reflue, nonché della gestione dei servizi all’utenza e delle iniziative aziendali di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.

E’ necessario chiarire – ha spiegato ancora Bianchini – che la tariffa del servizio idrico integrato non è calcolata su base comunale, bensì è unica e solidale per l’intera Conferenza territoriale 6 Ombrone, che comprende cinquantacinque comuni della Toscana meridionale, tra cui Siena. La tariffa del servizio Idrico integrato non la decide il gestore, ma è determinata ed approvata da Arera di concerto con Autorità idrica Toscana. La tariffa viene determinata in base ai volumi, ai costi e agli investimenti complessivi della Conferenza territoriale 6 Ombrone, garantendo equità ed efficienza gestionale su tutto il territorio servito. L’andamento della tariffa è guidato dal moltiplicatore tariffario ‘theta’. Esaminando le delibere dell’Autorità idrica Toscana e dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente dal 2019 ad oggi, gli incrementi sono stati: 2,40 per cento nel 2020, 6 per cento nel 2021, 3,20 per cento nel 2022, 3,90 per cento nel 2023, 3,90 per cento nel 2024, e 2 per cento nel 2025. L’incremento del 2025 pari al 2 per cento è quindi il più contenuto del periodo, a fronte di limiti regolatori che per gestioni con rilevanti investimenti possono arrivare al 9,15 per cento annuo. Pur nella complessità del sistema regolatorio, cercando di semplificare quanto più possibile, possiamo affermare che il peso degli investimenti sulla tariffa è di circa il 33 per cento”.

“Un aspetto cruciale nella determinazione della tariffa – ha aggiunto ancora Bianchini – è il fattore territoriale. Il territorio gestito da Acquedotto del Fiora ha una grande estensione, pari a circa un terzo dell’intera superficie regionale, con un basso numero di abitanti. La densità di popolazione è di 52 abitanti per chilometro quadrato, a fronte di una media nazionale di circa 200 abitanti per chilometro quadrato. A questa bassa densità si aggiunge una forte dispersione insediativa, con tanti centri abitati medio-piccoli e pochi agglomerati urbani. Secondo la normativa vigente, che prevede la copertura dei costi efficienti e la remunerazione del capitale investito su base territoriale, i costi ricadono sulla tariffa degli abitanti di quel determinato territorio. Di conseguenza, più bassa è la densità di popolazione, più alta sarà la quota per cittadino e per famiglia. Questo criterio reca evidente svantaggio alle aree interne e meno popolose, mentre favorisce le città metropolitane e le aree più densamente abitate del Paese”.

“È necessario – ha poi spiegato l’assessore – un chiarimento importante sui dati richiamati nell’interrogazione circa l’importo medio delle bollette. Con riferimento al 2025, per un nucleo familiare di tre componenti l’importo medio annuo è pari a 538,68 euro, a fronte di un consumo di 123 metri cubi. Tuttavia, nel Comune di Siena la composizione media effettiva del nucleo familiare è di circa due componenti. In questo caso, che rappresenta la situazione più diffusa, il consumo medio annuo scende a 103 metri cubi per una bolletta media annua di 449,95 euro. Questi dati reali non coincidono con quanto riportato. La stessa Autorità idrica Toscana nel rispondere ai dati diffusi da Cittadinanzaattiva, che considera come consumo medio annuo di una famiglia di tre persone 182 metri cubi d’acqua (basandosi su un dato Istat che però non tiene conto dei cittadini fluttuanti, turisti, e non distingue tra tipologie di utenza: domestico-residente, industriale, altro), ha evidenziato come a livello toscano (qui il dato è regionale fornito dall’Autorità idrica Toscana) il consumo medio annuo reale di una famiglia di tre persone sia di 100 metri cubi d’acqua all’anno, con alcune realtà che scendono a 90 metri cubi annui. Il rischio è che i rapporti delle associazioni di consumatori, utilizzando criteri rigidi su scala nazionale, scontino inevitabilmente la mancanza di conoscenza del territorio”. “Va inoltre ricordato – ha detto Bianchini – l’impegno del gestore nel fornire aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso tre tipi di bonus idrici: il bonus sociale idrico, di carattere nazionale e riconosciuto automaticamente in relazione all’Isee (per chi ne ha diritto viene accreditato direttamente in bolletta); il bonus idrico integrativo, di carattere regionale, per il quale va presentata domanda nel comune di residenza; il bonus Fiora, misura propria di Acquedotto del Fiora spa, interamente finanziata dal gestore, ulteriore e indipendente rispetto ai bonus nazionali e regionali, che rappresenta un intervento autonomo e aggiuntivo a sostegno delle situazioni di maggiore fragilità socioeconomica, rafforzando concretamente le politiche aziendali di solidarietà sociale e di attenzione alla comunità e al territorio”.

Sulle perdite idriche, Bianchini ha detto che “nella rete di distribuzione del Comune di Siena nel 2025 ammontano al 20,7 per cento con una riduzione di oltre un punto percentuale rispetto al 21,4 per cento del 2024. La media nazionale delle perdite idriche si attesta al 45,1 per cento. Il Comune di Siena presenta quindi perdite inferiori di oltre ventiquattro punti percentuali rispetto alla media italiana, collocandosi tra le realtà più virtuose del Paese. Questo risultato deriva da una storica attenzione cittadina alla tutela della risorsa idrica, da una programmazione pluriennale di investimenti mirati e da una gestione qualificata della rete”. Sugli investimenti realizzati nel territorio comunale, “è possibile quantificare con precisione quelli effettuati da Acquedotto del Fiora. Nel triennio 2023-2025, gli investimenti complessivi ammontano a oltre 7,6 milioni di euro, così ripartiti. Per l’acquedotto sono stati investiti oltre 3,5 milioni di euro nel triennio: 771.655,68 euro nel 2023, 1.242.440,75 euro nel 2024, e 1.526.921,08 euro nel 2025. Questi investimenti sono stati destinati principalmente alla riduzione delle perdite e alla gestione ottimale delle pressioni di rete. Nel settore depurazione sono stati investiti nel triennio 1.659.247,77 euro: 425.361,56 nel 2023, 925.762,80 nel 2024 e 308.123,41 nel 2025. La riduzione degli importi nel 2025 a carico della depurazione è logica conseguenza delle attività di manutenzione straordinaria, potenziamento e rinnovo fatte negli anni precedenti. Nel settore fognatura sono stati investiti nel triennio 2.480.788,95 euro: 635.975,30 euro nel 2023, 726.053,34 nel 2024 e 1.118.760,31 nel 2025”.

“Emerge – ha concluso l’assessore Bianchini – un quadro positivo della gestione del servizio idrico integrato nel territorio comunale di Siena. Le perdite idriche al 20,7 per cento collocano il nostro comune tra le realtà più virtuose d’Italia, con un valore inferiore di oltre ventiquattro punti percentuali rispetto alla media nazionale del 45,1 per cento. Gli investimenti realizzati nel triennio superano i 7,6 milioni di euro. L’incremento tariffario del due per cento risulta fortemente contenuto rispetto ai limiti regolatori. Il riconoscimento nazionale ottenuto per la qualità tecnica conferma l’eccellenza del servizio. Le prospettive future, con i progetti strategici dello schema Montedoglio Centro e del potenziamento della dorsale del Vivo, delineano uno scenario di ulteriore rafforzamento della sicurezza e della resilienza dell’approvvigionamento idrico, che già oggi può comunque contare su una soluzione avanzata, duplice e integrata, tra Acquedotto del Vivo e pozzi del Luco. Per quanto riguarda la scadenza della concessione nel 2031, allo stato attuale non risultano ancora definiti gli indirizzi conclusivi relativi al modello di gestione successivo; tale valutazione dovrà essere effettuata secondo quanto previsto dalla normativa vigente. L’amministrazione ritiene comunque opportuno: seguire con attenzione il percorso che condurrà alle decisioni future; contribuire, nelle sedi opportune, a garantire che le scelte tengano conto della sostenibilità economica per i cittadini della qualità del servizio e della tutela della risorsa”.

Il consigliere comunale Chiara Parri (Sena Civitas) si è dichiarato “soddisfatta di quanto illustrato dall’assessore, continueremo come gruppo consiliare ad attenzionare il tema dell’acqua, perché pensiamo che sia un punto su cui prestare attenzione, visti anche gli avvenimenti geopolitici che porteranno ad avere maggiori consti per le famiglie e per l’energia”.

 

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