Siena, Rette Asp “Città di Siena”, Giordano: “Adeguamento contenuto, le tariffe restano sotto la media delle residenze cittadine”

Durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 17 settembre, l’assessore alla sanità e diritto alla salute ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico

L’aumento delle rette delle residenze sanitarie assistenziali gestite da Asp “Città di Siena” al centro dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 17 settembre, nel corso del Consiglio comunale di Siena, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli e Gabriella Piccinni. Ha riposto all’interrogazione l’assessore alla sanità e al diritto alla salute del Comune di Siena Giuseppe Giordano.

“L’adeguamento delle rette – ha spiegato Giordano– è stato deliberato dal Consiglio di amministrazione di Asp lo scorso 23 luglio ed è entrato in vigore il primo settembre. La scelta risponde innanzitutto all’esigenza di ridurre, almeno in parte, il divario tra la quota sociale applicata nelle strutture dell’Azienda e quella delle altre Rsa presenti nel territorio comunale. A Campansi e Caccialupi la quota giornaliera è passata da 55,27 a 56,27 euro, mentre la media delle strutture presenti nel Comune di Siena è pari a 59,83 euro. Anche dopo l’incremento, quindi, la tariffa di Asp resta inferiore alla media comunale di 3,56 euro al giorno e leggermente al di sotto anche della media provinciale, pari a 56,41 euro”.

“C’è poi – ha proseguito l’assessore – un tema legato al rapporto tra le rette riconosciute e il costo effettivo dell’assistenza. A fronte di un tasso di occupazione delle strutture superiore al 96 per cento, con quello nominale prossimo al 98 per cento, il costo dell’assistenza è stimato prudenzialmente in circa 125 euro per ospite al giorno. Per un posto convenzionato, dopo l’aumento, vengono riconosciuti complessivamente circa 115,37 euro al giorno, con un differenziale ancora negativo di circa 9,63 euro. Su questo incidono diversi fattori: i rinnovi dei contratti collettivi, l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari e dell’energia, i maggiori costi per servizi, manutenzioni e forniture e gli oneri fiscali legati alla questione Ires”.

“Per quanto riguarda il confronto con le famiglie – ha aggiunto l’assessore – non era prevista dal disciplinare una formale concertazione sulla determinazione delle rette. Il presidente del Comitato dei familiari e dei residenti è stato informato il 30 luglio e il giorno successivo è stata inviata la comunicazione ufficiale alle famiglie, con un mese di preavviso rispetto all’entrata in vigore dell’adeguamento. Un successivo incontro tra il presidente di Asp e il Comitato si è poi svolto il 10 agosto”.

“L’incremento di un euro – ha sottolineato Giordano – comporterà un maggiore introito stimato in circa 40mila euro per il periodo settembre-dicembre 2026 e in circa 110mila euro per l’intero 2027. Sono risorse che contribuiranno al riequilibrio dell’Azienda, ma che da sole non sono sufficienti a compensare l’aumento complessivo dei costi. L’adeguamento tariffario rappresenta quindi una delle misure inserite in una strategia più ampia, che comprende il contenimento e la razionalizzazione dei costi, l’efficientamento organizzativo ed energetico, la revisione delle procedure di acquisto e la valorizzazione delle entrate e del patrimonio aziendale”.

“Dal punto di vista economico/finanziario – ha continuato Giordano – la situazione di Asp è complessivamente equilibrata e costantemente monitorata, senza tensioni di liquidità tali da incidere sulla gestione ordinaria e sulla continuità dei servizi. Dal confronto fra il consuntivo 2025 e il forecast 2026, elaborato sulla base dei dati al 30 giugno, emerge inoltre un significativo miglioramento del margine operativo lordo, nonostante l’aumento dei costi sostenuti dall’Azienda. Sul risultato economico incidono anche gli effetti della contestazione dell’Agenzia delle Entrate relativa al regime Ires. L’accordo sottoscritto nel giugno 2026 per gli anni d’imposta dal 2019 al 2024 ha comportato un onere complessivo di circa 647mila euro, cui si aggiunge nel 2026 un maggiore versamento prudenziale di circa 137mila euro. Il Consiglio di amministrazione ha già avviato le procedure di contestazione finalizzate anche al recupero delle somme versate in eccedenza”.

“Tra le azioni messe in campo – ha concluso l’assessore – ci sono, oltre al parziale riallineamento delle tariffe, la ricerca di nuove partnership e forme di acquisto aggregato, il ricorso al Sistema dinamico di acquisizione per le forniture, il consolidamento delle collaborazioni con Cet e Cispel, l’efficientamento energetico degli immobili, la razionalizzazione dei costi, il mantenimento degli elevati livelli di occupazione e la valorizzazione del patrimonio attraverso lo sviluppo di nuovi servizi e nuove entrate. L’amministrazione comunale continua inoltre a svolgere un’attività costante di indirizzo e monitoraggio nei confronti di Asp. In questo quadro rientra anche l’ampliamento sperimentale dell’orario della Farmacia comunale 3, che dal primo ottobre 2026 al 31 marzo 2027 sarà aperta con orario continuato dalle 7.30 alle 20.30. Dal mese di luglio, anche grazie allo spostamento degli stalli dei taxi in piazzale Rosselli, le vendite della farmacia sono cresciute del 10 per cento, con circa settecento clienti in più rispetto a luglio 2025. Il Comune è inoltre intervenuto sospendendo temporaneamente il canone annuo di locazione dei locali della mensa centralizzata e rimborsando il costo effettivo dei pasti mensa”.

Il consigliere Alessandro Masi (Pd), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio l’assessore e mi dichiaro soddisfatto della completezza della risposta, ma non del quadro della situazione che ne emerge. Si tratta infatti di uno scenario che preoccupa anche il Comune, che ha chiesto aggiornamenti all’Asp, come emerge dalla risposta. Mi convince poco il fatto che in una struttura esemplare come il Campansi, di cui condividiamo tutti il profondo significato culturale e sociale, si vada ad applicare un aumento tariffario giustificandolo semplicemente con un riallineamento alla media tariffaria comunale e provinciale. È stato risposto che sono aumentati l’occupazione, i costi fissi (rinnovo contratto nazionale), l’incertezza sull’applicazione dell’Ires per Asp, ma sono cresciuti anche gli ospiti accolti, e quindi è aumentato anche il contributo degli utenti autosufficienti a tariffa piena. Trovo invece strumentale fare riferimento alla mancata liquidazione delle risorse regionali promesse: queste ultime sono previste nel bilancio 2027 e arriveranno, dato che la Regione non ha mai fatto mancare la sua attenzione ai settori sociali, socio- assistenziale e sanitario, soprattutto in questa Citta’. Infine, sulla decisione dell’aumento: nella risposta a questa interrogazione ci è stato detto che è stata solo comunicata agli ospiti, ma non partecipata. Ma se il Campansi è una comunità che rappresenta il capitale sociale della città ed i rapporti tra le generazioni, la partecipazione in passaggi come questi va salvaguardata; altrimenti, gli ospiti e le loro famiglie diventano solo utenza passiva, e questo non va mai bene. Allora, dobbiamo chiederci cosa si possa fare anche noi come Comune di Siena, concretamente, per tutelare il valore simbolico della cura del Campansi. Si possono destinare risorse aggiuntive e sostenere progetti specifici, per accompagnare la riorganizzazione interna di Asp? Si parla sempre del valore della popolazione anziana, ma serve un’idea chiara di valorizzazione che si traduca anche in un eventuale sostegno progettuale. Chiediamoci quindi, come Comune, se oltre al mero monitoraggio si possa fare qualcosa in più affinché il governo delle tariffe al Campansi rimanga entro un limite esemplare, a significare che in questo comune la Cura conta. Arriverà presto il tempo di scelte di bilancio radicali e il Campansi e le politiche sociali rappresentano una priorità che non può essere messa in discussione. Questo è il punto politico centrale e non rinviabile che noi consegniamo oggi al governo della città.”