Siena, Bilancio di genere 2024, Papi: “Atto non formale e isolato. Lettura congiunta in Consiglio con il rendiconto 2025”

Durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, l’assessore ai servizi sociali
ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico

Si tratta del primo atto, non isolato e non formale, di un processo che interessa più annualità, con l’obiettivo di considerare gli effetti delle politiche, dei servizi e dell’allocazione delle risorse dell’amministrazione sulle diverse componenti della popolazione’”. Questa la risposta dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, all’interrogazione presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni e Luca Micheli sulla presentazione del Bilancio di genere redatto dal Comune di Siena per il 2024, durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre.

 

“Il Bilancio di genere consuntivo 2024 – ha spiegato l’assessore Papi – , approvato dalla Giunta comunale con deliberazione del 24 marzo 2026 nell’ambito del progetto Peace2 (Progettare e Animare Comunità Educanti 2), costituisce il primo documento elaborato dal Comune di Siena nell’ambito di un percorso triennale finalizzato alla progressiva integrazione della prospettiva di genere negli strumenti di analisi, programmazione e valutazione delle politiche dell’ente. Non si tratta, pertanto, di un documento isolato o di un adempimento meramente formale, ma del primo passaggio di un processo che interessa più annualità e che ha l’obiettivo di consolidare progressivamente il cosiddetto gender mainstreaming, vale a dire la capacità dell’amministrazione di considerare gli effetti delle proprie politiche, dei propri servizi e dell’allocazione delle risorse sulle diverse componenti della popolazione. Proprio perché riferito alla prima annualità, il lavoro svolto sul consuntivo 2024 ha avuto anche una rilevante funzione metodologica e sperimentale. Nel corso del percorso è stato infatti definito un primo impianto fondato sull’analisi del contesto socio-demografico e territoriale, sull’analisi delle politiche e dell’organizzazione dell’Ente e sulla riclassificazione delle voci di bilancio secondo una prospettiva di genere. Il documento di avanzamento del progetto conferma che questo primo impianto metodologico è stato sviluppato nel 2025 ed è alla base dei successivi Bilanci di genere”.

 

“Per il Comune di Siena – ha aggiunto – , in particolare, il lavoro è stato valutato come maggiormente strutturato sotto il profilo metodologico e sotto il profilo dell’integrazione fra analisi del contesto, organizzazione dell’ente e programmazione strategica, con approfondimenti relativi, fra l’altro, a demografia, salute, istruzione, lavoro, violenza di genere, personale, governance e società partecipate e con un collegamento con il Piao e con il sistema della programmazione comunale. La redazione del documento è avvenuta con il supporto tecnico-operativo di Terre di Siena Lab, in coordinamento con la Provincia di Siena e con il contributo delle professionalità individuate nell’ambito del progetto, mentre gli uffici comunali hanno assicurato l’attività istruttoria, la raccolta e l’elaborazione dei dati, la riclassificazione delle voci di bilancio e il raccordo con i soggetti attuatori. Il percorso, come noto, è tuttora in corso”.

 

“È infatti in fase di conclusione il Bilancio di genere consuntivo 2025 – ha spiegato ancora – , per il quale il cronoprogramma del progetto Peace 2 prevede il completamento entro il 30 settembre 2026. Sono in corso le attività di acquisizione dei rendiconti, riclassificazione della spesa in ottica di genere, analisi dell’allocazione delle risorse e predisposizione dei documenti relativi ai Comuni coinvolti. Tale fase ha una funzione prevalentemente valutativa ex post. A questa seguirà il lavoro sugli strumenti previsionali, che assume invece una funzione programmatoria ex ante, cioè direttamente orientata ad accompagnare le Amministrazioni nelle future scelte di allocazione delle risorse. Il Comune di Siena ha già provveduto, per quanto di propria competenza, a mettere a disposizione delle professioniste incaricate la documentazione e gli aggiornamenti necessari alla prosecuzione del lavoro. La deliberazione di giunta del 24 marzo 2026 ha previsto la presentazione del Bilancio di genere 2024 al Consiglio comunale quale momento di condivisione istituzionale e di valorizzazione del percorso di gender mainstreaming avviato dall’ente. Questa previsione resta ferma. Si è tuttavia ritenuto opportuno che la presentazione al Consiglio sia preceduta da un passaggio nelle Commissioni consiliari competenti, Pari Opportunità e Bilancio, che rappresentano la sede più idonea per un primo esame analitico del documento. Tale scelta è collegata anche alla volontà dell’amministrazione di giungere alla successiva presentazione in Consiglio disponendo di un quadro più completo e maturo, attraverso una lettura congiunta del Bilancio di genere consuntivo 2024 e del Bilancio di genere consuntivo 2025, attualmente in fase di completamento”.

 

“Il documento relativo al 2024 – ha aggiunto Micaela Papi – costituisce infatti il primo passaggio del percorso e ha avuto anche una funzione di impostazione e sperimentazione metodologica; considerato isolatamente, offre pertanto una fotografia necessariamente iniziale. Il Bilancio 2025, potendo beneficiare dell’esperienza maturata nella prima annualità, del progressivo affinamento della metodologia, dell’aggiornamento dei dati e di una più consolidata riclassificazione della spesa, consentirà invece di disporre di un quadro informativo più strutturato, aggiornato e significativo ai fini della valutazione e della programmazione dell’ente. La presentazione congiunta delle due annualità permetterà inoltre di effettuare un primo confronto nel tempo, evidenziando eventuali evoluzioni, criticità e ambiti di intervento, rendendo il confronto in Consiglio più concreto e utile sotto il profilo politico-programmatico. È inoltre in corso di definizione con Terre di Siena Lab una presentazione dedicata, anche alla luce del cronoprogramma complessivo del progetto, che prevede un momento pubblico di restituzione dei risultati, con il coinvolgimento di amministratori, tecnici e stakeholder. L’obiettivo dell’amministrazione è quindi quello di evitare una presentazione puramente formale del documento e di costruire invece un momento di confronto che consenta di valorizzare adeguatamente sia il lavoro svolto sul consuntivo 2024 sia l’evoluzione che il percorso sta già registrando attraverso il consuntivo 2025 e gli strumenti previsionali”.

“Quanto al Piano strutturale – ha concluso – , occorre distinguere i due piani. Il Bilancio di genere 2024 ha natura consuntiva: fotografa e valuta ex post politiche, servizi e risorse riferiti a un esercizio già concluso. Non risulta dai documenti progettuali che la sua presentazione costituisca un passaggio procedimentale propedeutico all’esame o all’approvazione del Piano strutturale. Ciò non significa, naturalmente, che la prospettiva di genere sia estranea alla programmazione territoriale. Al contrario, proprio l’obiettivo del percorso avviato è fare in modo che la lettura dei bisogni della popolazione e delle eventuali differenze nell’accesso ai servizi e alle opportunità diventi progressivamente parte del modo ordinario di programmare le politiche comunali. Per questo motivo riteniamo utile che i contenuti del Bilancio di genere siano conosciuti e approfonditi dalle Commissioni e dal Consiglio; ma riteniamo anche corretto evitare di attribuire al consuntivo 2024 una funzione che metodologicamente non gli appartiene, cioè quella di valutazione preventiva di uno specifico strumento urbanistico. Il passaggio verso una piena integrazione della prospettiva di genere nella programmazione sarà invece sempre più significativo con il consolidamento delle successive annualità e, soprattutto, con i Bilanci di genere previsionali, che il progetto individua espressamente come strumenti destinati a supportare le amministrazioni nelle scelte allocative e che quindi hanno una funzione programmatoria ex ante. In conclusione, il Bilancio di Genere 2024 rappresenta per il Comune di Siena il punto di partenza di un percorso strutturato e non il suo punto di arrivo. L’amministrazione intende proseguire tale percorso, approfondendolo nelle Commissioni consiliari competenti, garantendone la successiva condivisione istituzionale con il Consiglio comunale e utilizzando progressivamente le evidenze che ne derivano come supporto alle scelte di programmazione dell’ente.”

 

La consigliera Anna Ferretti (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Non sono soddisfatta. Nella delibera di Giunta è stato scritto che il Bilancio di genere debba essere presentato in Consiglio comunale. I passaggi con le due Commissioni potevano dunque essere fatte prima. Capisco che si vogliano presentare le differenze fra 2024 e 2025, ma portare il bilancio subito in Consiglio significava avviare un percorso di cambiamento di mentalità e fare ragionare su quello che gli atti comunali vogliono dire: un atto vale per tutti, infatti, ma ha riflessi a seconda del genere e questo può determinare discriminazione. Cominciare a ragionare su questi termini sarebbe una cosa importante. Vedere le differenze da un anno all’altro e leggere i raffronti, osservare i percorsi e lavorare in prospettiva sono tutti aspetti che mi trovano d’accordo. Ma un Consiglio comunale che non ha mai affrontato questo tema, ha bisogna di ragionare in modo diverso. La legge 196 del 2009 supportata dal decreto legislativo 116 del 108, ha introdotto l’analisi del rendiconto dello Stato in un’ottica di genere, in tutte le amministrazione centrali: questo perché, lo sottolinea anche il Mef, la spesa pubblica può determinare un impatto diverso su uomini e donne, mitigando o acuendo le disparità esistenti. In assenza d questo si potrebbero dunque determinare barriere di accesso alla fruizione di benefici. Ritengo quindi che una dichiarazione fatta dallo Stato sia un invito a lavorare in questa ottica. E’ positivo che il Comune stia facendo per la prima volta in questo percorso, ma i passaggi dovevano essere altri. Il riferimento al Piano strutturale significava pensare a luoghi sicuri, flessibili, illuminazione, barriere architettoniche, vicinanza ai servizi e possibilità di accesso, attenzione alle aree urbane svantaggiate e tanto altro, in un’ottica importante e fondamentale come quella del Bilancio di genere. Per questo mi sarebbe piaciuto discutere prima del bilancio e poi affrontare l’iter del Piano strutturale anche da questo punto di vista avendo prima effettuato una valutazione collegiale”.